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L'insulina e il controllo del metabolismo: la scoperta del 1921 che salvò milioni di vite
Di Alex (del 17/02/2026 @ 13:00:00, in Storia delle scoperte mediche, letto 20 volte)
Fiala di insulina e siringa, la scoperta di Banting e Best nel 1921 che trasformò il diabete di tipo 1 da condanna a morte a malattia gestibile
Prima del 1921 il diabete di tipo 1 era una condanna a morte. Frederick Banting e Charles Best a Toronto isolarono l'insulina, trasformando una malattia fatale in una patologia gestibile e aprendo la strada all'endocrinologia moderna. Una delle più grandi scoperte della medicina. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Prima dell'insulina: il diabete come condanna a morte
Prima del 1921, una diagnosi di diabete mellito di tipo 1 era, in quasi tutti i casi, una sentenza di morte. I pazienti, prevalentemente bambini e giovani adulti, sviluppavano una progressiva perdita di peso, sete intensa, poliuria, debolezza estrema e infine chetoacidosi, il processo biochimico in cui il corpo, privato del glucosio intracellulare, inizia a metabolizzare i grassi producendo corpi chetonici tossici. In assenza di insulina le cellule non riescono ad assorbire il glucosio dal sangue anche quando la glicemia è altissima: è un paradosso metabolico devastante, l'abbondanza intorno a una fame cellulare assoluta. I medici dell'epoca sapevano che il pancreas era coinvolto nel meccanismo: la correlazione tra danni pancreatici e diabete era nota dal 1889 grazie agli esperimenti di von Mering e Minkowski sui cani. Ma isolare il principio attivo prodotto dal pancreas, senza che venisse distrutto dagli enzimi digestivi dello stesso organo durante l'estrazione, era un problema tecnico che aveva resistito a decenni di tentativi falliti.
Banting, Best e Collip: l'estate che cambiò la medicina
Frederick Grant Banting era un giovane chirurgo canadese di 29 anni, senza esperienza nella ricerca scientifica, quando nel 1920 lesse un articolo sul pancreas e gli venne l'idea che avrebbe cambiato la storia della medicina. La sua intuizione era semplice: legare il dotto pancreatico dei cani con un filo chirurgico per far degenerare le cellule acinose che producevano gli enzimi digestivi, risparmiando le isole di Langerhans che producevano il principio ipoglicemizzante. Presentò l'idea al professor John Macleod dell'Università di Toronto, che gli concesse un laboratorio, 10 cani e un assistente: Charles Herbert Best, studente di 22 anni. Tra maggio e ottobre del 1921, Banting e Best effettuarono gli esperimenti, legando i dotti pancreatici, attendendo la degenerazione degli acini, estraendo il pancreas e preparando un estratto acquoso che iniettarono in cani resi diabetici con la pancreasectomia. I risultati furono eclatanti: la glicemia dei cani crollava dopo l'iniezione. Il biochimico James Collip purificò successivamente l'estratto per renderlo idoneo all'uso umano.
Leonard Thompson: il primo paziente della storia
Il 11 gennaio 1922 Leonard Thompson, un ragazzo di 14 anni di Toronto ricoverato in ospedale in stato di grave chetoacidosi e con pochi giorni di vita stimati dai medici, ricevette la prima iniezione di insulina nella storia umana. La prima dose, ancora impura, produsse una reazione allergica che obbligò Collip a ripurificare l'estratto per una settimana. Il 23 gennaio Thompson ricevette la seconda iniezione dell'insulina purificata da Collip: i risultati furono straordinari. La glicemia si normalizzò, i chetoni scomparvero dalle urine, il ragazzo riprese a mangiare e a recuperare forza. Thompson sarebbe vissuto fino ai 27 anni, fino al 1935, morendo per cause non legate al diabete: la scoperta dell'insulina gli aveva regalato 13 anni di vita. Le notizie dalla clinica di Toronto si diffusero rapidamente nella comunità medica internazionale. Medici da tutto il Nord America portarono a Toronto i loro pazienti morenti. La scena descritta dai cronisti dell'epoca era quasi miracolistica: bambini e giovani in stato di coma diabetico che si risvegliavano dopo l'iniezione e chiedevano da mangiare.
Il meccanismo biologico: come l'insulina regola il metabolismo
L'insulina è un ormone polipeptidico prodotto dalle cellule beta delle isole di Langerhans nel pancreas, in risposta all'aumento della glicemia dopo un pasto. La sua funzione centrale è quella di segnalare alle cellule del corpo, specialmente quelle muscolari, adipose e epatiche, di aprire i loro trasportatori del glucosio (GLUT4) e di assorbire il glucosio circolante nel sangue. Questo processo abbassa la glicemia e fornisce energia alle cellule. In assenza di insulina, come accade nel diabete di tipo 1, le cellule beta vengono distrutte da un processo autoimmune, i trasportatori GLUT4 rimangono inattivi e il glucosio non può entrare nelle cellule nonostante sia abbondante nel sangue. Il fegato, interpretando la situazione come uno stato di digiuno, inizia a produrre ulteriore glucosio (gluconeogenesi) e corpi chetonici, aggravando la chetoacidosi. L'insulina regola anche il metabolismo dei grassi e delle proteine, inibendo la lipolisi e favorendo la sintesi proteica: è un ormone anabolico di importanza sistemica, non semplicemente un regolatore della glicemia.
Il Nobel e le controversie: un premio con ombre
Il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina del 1923 fu assegnato a Frederick Banting e a John Macleod. La scelta generò immediatamente polemiche: Banting era furioso per l'esclusione di Charles Best e per l'inclusione di Macleod, che aveva avuto a suo avviso un ruolo marginale nella scoperta effettiva. Banting divise pubblicamente il suo premio in denaro con Best; Macleod fece altrettanto con Collip. La controversia sulla paternità della scoperta ha accompagnato la storia dell'insulina per decenni e continua a essere dibattuta dagli storici della medicina. Best non ricevette mai il Nobel nonostante la sua fondamentale partecipazione agli esperimenti del 1921. La purificazione di Collip fu essenziale per rendere il farmaco sicuro per l'uso umano, e anche il suo contributo è stato storicamente sottovalutato. La vicenda è un esempio classico di come la macchina dei premi e dei riconoscimenti scientifici spesso semplifichi e distorca storie di scoperte che sono inevitabilmente collettive.
L'insulina oggi: dalla scoperta alle biotecnologie
Nei cento anni trascorsi dalla scoperta di Banting e Best, l'insulina ha subito trasformazioni tecnologiche radicali. Fino agli anni Ottanta del Novecento, l'insulina utilizzata in terapia era estratta dal pancreas di bovini e suini, con le limitazioni immunologiche e produttive legate a questa origine animale. Nel 1982 fu approvata dall'FDA americana la prima insulina umana ricombinante prodotta con tecnologia del DNA ricombinante: il gene dell'insulina umana fu inserito in batteri Escherichia coli, che iniziarono a produrre la molecola identica a quella umana in quantità illimitate. Oggi le insuline disponibili includono formulazioni a rapida azione (analoghi dell'insulina), a lunga durata (basali) e premiscelate, consentendo regimi terapeutici sempre più personalizzati. I sistemi di somministrazione si sono evoluti dai semplici iniettori alle penne per insulina, fino ai microinfusori sottocutanei e ai sistemi a circuito chiuso (pancreas artificiale) che integrano il monitoraggio continuo della glicemia con la somministrazione automatica dell'insulina.
La storia dell'insulina è la storia di una delle più grandi vittorie della medicina sperimentale del XX secolo: un'intuizione di un giovane chirurgo senza esperienza, un laboratorio preso in prestito, dieci cani e un assistente ventunenne. Da quella piccola stanza di Toronto nel 1921 è partita una rivoluzione terapeutica che ha salvato centinaia di milioni di vite e trasformato per sempre la nostra comprensione del metabolismo umano. Un promemoria che la scienza più importante non nasce sempre nei grandi laboratori con i grandi budget, ma a volte nella mente di chi si fa la domanda giusta al momento giusto.
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