\\ Home Page : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Alex (del 22/03/2026 @ 11:00:00, in Nuovi materiali, letto 120 volte)
Struttura del grafene Janus con due facce chimicamente differenti per batterie agli ioni di sodio
Il grafene "Janus", con due facce chimicamente differenti, permette alle batterie agli ioni di sodio di eguagliare la densità energetica delle odierne batterie al litio. Poiché il sodio è abbondante e conveniente, questa tecnologia potrebbe rendere i veicoli elettrici e lo storage energetico molto più sostenibili ed economici.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Il limite delle batterie al litio: perché il sodio è una risposta
Le batterie agli ioni di litio sono il cuore dell'attuale rivoluzione dei veicoli elettrici e dello storage energetico stazionario. Ma il litio ha un problema strutturale: è un elemento relativamente raro, geograficamente concentrato in poche regioni del mondo (principalmente il "triangolo del litio" tra Argentina, Cile e Bolivia, più l'Australia) e la cui domanda crescente sta creando pressioni geopolitiche ed economiche significative. Secondo le stime dell'International Energy Agency, la domanda mondiale di litio potrebbe aumentare di quaranta volte entro il 2040 rispetto ai livelli attuali, rendendo critica la questione della disponibilità e del costo della materia prima.
Il sodio è la risposta ovvia a questa dipendenza: è il sesto elemento più abbondante nella crosta terrestre, si trova in quantità praticamente illimitate nell'acqua di mare e nel sale comune, e il suo prezzo di mercato è circa cento volte inferiore a quello del litio. Le batterie agli ioni di sodio (Na-ion) sono concettualmente identiche a quelle al litio — un catodo, un anodo e un elettrolita attraverso cui gli ioni migrano durante la carica e la scarica — ma hanno sempre sofferto di un limite fondamentale: la capacità energetica per unità di peso (densità energetica) significativamente inferiore a quella delle controparti al litio, a causa della massa atomica maggiore e del raggio ionico più grande del sodio.
Il grafene Janus: la struttura biface che risolve il problema
Il grafene "Janus" — il nome richiama il dio romano bifronte, patrono dei passaggi e delle soglie — è una variante del grafene monostrato in cui le due facce del foglio atomico presentano funzionalizzazioni chimiche differenti: una faccia è decorata con gruppi idrofili come idrossili e carbossili (tipici dell'ossido di grafene), mentre l'altra faccia presenta gruppi idrofobici o è lasciata chimicamente inerte come il grafene puro. Questa asimmetria chimica è ottenuta attraverso processi di funzionalizzazione selettiva monolaterale sviluppati in laboratorio a partire dal 2020, usando plasmi chimici e reazioni di superficie controllate.
Questa struttura biface conferisce al materiale proprietà straordinariamente utili per l'anodo delle batterie agli ioni di sodio. La faccia idrofila interagisce con gli ioni Na+ facilitandone l'inserimento e la migrazione nello strato di grafene, mentre la faccia idrofobica ottimizza le proprietà di conducibilità elettronica e riduce le reazioni parassite con l'elettrolita. Il risultato complessivo è un anodo capace di intercalare gli ioni di sodio con un'efficienza e una velocità simili a quelle della grafite per il litio, colmando il divario di prestazioni che aveva finora limitato le batterie Na-ion rispetto alle loro concorrenti.
I risultati sperimentali: densità energetica e cicli di carica
I risultati sperimentali ottenuti con anodi in grafene Janus nelle batterie Na-ion sono stati riportati in pubblicazioni su Nature Energy e Advanced Materials nel corso del 2025-2026, e mostrano progressi significativi su tutti i parametri chiave. La capacità specifica dell'anodo raggiunge valori tra 280 e 320 milliamperora per grammo — comparabili ai migliori anodi di grafite per litio (372 milliamperora per grammo) e superiori di tre volte agli anodi in carbonio duro convenzionalmente usati nelle Na-ion battery. La densità energetica a livello di cella completa si avvicina ai 250-280 Wh/kg, eguagliando i valori tipici delle batterie LFP (litio-ferro-fosfato) attualmente usate nei veicoli elettrici entry-level e nello storage residenziale.
Altrettanto promettenti sono i dati sulla ciclabilità: le celle con anodi in grafene Janus mostrano una capacità residua superiore all'85% dopo 1.000 cicli di carica-scarica completa, un valore che si avvicina ai requisiti dei costruttori automobilistici per l'utilizzo in veicoli elettrici. La velocità di carica è un altro punto di forza: la struttura biface del grafene Janus permette una diffusione più rapida degli ioni di sodio rispetto al carbonio duro, consentendo tempi di ricarica parziale (da 20% a 80%) inferiori ai 30 minuti — compatibili con le infrastrutture di ricarica rapida esistenti.
Impatto per i veicoli elettrici: costo e catena di fornitura
L'impatto potenziale della tecnologia grafene Janus Na-ion sui veicoli elettrici è principalmente economico. Una batteria Na-ion con prestazioni equivalenti a una batteria LFP costerà significativamente meno, per la ragione semplice che il sodio vale circa un cinquantesimo del litio e la sua catena di fornitura non è concentrata geograficamente come quella del litio. Analisti del settore come Wood Mackenzie e BloombergNEF stimano che le batterie Na-ion mature potrebbero costare il 20-30% in meno rispetto alle LFP, portando il costo del kWh di storage su veicolo sotto la soglia di 50 dollari — il livello al di sotto del quale i veicoli elettrici diventano intrinsecamente più economici di quelli a combustione interna anche senza incentivi pubblici.
Produttori cinesi come CATL e BYD hanno già avviato linee di produzione di batterie Na-ion di prima generazione, principalmente per i veicoli economici del mercato cinese. La sfida è ora portare il grafene Janus dalla sintesi in laboratorio alla produzione industriale in quantità sufficienti: il processo di funzionalizzazione biface richiede ancora condizioni di processo controllate che ne aumentano il costo rispetto al carbonio duro convenzionale. I ricercatori di Graphene Flagship e i gruppi di ricerca di MIT, ETH Zurich e l'Università di Pechino stanno lavorando in parallelo su processi di sintesi continua in flusso che potrebbero ridurre significativamente i costi di produzione entro il 2028-2030.
Storage energetico stazionario: la grande opportunità del sodio
Accanto all'applicazione nei veicoli elettrici, le batterie Na-ion con anodi in grafene Janus trovano un'applicazione particolarmente promettente nello storage energetico stazionario — il mercato delle batterie installate negli edifici e nelle grandi centrali di accumulo che stoccano l'energia prodotta da fonti rinnovabili intermittenti come il solare e l'eolico. In questo segmento, il peso specifico della batteria è meno critico rispetto ai veicoli, mentre il costo per kWh e la durabilità (numero di cicli utili) sono i parametri dominanti.
Le batterie Na-ion con grafene Janus si prestano particolarmente bene per lo storage di rete (grid-scale storage), dove possono operare in un range di temperatura più ampio rispetto alle Li-ion (-40 gradi Celsius fino a +60 gradi Celsius senza degradazione significativa) e con cicli di vita potenzialmente superiori ai 3.000 cicli. Questo le rende candidate ideali per le installazioni nei paesi con climi estremi e per lo storage a lungo termine che richiede centinaia di cicli l'anno per decenni. In Italia, il Piano Nazionale per la Transizione Energetica prevede l'installazione di oltre 30 GWh di capacità di storage nei prossimi dieci anni: se le batterie Na-ion mature arriveranno sul mercato nei tempi previsti, potrebbero catturare una quota significativa di questa domanda.
Il grafene Janus e le batterie agli ioni di sodio sono la dimostrazione che le rivoluzioni tecnologiche a volte non richiedono nuovi elementi: richiedono nuovi modi di usare quelli che abbiamo sempre avuto. Il sodio è nell'acqua del mare, nella cucina di casa, nell'aria che respiriamo. Usarlo per guidare le auto del futuro è quasi poetico nella sua semplicità.
Di Alex (del 22/03/2026 @ 10:00:00, in Geopolitica e tecnologia, letto 131 volte)
Lo stretto di Ormuz tra Iran e Arabia Saudita, arteria petrolifera mondiale al centro delle tensioni
L'ipotesi di una missione navale europea nello stretto di Ormuz, in risposta alle tensioni con l'Iran, divide profondamente Spagna, Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna. I rischi reali sono enormi: escalation militare, chiusura dello stretto e crisi energetica globale. Il Papa Leone XIV chiede la pace.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
Lo stretto di Ormuz: la gola del mondo
Lo stretto di Ormuz è il passaggio marittimo più strategicamente critico del pianeta: largo appena 39 chilometri nel punto più stretto, tra le coste dell'Iran e dell'Oman, attraverso di esso transita ogni giorno circa il 21% del petrolio mondiale — oltre 17 milioni di barili al giorno — oltre a enormi quantità di gas naturale liquefatto provenienti dal Qatar e dall'Arabia Saudita. Qualsiasi interruzione del traffico nello stretto, anche temporanea, provocherebbe un'impennata immediata dei prezzi dell'energia sui mercati globali e una crisi economica di dimensioni potenzialmente catastrofiche per le economie importatrici di petrolio, prima tra tutte l'Europa.
L'Iran ha minacciato più volte, nel corso degli anni e con maggiore frequenza nell'escalation del 2025-2026, di "chiudere lo stretto di Ormuz" in risposta a sanzioni economiche o ad azioni militari dirette contro il suo territorio. Non si tratta di vuote minacce: la Guardia Rivoluzionaria Islamica dispone di flotte di motovedette veloci, missili antinave, mine navali e sottomarini di piccola taglia specificamente addestrati per operazioni asimmetriche nello stretto. La chiusura non richiederebbe una vittoria militare; basterebbe creare condizioni di insicurezza tali da rendere il passaggio troppo rischioso per le petroliere commerciali.
Le posizioni dei cinque paesi europei: un fronte tutt'altro che compatto
L'ipotesi di una missione navale europea nello stretto di Ormuz divide profondamente i cinque maggiori paesi dell'Unione Europea e del continente. La Francia, con la sua tradizione di potenza militare autonoma e il suo interesse a proiettare forza in Medio Oriente, è la più aperta all'opzione militare: Parigi ha già esperienza di missioni navali nel Golfo Persico e considera la sicurezza degli approvvigionamenti energetici un interesse nazionale di primario rilievo.
La Germania è invece profondamente riluttante: l'esperienza delle guerre in Afghanistan e Iraq ha consolidato nell'opinione pubblica tedesca un riflesso di avversione alla proiezione militare internazionale, e il Bundestag ha già dovuto superare aspre resistenze interne per approvare le missioni navali nel Mar Rosso. La Spagna, con una tradizione di politica estera più orientata al Mediterraneo e all'America Latina, è anch'essa contraria all'escalation. L'Italia si trova in una posizione intermedia: tradizionalmente favorevole alla cooperazione atlantica ma consapevole della propria dipendenza dal gas del Golfo, il governo Meloni deve bilanciare lealtà atlantiste e interessi energetici. Il Regno Unito, ormai fuori dall'UE ma parte della NATO, ha già schierato navi nel Golfo Persico in missione di scorta alle petroliere britanniche.
I pericoli reali: dall'escalation alla crisi energetica
Gli esperti di sicurezza internazionale identificano tre scenari di rischio principali nel caso di una presenza navale europea nello stretto di Ormuz. Il primo è l'escalation per incidente: nello spazio ristretto dello stretto, dove le motovedette della Guardia Rivoluzionaria operano a pochi chilometri dalle navi militari straniere, un incidente navale — un'avvicinamento eccessivo, un'avaria, uno scambio di colpi d'artiglieria per fraintendimento — potrebbe innescare una risposta militare iraniana che le navi europee non sarebbero in grado di ignorare.
Il secondo rischio è la chiusura economica dello stretto: di fronte a una presenza navale europea percepita come ostile, l'Iran potrebbe decidere di minare le acque dello stretto o di attaccare le petroliere, non necessariamente quelle militari. Le conseguenze sarebbero devastanti per i prezzi energetici europei, già sotto pressione per le conseguenze delle sanzioni e delle tensioni geopolitiche. Il terzo scenario riguarda il trascinamento dell'Europa in un conflitto più ampio: qualsiasi azione militare iraniana contro navi europee attiverebbe automaticamente gli obblighi dell'articolo 5 della NATO, trascinando l'Europa in un conflitto con l'Iran che nessun governo europeo desidera e per cui l'opinione pubblica non sarebbe preparata.
L'appello di Papa Leone XIV: "La pace non è debolezza"
Una voce potente e inattesa si è alzata dal Vaticano contro la logica della presenza militare nello stretto di Ormuz. Papa Leone XIV, eletto nel 2025 come successore di Francesco, ha dedicato la sua udienza del mercoledì di questa settimana a un appello accorato alla pace nel Golfo Persico, riprendendo e approfondendo la tradizione diplomatica della Santa Sede in Medio Oriente. "La pace non è debolezza: è l'atto di coraggio più difficile che gli uomini di governo siano chiamati a compiere", ha detto il pontefice, parlando davanti a decine di migliaia di fedeli in piazza San Pietro.
Leone XIV ha invitato i leader europei a non cedere alla "logica delle cannoniere" — richiamando il concetto storico della diplomazia coercitiva ottocentesca — e a privilegiare invece il dialogo diplomatico multilaterale. Il Papa ha fatto appello anche alle autorità iraniane affinché "rinuncino alla retorica della minaccia" e si aprano a negoziati che coinvolgano le Nazioni Unite e le potenze regionali. Il Vaticano, che mantiene relazioni diplomatiche con l'Iran e ha canali di comunicazione con la dirigenza religiosa sciita, potrebbe svolgere un ruolo di mediazione discreta che le potenze occidentali non sono in grado di assumere direttamente.
La voce del pacifismo europeo: l'alternativa alla deterrenza militare
Accanto all'appello del Papa, numerosi movimenti pacifisti europei e personalità del mondo culturale e accademico hanno firmato un appello comune contro la militarizzazione dello stretto di Ormuz. Il documento, promosso dal Centro per la Pace e i Diritti Umani dell'Università di Utrecht e firmato da oltre 400 accademici, diplomatici ed ex ministri europei, propone come alternativa alla deterrenza militare un "accordo energetico di sicurezza collettiva" in cui le potenze europee si impegnino formalmente a non partecipare a sanzioni unilaterali contro l'Iran in cambio di garanzie iraniane sulla sicurezza del traffico nello stretto.
L'argomento centrale dell'appello è che la presenza militare europea nello stretto di Ormuz non garantirebbe la sicurezza degli approvvigionamenti energetici — perché un conflitto aperto renderebbe lo stretto inaccessibile comunque — ma aumenterebbe le probabilità di un conflitto che l'Europa sarebbe chiamata a sostenere senza averlo scelto democraticamente. "Le basi americane nel territorio europeo ci espongono automaticamente alle conseguenze di ogni escalation americana in Medio Oriente, senza che i nostri parlamenti abbiano mai votato su questo", scrive il documento, riecheggiando temi simili a quelli sollevati da voci critiche sulla presenza militare americana in Europa.
Lo stretto di Ormuz è stretto non solo geograficamente: è il collo di bottiglia attraverso cui scorrono petrolio, ambizioni geopolitiche e tensioni che potrebbero trasformarsi in catastrofe in qualsiasi momento. La domanda per l'Europa non è se può permettersi di essere presente militarmente: è se può permettersi il lusso di un conflitto che nessuno ha scelto e che tutti rischiano di non riuscire a fermare.
La giornalista Milena Gabanelli ha ragione!
Pagine:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596 597 598 599 600 601 602 603 604 605 606 607 608 609 610 611 612 613 614 615 616 617 618 619 620 621 622 623 624 625 626 627 628 629 630 631 632 633 634 635 636 637 638 639 640 641 642 643 644 645 646 647 648 649 650 651 652 653 654 655 656 657 658 659 660 661 662 663 664 665 666 667 668 669 670 671 672 673 674 675 676 677 678 679 680 681 682 683 684 685 686 687 688 689 690 691 692 693 694 695 696 697 698 699 700 701 702 703 704 705 706 707 708 709 710 711 712 713 714 715 716 717 718 719 720 721 722 723 724 725 726 727 728 729 730 731 732 733 734 735 736 737 738 739 740 741 742 743 744 745 746 747 748 749 750 751 752 753 754 755 756 757 758 759 760 761 762 763 764 765 766 767 768 769 770 771 772 773 774 775 776 777 778 779 780 781 782 783 784 785 786 787 788 789 790 791 792 793 794 795 796 797 798 799 800 801 802 803 804 805 806 807 808 809 810 811 812 813 814 815 816 817 818 819 820 821 822 823 824 825 826 827 828 829 830 831 832 833 834 835 836 837 838 839 840 841 842 843 844 845 846 847 848 849 850 851 852 853 854 855 856 857 858 859 860 861 862 863 864 865 866 867 868 869 870 871 872 873 874 875 876 877 878 879 880 881 882 883 884 885 886 887 888 889 890 891 892 893 894 895 896 897 898 899 900 901 902 903 904 905 906 907 908 909 910 911 912 913 914 915 916 917 918 919 920 921 922 923 924 925 926 927 928 929 930 931 932 933 934 935 936 937 938 939 940 941 942 943 944 945 946 947 948 949 950 951 952 953 954 955 956 957 958 959 960 961 962 963 964 965 966 967 968 969 970 971 972 973 974 975 976 977 978 979 980 981 982 983 984 985 986 987 988 989 990 991 992 993 994 995 996 997 998 999 1000 1001 1002 1003 1004 1005 1006 1007 1008 1009 1010 1011 1012 1013 1014 1015 1016 1017 1018 1019 1020 1021 1022 1023 1024 1025 1026 1027 1028 1029 1030 1031 1032 1033 1034 1035 1036 1037 1038 1039 1040 1041 1042 1043 1044 1045 1046 1047 1048 1049 1050 1051 1052 1053 1054 1055 1056 1057 1058 1059 1060 1061 1062 1063 1064 1065 1066 1067 1068 1069 1070 1071 1072 1073 1074 1075 1076 1077 1078 1079 1080 1081 1082 1083 1084 1085 1086 1087 1088 1089 1090 1091 1092 1093 1094 1095 1096 1097 1098 1099 1100 1101 1102 1103 1104 1105 1106 1107 1108 1109 1110 1111 1112 1113 1114 1115 1116 1117 1118 1119 1120 1121 1122 1123 1124 1125 1126 1127 1128 1129 1130 1131 1132 1133 1134 1135 1136 1137 1138 1139 1140 1141 1142 1143 1144 1145 1146 1147 1148 1149 1150 1151 1152 1153 1154 1155 1156 1157 1158 1159 1160 1161 1162 1163 1164 1165 1166 1167 1168 1169 1170 1171 1172 1173 1174 1175 1176 1177 1178 1179 1180 1181 1182 1183 1184 1185 1186 1187 1188 1189 1190 1191 1192 1193 1194 1195 1196 1197 1198 1199 1200 1201 1202 1203 1204 1205 1206 1207 1208 1209 1210 1211 1212 1213 1214 1215 1216 1217 1218 1219 1220 1221 1222 1223 1224 1225 1226 1227 1228 1229 1230 1231 1232 1233 1234 1235 1236 1237 1238 1239 1240 1241 1242 1243 1244 1245 1246 1247 1248 1249 1250 1251 1252 1253 1254 1255 1256 1257 1258 1259 1260 1261 1262 1263 1264 1265 1266 1267 1268 1269 1270 1271 1272 1273 1274 1275 1276 1277 1278 1279 1280 1281 1282 1283 1284 1285 1286 1287 1288 1289 1290 1291 1292 1293 1294 1295 1296 1297 1298 1299 1300 1301 1302 1303 1304 1305 1306 1307 1308 1309 1310 1311 1312 1313 1314 1315 1316 1317 1318 1319 1320 1321 1322 1323 1324 1325 1326 1327 1328 1329 1330 1331 1332 1333 1334 1335 1336 1337 1338 1339 1340 1341 1342 1343 1344 1345 1346 1347 1348 1349 1350 1351 1352 1353 1354 1355 1356 1357 1358 1359 1360 1361 1362 1363 1364 1365 1366 1367 1368 1369 1370 1371 1372 1373 1374 1375 1376 1377 1378 1379 1380 1381 1382 1383 1384 1385 1386 1387 1388 1389 1390 1391 1392 1393 1394 1395 1396 1397 1398 1399 1400 1401 1402 1403 1404 1405 1406 1407 1408 1409 1410 1411 1412 1413 1414 1415 1416 1417 1418 1419 1420 1421 1422 1423 1424 1425 1426 1427 1428 1429 1430 1431 1432 1433 1434 1435 1436 1437 1438 1439 1440 1441 1442 1443 1444 1445 1446 1447 1448 1449 1450 1451 1452 1453 1454 1455 1456 1457 1458 1459 1460 1461 1462 1463 1464 1465 1466 1467 1468 1469 1470 1471 1472 1473 1474 1475 1476 1477 1478 1479 1480 1481 1482 1483 1484 1485 1486 1487 1488 1489 1490 1491 1492 1493 1494 1495 1496 1497 1498 1499 1500 1501 1502 1503 1504 1505 1506 1507 1508 1509 1510 1511 1512 1513 1514 1515 1516 1517 1518 1519 1520 1521 1522 1523 1524 1525 1526 1527 1528 1529 1530 1531 1532 1533 1534 1535 1536 1537 1538 1539 1540 1541 1542 1543 1544 1545 1546 1547 1548 1549 1550 1551 1552 1553 1554 1555 1556 1557 1558 1559 1560 1561 1562 1563 1564 1565 1566 1567 1568 1569 1570 1571 1572 1573 1574 1575 1576 1577 1578 1579 1580 1581 1582 1583 1584 1585 1586 1587 1588 1589 1590 1591 1592 1593 1594 1595 1596 1597 1598 1599 1600 1601 1602 1603 1604 1605 1606 1607 1608 1609 1610 1611 1612 1613 1614 1615 1616 1617 1618 1619 1620 1621 1622 1623 1624 1625 1626 1627 1628 1629 1630 1631 1632 1633 1634 1635 1636 1637 1638 1639 1640 1641 1642 1643 1644 1645 1646 1647 1648 1649 1650 1651 1652 1653 1654 1655 1656 1657 1658 1659 1660 1661 1662 1663 1664 1665 1666 1667 1668 1669 1670 1671 1672 1673 1674 1675 1676 1677 1678 1679 1680 1681 1682 1683 1684 1685 1686 1687 1688 1689 1690 1691 1692 1693 1694 1695 1696 1697 1698 1699 1700 1701 1702 1703 1704 1705 1706 1707 1708 1709 1710












Microsmeta Podcast
Feed Atom 0.3



(p)Link
Commenti
Storico
Stampa