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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
Articoli del 27/01/2026
Di Alex (pubblicato @ 19:00:00 in Tecnologia, letto 5 volte)
Ezviz campanello digitale con schermo per una casa sicura

La sicurezza domestica diventa intelligente con questo spioncino digitale avanzato. Dotato di schermo interno e videocamera esterna, permette di vedere chi bussa alla porta con estrema chiarezza, anche di notte. Una soluzione facile da installare che garantisce tranquillità e controllo totale del tuo ingresso. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Visione chiara e sicurezza aumentata
Sostituire il vecchio spioncino ottico con un sistema digitale cambia radicalmente la gestione della sicurezza domestica. Il dispositivo è composto da una telecamera esterna resistente e da un monitor interno a colori, che mostra immagini nitide e dettagliate. Questo sistema è particolarmente utile per anziani o bambini, che possono vedere chi c'è alla porta senza dover raggiungere l'altezza dello spioncino tradizionale.
Funzionalità smart e rilevamento
Oltre alla visione diretta, il campanello integra funzioni intelligenti che elevano il livello di protezione. Grazie ai sensori di movimento, il sistema può avvisare il proprietario quando qualcuno si avvicina alla porta, registrando automaticamente l'evento.
Le caratteristiche principali includono:
Installazione e utilizzo quotidiano
Uno dei punti di forza di questo prodotto EZVIZ è la semplicità di montaggio. Progettato per adattarsi ai fori degli spioncini standard, si installa in pochi minuti senza bisogno di attrezzi professionali. L'interfaccia utente è intuitiva e permette di accedere rapidamente allo storico delle registrazioni o alla visione live, offrendo un controllo completo direttamente dal monitor o tramite app collegata.
Concludendo, il campanello digitale EZVIZ è una modernizzazione essenziale per ogni abitazione. Offre una protezione attiva 24 ore su 24, combinando tecnologia avanzata e facilità d'uso per garantire che la tua casa sia sempre sorvegliata e sicura.

Ezviz campanello digitale con schermo per una casa sicura
La sicurezza domestica diventa intelligente con questo spioncino digitale avanzato. Dotato di schermo interno e videocamera esterna, permette di vedere chi bussa alla porta con estrema chiarezza, anche di notte. Una soluzione facile da installare che garantisce tranquillità e controllo totale del tuo ingresso. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Visione chiara e sicurezza aumentata
Sostituire il vecchio spioncino ottico con un sistema digitale cambia radicalmente la gestione della sicurezza domestica. Il dispositivo è composto da una telecamera esterna resistente e da un monitor interno a colori, che mostra immagini nitide e dettagliate. Questo sistema è particolarmente utile per anziani o bambini, che possono vedere chi c'è alla porta senza dover raggiungere l'altezza dello spioncino tradizionale.
Funzionalità smart e rilevamento
Oltre alla visione diretta, il campanello integra funzioni intelligenti che elevano il livello di protezione. Grazie ai sensori di movimento, il sistema può avvisare il proprietario quando qualcuno si avvicina alla porta, registrando automaticamente l'evento.
Le caratteristiche principali includono:
- Schermo LCD a colori per una visione immediata dall'interno.
- Visione notturna a infrarossi per sicurezza anche al buio.
- Audio bidirezionale per comunicare con chi sta fuori senza aprire.
- Batteria ricaricabile a lunga durata e installazione senza fili complessi.
Installazione e utilizzo quotidiano
Uno dei punti di forza di questo prodotto EZVIZ è la semplicità di montaggio. Progettato per adattarsi ai fori degli spioncini standard, si installa in pochi minuti senza bisogno di attrezzi professionali. L'interfaccia utente è intuitiva e permette di accedere rapidamente allo storico delle registrazioni o alla visione live, offrendo un controllo completo direttamente dal monitor o tramite app collegata.
Concludendo, il campanello digitale EZVIZ è una modernizzazione essenziale per ogni abitazione. Offre una protezione attiva 24 ore su 24, combinando tecnologia avanzata e facilità d'uso per garantire che la tua casa sia sempre sorvegliata e sicura.
Di Alex (pubblicato @ 17:00:00 in Tecnologia, letto 17 volte)
Mini laptop touch portatile e potente per lavorare ovunque

Un computer compatto che unisce la potenza di un notebook tradizionale alla comodità di un tablet. Ideale per chi è sempre in movimento, offre un display touch reattivo e prestazioni affidabili per ogni task quotidiano. Scopri come questo dispositivo può trasformare la tua produttività in viaggio. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Design compatto e versatile
La caratteristica principale di questo dispositivo è la sua incredibile portabilità. Grazie a dimensioni ridotte e a un peso contenuto, può essere facilmente trasportato in una borsa o nello zaino senza ingombrare. Il design convertibile permette di utilizzarlo sia come un classico computer portatile che come un tablet, adattandosi perfettamente a qualsiasi situazione, dalla scrivania dell'ufficio al tavolino di un treno.
Prestazioni e display touch
Nonostante le dimensioni, il dispositivo non scende a compromessi sulle prestazioni. Equipaggiato con un processore efficiente e una memoria RAM adeguata, gestisce fluidamente navigazione web, editing di documenti e riproduzione multimediale.
Ecco alcune delle specifiche chiave che lo rendono unico:
Ideale per professionisti e studenti
Questo mini laptop rappresenta la soluzione perfetta per chi necessita di uno strumento di lavoro agile. È particolarmente indicato per studenti che devono prendere appunti velocemente o professionisti che hanno bisogno di consultare dati e inviare email in mobilità. La combinazione di hardware solido e sistema operativo versatile garantisce un'esperienza utente fluida e produttiva.
In conclusione, il mini laptop touch è un investimento intelligente per chi cerca un equilibrio tra mobilità e funzionalità. Con un prezzo accessibile e caratteristiche tecniche di rilievo, si conferma come un compagno di viaggio indispensabile per restare sempre connessi e produttivi.

Mini laptop touch portatile e potente per lavorare ovunque
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Design compatto e versatile
La caratteristica principale di questo dispositivo è la sua incredibile portabilità. Grazie a dimensioni ridotte e a un peso contenuto, può essere facilmente trasportato in una borsa o nello zaino senza ingombrare. Il design convertibile permette di utilizzarlo sia come un classico computer portatile che come un tablet, adattandosi perfettamente a qualsiasi situazione, dalla scrivania dell'ufficio al tavolino di un treno.
Prestazioni e display touch
Nonostante le dimensioni, il dispositivo non scende a compromessi sulle prestazioni. Equipaggiato con un processore efficiente e una memoria RAM adeguata, gestisce fluidamente navigazione web, editing di documenti e riproduzione multimediale.
Ecco alcune delle specifiche chiave che lo rendono unico:
- Schermo touchscreen ad alta risoluzione per un'interazione intuitiva.
- Tastiera ergonomica ottimizzata per la digitazione prolungata.
- Connettività completa con porte USB e supporto wireless veloce.
- Batteria a lunga durata per coprire l'intera giornata lavorativa.
Ideale per professionisti e studenti
Questo mini laptop rappresenta la soluzione perfetta per chi necessita di uno strumento di lavoro agile. È particolarmente indicato per studenti che devono prendere appunti velocemente o professionisti che hanno bisogno di consultare dati e inviare email in mobilità. La combinazione di hardware solido e sistema operativo versatile garantisce un'esperienza utente fluida e produttiva.
In conclusione, il mini laptop touch è un investimento intelligente per chi cerca un equilibrio tra mobilità e funzionalità. Con un prezzo accessibile e caratteristiche tecniche di rilievo, si conferma come un compagno di viaggio indispensabile per restare sempre connessi e produttivi.
Di Alex (pubblicato @ 15:00:00 in Tecnologia, letto 37 volte)
Una moderna vertical farm urbana con file di vegetali che crescono su scaffalature illuminate da LED a spettro ottimizzato, monitorata da sensori e robot
Il vertical farming combina robotica, sensori IoT e illuminazione LED ottimizzata per coltivare cibo in ambienti urbani verticali, usando il novantacinque per cento di acqua in meno e zero pesticidi. Questa rivoluzione agricola disaccòppia la produzione alimentare dal suolo, permettendo coltivazioni ovunque. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
La crisi dell'agricoltura tradizionale nel ventunesimo secolo
L'agricoltura tradizionale basata su grandi estensioni di terreno coltivabile affronta sfide senza precedenti nella storia umana. Il cambiamento climatico sta rendendo imprevedibili i modelli meteorologici su cui gli agricoltori hanno fatto affidamento per millenni, causando siccità devastanti in alcune regioni e inondazioni catastrofiche in altre. L'erosione del suolo sta impoverendo la fertilità di terreni agricoli che hanno nutrito civiltà per secoli.
La popolazione mondiale continua a crescere e si prevede raggiungerà quasi dieci miliardi di persone entro il duemila cinquanta. Contemporaneamente, l'urbanizzazione accelera: oltre il settanta per cento dell'umanità vivrà in città entro pochi decenni. Trasportare cibo fresco dalle zone rurali ai centri urbani distanti centinaia o migliaia di chilometri richiede enormi quantità di energia, contribuisce alle emissioni di gas serra e comporta perdite significative per deterioramento durante il trasporto.
L'agricoltura tradizionale è inoltre estremamente inefficiente nell'uso delle risorse. Consuma circa il settanta per cento dell'acqua dolce disponibile globalmente, gran parte della quale evapora o drena via prima di essere effettivamente utilizzata dalle piante. I pesticidi e fertilizzanti chimici inquinano le falde acquifere e danneggiano gli ecosistemi. La conversione di foreste e praterie in terreni agricoli è la principale causa di perdita di biodiversità e deforestazione globale.
In questo contesto critico, l'agricoltura di precisione e il vertical farming emergono non come curiosità tecnologiche ma come necessità esistenziali. Queste tecnologie promettono di produrre più cibo utilizzando drasticamente meno risorse, portando la produzione alimentare direttamente nei centri urbani dove vive la maggioranza della popolazione, ed eliminando la dipendenza da condizioni climatiche imprevedibili.
Cos'è il vertical farming e come funziona
Il vertical farming, letteralmente agricoltura verticale, è un metodo di coltivazione che cresce piante in strati sovrapposti all'interno di strutture controllate artificialmente, tipicamente edifici in ambiente urbano. Invece di estendersi orizzontalmente su ettari di terreno, le coltivazioni si sviluppano verticalmente su scaffalature alte anche decine di metri, massimizzando la produzione per metro quadrato di superficie occupata.
Gli ambienti di vertical farming sono completamente controllati attraverso sistemi automatizzati sofisticati. Temperatura, umidità, concentrazione di anidride carbonica, flusso d'aria e illuminazione vengono ottimizzati continuamente per massimizzare la crescita delle piante e la qualità nutrizionale del raccolto. Questa precisione elimina le incertezze e le variazioni della coltivazione tradizionale esposta agli elementi naturali.
L'illuminazione rappresenta forse l'innovazione più critica. Invece di dipendere dalla luce solare naturale, il vertical farming utilizza sistemi LED programmabili che emettono spettri luminosi specificamente ottimizzati per ogni fase di crescita della pianta e per ogni specie coltivata. Le piante assorbono principalmente luce nelle bande del rosso e del blu dello spettro; i LED possono fornire esattamente queste lunghezze d'onda, eliminando lo spreco energetico di lunghezze d'onda inutilizzate presenti nella luce solare.
I ricercatori hanno scoperto che manipolando sottilmente lo spettro luminoso possono influenzare non solo la velocità di crescita ma anche il contenuto nutrizionale, il sapore e persino il colore delle verdure coltivate. Lattughe possono essere arricchite in vitamina C o antiossidanti specifici semplicemente modificando la composizione spettrale della luce ricevuta nelle ultime settimane prima del raccolto.
La coltivazione avviene tipicamente attraverso sistemi idroponici o aeroponici, eliminando completamente il bisogno di suolo. Nell'idroponica, le radici delle piante sono immerse in una soluzione nutritiva acquosa contenente tutti i minerali necessari in concentrazioni precise. Nell'aeroponica, ancora più efficiente, le radici pendono nell'aria e vengono nebulizzate periodicamente con la soluzione nutritiva, permettendo un'ossigenazione ottimale.
Questi sistemi senza suolo utilizzano una frazione dell'acqua richiesta dall'agricoltura tradizionale. L'acqua non utilizzata dalle piante viene raccolta, filtrata e ricircolata continuamente, con perdite solo per evaporazione e incorporazione nella biomassa vegetale. Vertical farm commerciali riportano risparmi idrici del novantacinque-novantanove per cento rispetto alle coltivazioni tradizionali della stessa verdura.
Sensori IoT e intelligenza artificiale per l'agricoltura di precisione
La seconda generazione di vertical farming integra massicciamente tecnologie di Internet of Things e intelligenza artificiale per creare sistemi agricoli autonomi di precisione estrema. Migliaia di sensori wireless monitorano continuamente ogni parametro ambientale e fisiologico immaginabile all'interno della farm verticale.
Sensori di temperatura e umidità distribuiti densamente tra le scaffalature rilevano microclimi locali con risoluzione di centimetri. Sensori spettrali analizzano la luce riflessa dalle foglie per determinare lo stato di salute delle piante, rilevando stress idrici, carenze nutrizionali o attacchi patogeni giorni prima che sintomi visibili appaiano all'occhio umano. Sensori di pH e conducibilità elettrica monitorano continuamente la composizione della soluzione nutritiva.
Telecamere ad alta risoluzione equipaggiate con visione computerizzata scansionano le piante multiple volte al giorno, misurando dimensioni, colore, forma delle foglie e velocità di crescita. Algoritmi di machine learning analizzano queste immagini per identificare automaticamente anomalie, predire quando ogni pianta raggiungerà la maturità ottimale per il raccolto e ottimizzare la densità di piantagione.
Tutti questi dati confluiscono in piattaforme di intelligenza artificiale che orchestrano l'intero ambiente di coltivazione. Gli algoritmi apprendono continuamente dalle correlazioni tra condizioni ambientali e risultati di crescita, perfezionando automaticamente i parametri di coltivazione. Se i sensori rilevano che le lattughe nella sezione nordovest crescono più lentamente del previsto, il sistema può autonomamente aumentare l'intensità luminosa o modificare la temperatura locale.
L'intelligenza artificiale gestisce anche la pianificazione delle coltivazioni e la logistica. Analizzando dati storici di domanda, stagionalità e prezzi di mercato, predice quali colture piantare, in quali quantità e quando, per massimizzare sia la resa economica che minimizzare gli sprechi. Alcuni sistemi avanzati integrano previsioni meteorologiche per anticipare quando la produzione agricola tradizionale sarà ridotta e aumentare preventivamente la produzione per soddisfare la domanda incrementata.
Robotica agricola e automazione completa
La terza componente chiave del vertical farming di nuova generazione è la robotica agricola avanzata che automatizza virtualmente ogni aspetto del processo produttivo, dalla semina al raccolto. Questa automazione riduce drasticamente i costi del lavoro, elimina l'errore umano e permette operazioni ventiquattro ore su ventiquattro.
Robot seminatori autonomi si muovono lungo le scaffalature piantando semi o trasferendo germogli con precisione millimetrica alla densità ottimale. Visione computerizzata guida i robot nell'identificare le posizioni esatte dove ogni piantina deve essere collocata, massimizzando l'uso dello spazio disponibile mantenendo la spaziatura appropriata per ogni specie.
Sistemi robotici di irrigazione e nutrizione distribuiscono acqua e nutrienti con precisione individualizzata. Invece di irrigare uniformemente, questi sistemi possono fornire a ogni pianta esattamente la quantità di acqua e nutrienti di cui ha bisogno in quello specifico momento della sua crescita, basandosi sui dati raccolti dai sensori. Questo livello di personalizzazione era letteralmente impossibile nell'agricoltura tradizionale.
Il raccolto rappresenta forse l'applicazione robotica più sofisticata. Robot equipaggiati con braccia manipolatrici delicate e visione tridimensionale identificano quali piante hanno raggiunto la maturità ottimale, le afferrano senza danneggiarle e le raccolgono con movimenti precisi. Algoritmi di apprendimento automatico addestrati su milioni di immagini permettono ai robot di distinguere piante mature da immature con accuratezza superiore agli ispettori umani.
Droni autonomi volano tra le scaffalature più alte ispezionando le colture superiori difficilmente accessibili. Equipaggiati con telecamere multispettrali e sensori termici, questi droni rilevano problemi nascosti e possono anche effettuare interventi mirati come l'applicazione localizzata di soluzioni nutritive o bio-pesticidi quando necessario.
Sistemi di trasporto interno automatizzati muovono vassoi di piante tra le diverse zone della vertical farm mentre progrediscono attraverso le fasi di crescita. Nastri trasportatori, carrelli a guida automatica e sistemi di movimentazione verticale orchestrano un balletto logistico continuo, spostando migliaia di piante giornalmente senza intervento umano.
I vantaggi ambientali ed economici trasformativi
I benefici ambientali del vertical farming sono tanto profondi quanto numerosi. L'eliminazione dei pesticidi rappresenta forse il vantaggio più immediato per la salute umana e ambientale. In un ambiente completamente controllato e sigillato, insetti e patogeni semplicemente non possono accedere alle colture. Filtri dell'aria rimuovono spore fungine e batteri dall'aria ricircolata. Il risultato è produzione completamente biologica senza necessità di pesticidi o fungicidi chimici.
Il risparmio idrico del novantacinque-novantanove per cento ha implicazioni enormi in un mondo dove l'acqua dolce sta diventando sempre più scarContinua08:27sa. Una vertical farm può produrre la stessa quantità di lattuga di un campo tradizionale usando letteralmente centinaia di volte meno acqua. In regioni aride o soggette a siccità, questo potrebbe significare la differenza tra sicurezza alimentare e carestia.
La localizzazione della produzione nei centri urbani elimina drasticamente le emissioni di trasporto e lo spreco alimentare. Verdure raccolte la mattina possono essere sui scaffali dei supermercati locali nel pomeriggio, invece di viaggiare per giorni o settimane attraverso catene di distribuzione complesse. Questa freschezza estrema non solo migliora sapore e nutrizione, ma riduce anche lo spreco: verdure ultra-fresche durano molto più a lungo.
La produttività per metro quadrato di una vertical farm è tipicamente dieci-cento volte superiore all'agricoltura tradizionale, a seconda della coltura. Questo perché le piante crescono più velocemente in condizioni ottimali costanti, più raccolti possono essere ottenuti annualmente, e lo stacking verticale moltiplica l'area produttiva. Un edificio verticale di pochi piani può produrre quanto ettari di campi tradizionali.
Dal punto di vista economico, i costi operativi delle vertical farm stanno diminuendo rapidamente mentre le tecnologie maturano e si economizzano di scala. L'energia per l'illuminazione LED, tradizionalmente il costo operativo maggiore, si è ridotta drammaticamente negli ultimi dieci anni grazie ai miglioramenti nell'efficienza dei LED. Alcune vertical farm in regioni con elettricità rinnovabile abbondante operano già a costi competitivi con l'agricoltura convenzionale.
La prevedibilità della produzione rappresenta un vantaggio economico sottovalutato. Gli agricoltori tradizionali affrontano rischi meteorologici costanti: una gelata inaspettata, una grandinata o una siccità possono distruggere interi raccolti. Le vertical farm producono quantità prevedibili di alta qualità anno dopo anno, permettendo contratti di fornitura stabili e pianificazione affidabile.
Le limitazioni attuali e le colture ancora problematiche
Nonostante i progressi impressionanti, il vertical farming attuale presenta limitazioni significative che ne circoscrivono l'applicabilità. La più ovvia è che questa tecnologia funziona eccellentemente per verdure a foglia, erbe aromatiche e alcune verdure a frutto come pomodori e peperoni, ma è completamente inadatta per colture base come grano, riso o mais che richiedono grandi volumi e hanno margini economici molto bassi.
L'intensità energetica rimane una preoccupazione, specialmente in regioni dove l'elettricità proviene principalmente da combustibili fossili. Sebbene i LED moderni siano altamente efficienti, fornire illuminazione artificiale per migliaia di metri quadrati di colture ventiquattro ore su ventiquattro richiede comunque enormi quantità di energia. Questo rende il vertical farming economicamente fattibile solo in luoghi con elettricità abbondante e relativamente economica.
I costi iniziali di capitale rimangono proibitivi per molti potenziali operatori. Costruire una vertical farm commerciale richiede investimenti di milioni o decine di milioni di euro in infrastrutture specializzate, sistemi di controllo, robotica e tecnologia LED. Questi costi iniziali elevati creano barriere all'ingresso significative e richiedono anni per essere ammortizzati.
La limitata varietà di colture economicamente coltivabili significa che il vertical farming non può sostituire completamente l'agricoltura tradizionale, almeno non nel futuro prevedibile. Cereali, legumi, tuberi e la maggior parte delle colture arboree rimangono dominio dell'agricoltura convenzionale. Il vertical farming dovrebbe essere visto come complementare piuttosto che sostitutivo dell'agricoltura tradizionale.
La dipendenza dalla tecnologia complessa introduce nuove vulnerabilità. Un guasto del sistema di controllo climatico, un'interruzione elettrica prolungata o un malfunzionamento del sistema di irrigazione può distruggere un'intera vertical farm in ore. Ridondanza dei sistemi critici e generatori di backup sono essenziali ma aumentano ulteriormente i costi.
Innovazioni emergenti e il futuro dell'agricoltura verticale
La ricerca e sviluppo nel campo del vertical farming sta procedendo a ritmo accelerato, con innovazioni che promettono di espandere drammaticamente le capacità e l'economicità di questa tecnologia. L'integrazione di energia rinnovabile direttamente nelle strutture delle vertical farm rappresenta una direzione promettente. Pannelli solari integrati nelle facciate e sui tetti degli edifici possono fornire parte o tutta l'energia necessaria, riducendo i costi operativi e l'impronta carbonica.
Alcuni progetti sperimentali stanno esplorando l'uso di luce solare naturale catturata e distribuita attraverso sistemi di fibra ottica o specchi all'interno della vertical farm, riducendo la dipendenza dall'illuminazione LED artificiale durante le ore diurne. Sebbene tecnicamente complessi, questi sistemi ibridi potrebbero offrire il meglio di entrambi i mondi: efficienza energetica della luce solare con il controllo dell'illuminazione artificiale.
L'ingegneria genetica delle piante specificamente ottimizzate per ambienti di vertical farming rappresenta un'altra frontiera. Piante modificate per crescere più compatte, con foglie orientate per massimizzare la cattura della luce LED, o con radici più efficienti nei sistemi idroponici potrebbero aumentare ulteriormente le rese già impressionanti. Questo solleva ovviamente questioni etiche sulla modificazione genetica che richiedono dibattito pubblico informato.
L'espansione verso colture più complesse è in corso. Ricercatori stanno sperimentando con successo la coltivazione verticale di fragole, frutti di bosco e persino piccoli alberi da frutto in sistemi multi-piano. Sebbene economicamente marginali con le tecnologie attuali, progressi nell'efficienza potrebbero rendere queste colture redditizie nei prossimi anni.
L'integrazione di acquacoltura con vertical farming, chiamata acquaponica, crea ecosistemi produttivi chiusi. Pesci allevati in vasche forniscono nutrienti organici per le piante attraverso i loro rifiuti, mentre le piante filtrano e purificano l'acqua per i pesci. Questi sistemi simbiotici producono simultaneamente proteine animali e vegetali con efficienza delle risorse ancora maggiore.
La miniaturizzazione della tecnologia di vertical farming per applicazioni domestiche sta creando un mercato consumer emergente. Elettrodomestici delle dimensioni di un frigorifero possono coltivare verdure fresche continuamente in appartamenti urbani, portando il concetto di chilometro zero letteralmente dentro casa. Sebbene con capacità limitate, questi sistemi domestici dimostrano come la tecnologia possa democratizzare la produzione alimentare.
Implicazioni geopolitiche e sicurezza alimentare globale
Il vertical farming ha potenziali implicazioni geopolitiche profonde. Paesi con territorio limitato o condizioni climatiche inadatte all'agricoltura tradizionale potrebbero raggiungere livelli di autosufficienza alimentare prima impossibili. Nazioni del Golfo Persico, Singapore e Giappone stanno investendo massicciamente in questa tecnologia proprio per ridurre la dipendenza dalle importazioni alimentari.
In contesti di instabilità climatica crescente, dove siccità, inondazioni e temperature estreme rendono l'agricoltura tradizionale sempre più rischiosa, le vertical farm offrono produzione alimentare resiliente e prevedibile. Questa affidabilità potrebbe essere cruciale per prevenire crisi alimentari e instabilità sociale in regioni vulnerabili.
La tecnologia potrebbe anche trasformare l'economia di comunità remote o isolate. Basi artiche, piattaforme petrolifere offshore, stazioni di ricerca in deserti o persino future colonie spaziali potrebbero utilizzare vertical farming per produrre cibo fresco localmente invece di dipendere da costose catene di approvvigionamento lunghe e fragili.
L'agricoltura di precisione e il vertical farming rappresentano molto più di una curiosità tecnologica o un esperimento futuristico: sono componenti essenziali della soluzione alla sfida esistenziale di nutrire dieci miliardi di persone in un pianeta con risorse finite e clima instabile. Combinando robotica, intelligenza artificiale, biologia e ingegneria, questa rivoluzione agricola sta disaccoppiando la produzione di cibo dalla disponibilità di terra arabile e dalle condizioni meteorologiche, portando fattorie letteralmente dentro le città dove vive la maggioranza dell'umanità. Sebbene non sostituirà completamente l'agricoltura tradizionale, il vertical farming sta già trasformando come e dove coltiviamo una porzione crescente del nostro cibo, aprendo possibilità che ridefiniscono il rapporto millenario tra umanità, agricoltura e terra.
Di Alex (pubblicato @ 13:00:00 in Tecnologia, letto 28 volte)
Chimelong Spaceship: il colosso dell'ingegneria acquatica e il simulatore da record

Inaugurato nel 2023 a Zhuhai, il Chimelong Spaceship ridefinisce i limiti dell'ingegneria dell'intrattenimento. Con sette Guinness World Records, questa struttura ospita Bermuda Storm, il più grande simulatore di movimento al mondo, e sistemi di supporto vitale capaci di gestire pressioni idrostatiche estreme. Un'analisi tecnica delle sfide costruttive di questa meraviglia moderna. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Bermuda Storm: ingegneria pesante applicata alla simulazione
Situato adiacente a Macao, il Chimelong Spaceship è un'astronave di cemento e vetro lunga 650 metri che sfida la scala umana. Al suo interno, l'attrazione Bermuda Storm rappresenta l'apice della tecnologia di simulazione. Il cuore del sistema è una piattaforma Brogent capace di ospitare 304 persone simultaneamente. Muovere una massa operativa che supera le 30 tonnellate (tra struttura in acciaio e ospiti) richiede un sistema idraulico di potenza navale, progettato per offrire tre gradi di libertà (Heave, Pitch, Roll) e replicare le forze G di una nave in tempesta.
La sfida ottica e acustica
La piattaforma fronteggia lo schermo di proiezione curvo più grande al mondo, con una superficie di 1.682 metri quadrati. La complessità tecnica non risiede solo nelle dimensioni, ma nell'allineamento dei proiettori Barco 4K ad alta luminosità. I tecnici utilizzano algoritmi avanzati di Blending e Warping per garantire che le giunture tra le diverse immagini siano invisibili e la luminosità uniforme.
L'esperienza è completata da un sistema audio infrasonico. Subwoofer da 18 pollici lavorano in tandem con trasduttori tattili ("Butt Kickers") installati nel pavimento, trasmettendo le frequenze basse direttamente allo scheletro degli spettatori per un effetto viscerale senza volumi assordanti.
Sistemi di Supporto Vitale (LSS) e ingegneria dei materiali
Oltre alla simulazione, il parco gestisce la vasca d'acquario più grande al mondo, contenente 56 milioni di litri d'acqua. La tenuta strutturale è affidata a pannelli acrilici di dimensioni colossali.
Il Chimelong Spaceship non è solo un parco a tema, ma un monumento alla capacità ingegneristica moderna di manipolare masse, fluidi e percezioni sensoriali su una scala precedentemente ritenuta impossibile.

La massiccia piattaforma idraulica del Bermuda Storm
Inaugurato nel 2023 a Zhuhai, il Chimelong Spaceship ridefinisce i limiti dell'ingegneria dell'intrattenimento. Con sette Guinness World Records, questa struttura ospita Bermuda Storm, il più grande simulatore di movimento al mondo, e sistemi di supporto vitale capaci di gestire pressioni idrostatiche estreme. Un'analisi tecnica delle sfide costruttive di questa meraviglia moderna. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

La massiccia piattaforma idraulica del Bermuda Storm
Bermuda Storm: ingegneria pesante applicata alla simulazione
Situato adiacente a Macao, il Chimelong Spaceship è un'astronave di cemento e vetro lunga 650 metri che sfida la scala umana. Al suo interno, l'attrazione Bermuda Storm rappresenta l'apice della tecnologia di simulazione. Il cuore del sistema è una piattaforma Brogent capace di ospitare 304 persone simultaneamente. Muovere una massa operativa che supera le 30 tonnellate (tra struttura in acciaio e ospiti) richiede un sistema idraulico di potenza navale, progettato per offrire tre gradi di libertà (Heave, Pitch, Roll) e replicare le forze G di una nave in tempesta.
La sfida ottica e acustica
La piattaforma fronteggia lo schermo di proiezione curvo più grande al mondo, con una superficie di 1.682 metri quadrati. La complessità tecnica non risiede solo nelle dimensioni, ma nell'allineamento dei proiettori Barco 4K ad alta luminosità. I tecnici utilizzano algoritmi avanzati di Blending e Warping per garantire che le giunture tra le diverse immagini siano invisibili e la luminosità uniforme.
L'esperienza è completata da un sistema audio infrasonico. Subwoofer da 18 pollici lavorano in tandem con trasduttori tattili ("Butt Kickers") installati nel pavimento, trasmettendo le frequenze basse direttamente allo scheletro degli spettatori per un effetto viscerale senza volumi assordanti.
Sistemi di Supporto Vitale (LSS) e ingegneria dei materiali
Oltre alla simulazione, il parco gestisce la vasca d'acquario più grande al mondo, contenente 56 milioni di litri d'acqua. La tenuta strutturale è affidata a pannelli acrilici di dimensioni colossali.
- Polimerizzazione monolitica: La produzione della finestra principale richiede forni giganti per fondere i polimeri in un unico blocco, evitando giunture che cederebbero sotto l'immensa pressione idrostatica.
- Filtrazione industriale: I sistemi LSS (Life Support Systems) processano milioni di litri d'ora, rimuovendo scorie biologiche e mantenendo parametri chimici chirurgici per la salute di orche e squali balena.
Il Chimelong Spaceship non è solo un parco a tema, ma un monumento alla capacità ingegneristica moderna di manipolare masse, fluidi e percezioni sensoriali su una scala precedentemente ritenuta impossibile.
Di Alex (pubblicato @ 11:00:00 in Tecnologia, letto 34 volte)
Vista dall'alto dell'Area Sacra di Largo Argentina con i resti dei quattro templi repubblicani e le colonne della Curia di Pompeo dove morì Cesare
Nel cuore di Roma, metri sotto il livello stradale moderno, giace un complesso di quattro templi repubblicani e i resti della Curia di Pompeo, teatro dell'assassinio di Giulio Cesare il 15 marzo 44 avanti Cristo. Recenti lavori hanno reso accessibile quest'area, permettendo di camminare nella Roma antica. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Una scoperta archeologica nel cuore della città moderna
Largo di Torre Argentina è oggi uno dei luoghi più trafficati di Roma, incrocio nevralgico attraversato quotidianamente da migliaia di romani e turisti. Pochi sanno che proprio sotto i loro piedi, a circa sei metri di profondità rispetto al livello stradale contemporaneo, si estende uno dei complessi archeologici più importanti della Roma repubblicana. La differenza di quota testimonia i millenni di stratificazione urbana: la Roma antica giace letteralmente sepolta sotto la città moderna.
L'area fu scoperta casualmente negli anni Venti del Novecento durante i lavori di demolizione e ricostruzione urbanistica voluti dal regime fascista. Tra il 1926 e il 1929, archeologi guidati da Giuseppe Marchetti Longhi portarono alla luce un complesso di quattro templi di epoca repubblicana, perfettamente conservati nella loro pianta e in molti elementi strutturali. La scoperta fu sensazionale: emergeva un intero quartiere sacro della Roma arcaica e repubblicana, congelato nel tempo.
L'area prende il nome dalla Torre Argentina, una costruzione medievale appartenuta a Johannes Burckardt, vescovo di Strasburgo (in latino Argentoratum), che possedeva un palazzo nella zona nel quindicesimo secolo. Questa torre, oggi scomparsa, diede il nome al largo e, per estensione, all'area archeologica sottostante, creando un curioso collegamento linguistico tra Medioevo e antichità.
I quattro templi repubblicani
Gli archeologi identificarono quattro templi distinti, convenzionalmente denominati con le lettere A, B, C e D, procedendo da sud a nord. Questi edifici sacri coprono un arco temporale di circa tre secoli, dal quarto al primo secolo avanti Cristo, testimoniando l'evoluzione architettonica e religiosa della Roma repubblicana.
Il Tempio A, il più meridionale, risale probabilmente al terzo secolo avanti Cristo ed è caratterizzato da un alto podio e da colonne ancora parzialmente in piedi. Gli studiosi hanno proposto diverse identificazioni, tra cui quella con il tempio di Giuturna, ninfa delle fonti, anche se l'attribuzione rimane incerta. Il podio conserva tracce dell'antico pavimento in travertino e delle scale di accesso.
Il Tempio B è il più piccolo dei quattro ma forse il più affascinante dal punto di vista architettonico. Costruito nel secondo secolo avanti Cristo, presenta una pianta circolare, elemento architettonico relativamente raro nei templi romani di epoca repubblicana. Il podio circolare è ancora ben conservato, e al centro dell'area interna si trovava la base per la statua di culto della divinità venerata, probabilmente la Fortuna Huiusce Diei, la Fortuna del Giorno Presente.
Il Tempio C è il più antico dell'intero complesso, datato al quarto o terzo secolo avanti Cristo. La sua identificazione con il tempio di Feronia, dea italica della fertilità e protettrice dei liberti, è supportata da fonti storiche che collocano questo santuario in quest'area. Il tempio fu ricostruito dopo un incendio nel primo secolo avanti Cristo, e gli strati archeologici mostrano chiaramente le diverse fasi costruttive.
Il Tempio D è il più grande e monumentale del complesso. Costruito probabilmente nel secondo secolo avanti Cristo, presenta un imponente podio rettangolare con gradinate di accesso frontali. Gli studiosi lo identificano con il tempio dei Lari Permarini, divinità protettrici dei naviganti, edificato dal console Lucio Emilio Regillo per commemorare una vittoria navale. Parti delle colonne e del podio sono eccezionalmente ben conservate.
La Curia di Pompeo: teatro del più famoso assassinio della storia
Dietro i quattro templi, sul lato orientale dell'area archeologica, si trovano i resti di quello che è probabilmente il luogo più drammaticamente significativo dell'intero complesso: la Curia di Pompeo. Questo edificio cambiò per sempre il corso della storia occidentale il 15 marzo del 44 avanti Cristo, giorno passato alla storia come le Idi di Marzo.
La Curia era parte di un vasto complesso architettonico fatto costruire da Gneo Pompeo Magno intorno al 55 avanti Cristo. Il complesso comprendeva il primo teatro permanente in muratura di Roma, noto come Teatro di Pompeo, e questa curia o sala riunioni che serviva da sede alternativa per il Senato romano quando la Curia nel Foro non era disponibile. Pompeo mascherò la costruzione del teatro, considerata eccessivamente ellenica e poco romana dai conservatori, presentandolo come semplice cavea per un tempio dedicato a Venere Vincitrice posto sulla sommità.
Il 15 marzo del 44 avanti Cristo, il Senato si riunì nella Curia di Pompeo perché la Curia ufficiale nel Foro era in restauro. Giulio Cesare, perpetuo dittatore dopo anni di guerre civili e conquiste, si presentò alla seduta nonostante numerosi presagi e avvertimenti che la moglie Calpurnia riferì di aver ricevuto in sogno. Un gruppo di senatori congiurati, capeggiati da Marco Giunio Bruto e Gaio Cassio Longino, aveva pianificato meticolosamente l'assassinio.
Secondo le fonti antiche, principalmente Plutarco e Svetonio, Cesare entrò nella Curia e prese posto sulla sua sedia curule. I congiurati, una sessantina di senatori, lo circondarono con il pretesto di presentare petizioni. A un segnale concordato, Lucio Tillio Cimbro afferrò la toga di Cesare tirandola dalle spalle, e Publio Servilio Casca vibrò il primo colpo di pugnale, colpendolo al collo.
Cesare cercò di difendersi con lo stilo, lo strumento appuntito usato per scrivere sulle tavolette di cera, ma fu sopraffatto dalla furia dei congiurati che lo colpirono ripetutamente. Secondo Svetonio, Cesare ricevette ventitré pugnalate, anche se solo una si rivelò mortale. Quando vide tra gli aggressori anche Marco Bruto, che considerava quasi un figlio, pronunciò le famose ultime parole in greco: "Kai su, teknon" (Anche tu, figlio), distorte dalla tradizione in "Tu quoque, Brute, fili mi".
Cesare cadde ai piedi della statua di Pompeo, suo antico alleato nella prima triumvirato poi divenuto nemico nelle guerre civili e ucciso in Egitto nel 48 avanti Cristo. L'ironia di morire proprio sotto l'effige del suo vecchio rivale non sfuggì agli storici antichi, che videro in questo un segno del destino. Il corpo rimase lì abbandonato per diverse ore prima che tre schiavi lo portassero via su una lettiga, con un braccio che pendeva inerte lungo il fianco.
Le conseguenze storiche dell'assassinio
L'assassinio di Cesare nelle Idi di Marzo del 44 avanti Cristo non portò il risultato sperato dai congiurati. Invece di restaurare la Repubblica romana e il potere del Senato, l'uccisione del dittatore scatenò una nuova serie di guerre civili devastanti che si conclusero con la fine definitiva della Repubblica e l'instaurazione dell'Impero sotto Ottaviano Augusto, figlio adottivo di Cesare.
Marco Antonio, fedele luogotenente di Cesare e console in carica, pronunciò un celebre discorso funebre che infiammò la plebe romana contro i congiurati. Mostrando la toga insanguinata di Cesare e leggendo il testamento che lasciava trecento sesterzi a ogni cittadino romano, Antonio scatenò la furia popolare. I congiurati furono costretti a fuggire da Roma, e molti di loro morirono nei successivi scontri militari.
La battaglia di Filippi nel 42 avanti Cristo vide la sconfitta definitiva di Bruto e Cassio per mano di Antonio e Ottaviano. Entrambi i capi della congiura si suicidarono dopo la disfatta. Nel giro di pochi anni, anche il triumvirato tra Antonio, Ottaviano e Lepido si sfaldò, portando alla guerra finale tra Antonio (alleato con Cleopatra in Egitto) e Ottaviano, conclusasi con la vittoria di quest'ultimo nella battaglia di Azio nel 31 avanti Cristo.
Nel 27 avanti Cristo, Ottaviano ricevette dal Senato il titolo di Augustus e divenne di fatto il primo imperatore romano, pur mantenendo formalmente le istituzioni repubblicane. La Repubblica che i congiurati avevano cercato di salvare uccidendo Cesare era morta definitivamente, sostituita da un sistema monarchico che sarebbe durato per secoli. L'assassinio nelle Idi di Marzo si rivelò quindi tragicamente controproducente per i suoi perpetratori.
L'area oggi: un museo a cielo aperto accessibile
Per decenni dopo la scoperta negli anni Venti, l'Area Sacra di Largo Argentina rimase visibile solo dall'alto, circondata da recinzioni che permettevano ai passanti di affacciarsi e osservare le rovine dall'alto ma non di camminarvi dentro. L'area divenne famosa anche per ospitare una numerosa colonia di gatti randagi, curati da volontari in quello che divenne noto come il Rifugio Felino di Torre Argentina.
Nel 2012 iniziarono lavori di restauro e valorizzazione finanziati dalla maison italiana Bulgari, che investì un milione di euro nel progetto. I lavori si concentrarono sulla pulizia, il consolidamento strutturale delle rovine e, soprattutto, sulla creazione di percorsi pedonali che permettessero finalmente ai visitatori di scendere al livello dell'antica Roma e camminare tra i templi.
Nel giugno 2023, dopo ulteriori lavori e ritardi dovuti anche alla pandemia, l'area fu finalmente aperta al pubblico con passerelle moderne che serpeggiano tra le rovine antiche. I visitatori possono ora letteralmente camminare nella Roma repubblicana, passando accanto ai podii dei templi e sostando nel punto approssimativo dove Cesare fu assassinato. Pannelli informativi multilingue spiegano la storia di ogni struttura.
L'illuminazione notturna dell'area archeologica crea uno spettacolo suggestivo, con le antiche colonne e i podii dei templi che emergono drammaticamente dall'oscurità, visibili dalle strade circostanti e dai bus e tram che passano continuamente. Il contrasto tra il flusso incessante del traffico moderno e l'immobilità millenaria delle rovine sottolinea la stratificazione temporale unica di Roma.
La colonia felina, divenuta essa stessa un'attrazione turistica, continua a popolare l'area. Un piccolo rifugio sotterraneo ospita i volontari che si occupano dei gatti, e molti visitatori combinano la visita archeologica con l'osservazione dei numerosi felini che hanno eletto questo luogo a loro dimora, creando un'atmosfera peculiare dove antico e contemporaneo, tragedia storica e vita quotidiana si intrecciano in modo unico.
Largo di Torre Argentina rappresenta uno degli incroci più affascinanti tra storia e quotidianità nella città eterna. Qui, a pochi metri di profondità sotto il caos del traffico contemporaneo, riposano i templi che i romani repubblicani frequentarono per secoli e il luogo esatto dove un pugnale cambiò il corso della civiltà occidentale. Camminare tra queste rovine significa letteralmente attraversare il confine tra presente e passato, toccando le stesse pietre che videro la fine della Repubblica e l'alba dell'Impero.
Di Alex (pubblicato @ 09:00:00 in Storia delle invenzioni , letto 101 volte)
La mongolfiera dei fratelli Montgolfier si innalza nel cielo di Annonay nel 1783, circondata da una folla di spettatori meravigliati
Nel 1783, Joseph-Michel e Jacques-Étienne Montgolfier, proprietari di una cartiera francese, realizzarono il sogno millenario del volo umano. Osservando che il fumo saliva, intuirono che catturando aria riscaldata avrebbero potuto generare una forza ascensionale. La loro mongolfiera si sollevò maestosamente ad Annonay, inaugurando l'era dell'aeronautica e cambiando per sempre la percezione umana del mondo. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Dalla cartiera al cielo: l'intuizione dei Montgolfier
Il sogno millenario del volo umano fu realizzato nel diciottesimo secolo attraverso un percorso inaspettato. Invece di imitare meccanicamente il volo degli uccelli con ali battenti, come molti visionari avevano tentato nei secoli precedenti, la soluzione arrivò dalla comprensione delle proprietà fisiche e chimiche dei gas.
Joseph-Michel e Jacques-Étienne Montgolfier gestivano una prospera cartiera in Francia e possedevano una profonda conoscenza dei materiali tessili e cartacei. Osservando il fumo di un fuoco che tendeva naturalmente a salire, i fratelli intuirono un principio fondamentale: catturando questo gas caldo in un involucro chiuso, avrebbero potuto generare una forza ascensionale sufficiente a sollevare pesi.
Inizialmente, i Montgolfier credevano di aver scoperto una sostanza speciale che chiamarono gas di Montgolfier. In realtà, il fenomeno era più semplice ma non meno affascinante: l'aria riscaldata diventava meno densa dell'aria fredda circostante, creando una spinta verso l'alto secondo i principi della fisica che stavano ancora venendo compresi in quegli anni.
Il primo volo pubblico ad Annonay
Nel millesettecento ottantatré, i fratelli organizzarono una dimostrazione pubblica della loro straordinaria invenzione nella piazza di Annonay. Il pallone aerostatico era un magnifico artefatto realizzato con i materiali che i Montgolfier conoscevano intimamente grazie alla loro professione: tela e carta di alta qualità, cucite e assemblate con perizia artigianale.
Il meccanismo di funzionamento era ingegnoso nella sua semplicità: alla base dell'involucro veniva acceso un fuoco alimentato con paglia e lana umida. Il calore generato riscaldava l'aria all'interno del pallone, riducendone la densità e creando la spinta ascensionale necessaria. La mongolfiera si sollevò maestosamente davanti agli occhi stupefatti della folla, dimostrando concretamente che il volo umano non era più un sogno impossibile.
Prima di rischiare vite umane, i Montgolfier condussero un prudente esperimento preliminare. Un volo di prova trasportò tre passeggeri animali: una pecora, un'anatra e un gallo. Questo test serviva a verificare gli effetti fisiologici dell'altitudine sugli esseri viventi, una preoccupazione legittima in un'epoca in cui la composizione dell'atmosfera e gli effetti della quota sul corpo erano ancora largamente sconosciuti.
Rassicurati dal successo del volo animale, nello stesso anno ebbe luogo il primo volo umano libero della storia, segnando un momento epocale per l'umanità.
Un cambio di paradigma per l'umanità
L'invenzione della mongolfiera non rappresentò soltanto l'inizio dell'aeronautica come disciplina tecnica e scientifica. Significò un profondo cambio di paradigma filosofico nella percezione che l'uomo aveva del proprio mondo e del proprio posto nell'universo.
Per la prima volta nella storia della specie umana, l'uomo poteva osservare la Terra dall'alto, acquisendo una prospettiva completamente nuova sulla propria casa planetaria. Questa rivoluzione percettiva ebbe conseguenze immediate e tangibili in molteplici campi del sapere e dell'attività umana.
La cartografia beneficiò enormemente della possibilità di osservare il territorio dall'alto, permettendo una precisione prima impossibile nella rappresentazione geografica. La strategia militare si trasformò radicalmente, poiché i palloni aerostatici offrivano un punto di osservazione privilegiato sui movimenti delle truppe nemiche. Persino la letteratura e l'immaginario collettivo furono profondamente influenzati da questa nuova dimensione dell'esperienza umana.
Dal punto di vista scientifico, la mongolfiera aprì la strada allo studio sistematico dell'atmosfera. I primi aeronauti potevano finalmente raccogliere dati meteorologici e fisici in quota, misurando temperatura, pressione e composizione dell'aria a diverse altitudini. Queste osservazioni fondarono una nuova scienza: l'aerologia, lo studio scientifico dell'atmosfera terrestre.
L'invenzione dei fratelli Montgolfier rimane uno dei momenti più straordinari della storia della tecnologia e dell'ingegno umano. Da un'osservazione apparentemente banale sul comportamento del fumo, nacque una rivoluzione che permise all'umanità di conquistare finalmente il cielo, aprendo possibilità che avrebbero trasformato per sempre il corso della civiltà.
Di Alex (pubblicato @ 07:00:00 in Geopolitica e tecnologia, letto 90 volte)

Jack Dorsey presenta la tecnologia mesh di Bitchat
Jack Dorsey, fondatore di Twitter, ha svelato uno strumento rivoluzionario per la libertà di parola: Bitchat. Questa nuova applicazione è definita come l'arma segreta per i manifestanti, progettata per garantire comunicazioni sicure e inarrestabili anche in assenza di infrastrutture internet tradizionali. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Tecnologia mesh e indipendenza dalla rete
La caratteristica distintiva di Bitchat risiede nella sua architettura decentralizzata. A differenza delle app di messaggistica tradizionali che dipendono da server centrali e connessioni dati, Bitchat opera senza necessità di internet, torri cellulari o schede SIM. Il sistema sfrutta la tecnologia Bluetooth per creare una rete mesh crittografata.
In questo tipo di rete, ogni dispositivo funge da nodo, rimbalzando i messaggi da un utente all'altro fino a raggiungere il destinatario. Questo rende la comunicazione virtualmente inarrestabile: non esiste un interruttore centrale che un governo possa spegnere per bloccare il flusso di informazioni.
Uno strumento vitale per i diritti civili
L'applicazione è stata progettata specificamente pensando a contesti geopolitici critici, come la situazione in Iran o in altre zone soggette a forte censura statale. È uno strumento che assicura alle persone la capacità di organizzarsi e comunicare anche quando un regime decide di attuare uno shutdown completo della rete internet nazionale.
Sicurezza e crittografia
La sicurezza è il pilastro fondamentale di questo progetto. La rete mesh creata da Bitchat è completamente crittografata, garantendo che i messaggi non possano essere intercettati o letti da terze parti durante il transito tra i dispositivi. Jack Dorsey continua così il suo percorso verso la creazione di tecnologie che promuovono la sovranità individuale e la libertà di espressione digitale.
In un'epoca in cui il controllo digitale diventa sempre più pervasivo, soluzioni come Bitchat rappresentano una via di fuga tecnologica vitale, restituendo il potere della comunicazione direttamente nelle mani degli utenti e rendendo obsoleti i tentativi di blackout informativo.
Fotografie del 27/01/2026
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