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Deserti e bacini iper-aridi: la Depressione della Dancalia e Dallol, la vita agli estremi
Di Alex (del 18/02/2026 @ 08:00:00, in Meraviglie Naturali Recondite, letto 69 volte)
Sorgenti sulfuree e piscine acide di Dallol nella Depressione della Dancalia Etiopia colori vibranti giallo neon verde arancione
La Depressione della Dancalia, in Etiopia, è 125 metri sotto il livello del mare. A Dallol, sorgenti di acido bollente e cristalli di sale dai colori allucinanti creano il paesaggio più alieno della Terra. Solo batteri estremofili sopravvivono qui, dove il suolo sembra un altro pianeta. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Il Triangolo di Afar: dove tre placche tettoniche si dividono
La Depressione della Dancalia si trova nella regione di Afar nel nord-est dell'Etiopia, in uno dei punti geologicamente più straordinari del pianeta: il Triangolo di Afar, dove la placca africana, quella araba e quella somala divergono contemporaneamente in superficie. Questo processo di rifting sta assottigliando e sprofondando la crosta terrestre, creando una depressione che in alcuni punti raggiunge i 125 metri sotto il livello del mare. È lo stesso processo che ha creato il Mar Rosso e il Golfo di Aden, e che continuerà nei prossimi milioni di anni formando un nuovo oceano, separando il Corno d'Africa dal resto del continente. La Dancalia è un laboratorio naturale della geodinamica globale: un luogo dove si può osservare dal vivo la creazione di nuova crosta oceanica, un processo che normalmente avviene nel profondo degli oceani.
Dallol: il paesaggio più alieno della Terra
All'interno della Depressione della Dancalia, l'area di Dallol è il luogo più estremo e cromaticamente surreale del pianeta. Un vulcano idrotermale sottosuperficiale pompa acqua super-riscaldata attraverso depositi di sale e zolfo, creando sorgenti di acido cloridrico e solforico con temperature fino a 100 gradi Celsius e valori di pH prossimi a zero. A contatto con l'aria, i minerali precipitano in strutture di cristallizzazione spettacolari: colonne di gesso bianco, piattaforme di salgemma giallo neon, piscine verde smeraldo e arancione colorate dagli ossidi di ferro e potassio, creste di zolfo puro. Dallol detiene il record mondiale per la temperatura media annua più alta mai registrata in un luogo abitato: circa 35 gradi Celsius di media, con picchi che superano i 60 gradi in estate. I venti caldi che salgono dalla depressione trasportano concentrazioni di gas solforosi che rendono pericolosa la permanenza prolungata senza protezioni respiratorie.
La vita agli estremi: archaea dove nulla dovrebbe esistere
A lungo si è creduto che Dallol fosse completamente sterile: nessun organismo potrebbe sopravvivere in un ambiente con temperatura prossima ai 100 gradi, pH quasi nullo e salinità estrema. Uno studio pubblicato nel 2019 su Nature Ecology and Evolution da un team internazionale ha confermato questa intuizione per la maggior parte dell'area delle piscine ipersaline acide: gli archaea e i batteri trovati nei campioni appartenevano a popolazioni trasportate dall'aria o dall'acqua, non a veri abitatori delle sorgenti più estreme. Tuttavia, nei bordi meno estremi dell'area idrotermale, comunità microbiche di archaea alofili ed acidofili vivono effettivamente nelle soluzioni minerali. Questi microorganismi sono oggetto di studio intenso come analoghi per la vita possibile negli oceani acidi e salati di alcuni satelliti del sistema solare: Europa (luna di Giove) e Encelado (luna di Saturno) presentano condizioni in parte comparabili.
Le carovane del sale: una tradizione millenaria tra fuoco e cristalli
La Depressione della Dancalia non è solo un laboratorio geologico: è un territorio abitato da millenni dai popoli Afar, pastori nomadi che hanno sviluppato una cultura di straordinaria adattabilità. L'economia tradizionale è legata all'estrazione del sale: i depositi di halite del lago Asale vengono estratti a mano da lavoratori stagionali, tagliati in blocchi rettangolari di circa 4 chilogrammi e caricati su cammelli e muli. Le carovane di centinaia di animali percorrono rotte verso gli altopiani etiopici che non sono cambiate per secoli. Il sale era la principale valuta di scambio in Etiopia fino al XIX secolo e mantiene ancora un alto valore commerciale nelle aree rurali. Questa tradizione millenaria convive con il turismo scientifico e avventuroso della Dancalia, testimoniando come le comunità umane abbiano imparato a ricavare sussistenza dai luoghi apparentemente più inospitali del pianeta.
Sicurezza e accesso: una destinazione per pochi avventurieri
Visitare la Depressione della Dancalia e Dallol richiede preparazione e attrezzatura specifiche. L'accesso necessita del permesso delle autorità regionali di Afar, di scorta armata obbligatoria (a causa della vicinanza al confine eritreo e della presenza di gruppi armati in alcune zone), di un veicolo fuoristrada adatto e di un kit di pronto soccorso completo. Le temperature estreme impongono di viaggiare nelle prime ore del mattino. Non esistono strutture mediche o di soccorso nel raggio di molte ore di guida. Le piscine di Dallol non devono essere toccate in nessun caso: il contatto con il liquido acido causa ustioni chimiche gravi. La logistica è gestita da agenzie specializzate che operano principalmente da Mekele, la capitale del Tigray, a circa 7 ore di guida dall'area di Dallol. Nonostante tutte queste difficoltà, la Dancalia attrae ogni anno migliaia di fotografi, geologi e avventurieri: le immagini di Dallol sono tra le più condivise e riconoscibili della fotografia naturalistica mondiale.
Il futuro della Dancalia: cambiamenti climatici e rifting accelerato
La Depressione della Dancalia è soggetta a trasformazioni geologiche continue e misurabili. Il rifting tettonico procede a un ritmo strumentalmente documentato: nel 2005, in pochi giorni, si aprì una fessura di 60 chilometri nella crosta terrestre accompagnata da eruzioni vulcaniche. I cambiamenti climatici stanno modificando il regime delle precipitazioni nell'intero Corno d'Africa, con siccità più frequenti che aumentano lo stress idrico sulle comunità Afar. La prospettiva geologica a lungo termine è quella di un progressivo allagamento della depressione: tra qualche milione di anni, quello che oggi è il deserto più caldo del mondo potrebbe trovarsi sul fondo di un nuovo oceano.
La Depressione della Dancalia è uno di quei luoghi che ridimensionano definitivamente l'ego umano. Il pianeta qui lavora su scale di tempo e di energia completamente sproporzionate rispetto a qualsiasi attività umana: la crosta si apre, i vulcani pompano acido, il sale precipita in cristalli che nessun chimico sintetizzerebbe con tanta bellezza. Visitare Dallol è avere la prova tangibile che la Terra non è lo sfondo neutro della storia umana ma un organismo geologico vivo che ci ospita in modo del tutto indifferente alla nostra presenza.
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