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UFO la serie televisiva britannica che rivoluzionò la fantascienza
Di Alex (del 01/01/2026 @ 15:45:37, in Fantascienza e rigore scientifico, letto 48 volte)
I protagonisti e i veicoli futuristici della serie televisiva cult UFO
Prodotta nel 1969 da Gerry e Sylvia Anderson, la serie televisiva britannica UFO ha segnato una svolta epocale nella fantascienza, anticipando atmosfere cupe, design d'avanguardia e complesse implicazioni sociopolitiche ambientate in un ipotetico futuro minacciato da alieni morituri. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Genesi produttiva e il passaggio storico agli attori in carne e ossa
Nel 1969 i coniugi Gerry e Sylvia Anderson, reduci dagli straordinari trionfi internazionali ottenuti con produzioni basate sul raffinato sistema di marionette elettroniche denominato Supermarionation come Thunderbirds, Captain Scarlet e Joe 90, decisero di compiere un passo cruciale per la propria carriera: realizzare la prima serie interamente dal vero con attori in carne e ossa. Finanziata dal magnate britannico Lew Grade per la compagnia ITC Entertainment con un budget considerevole di oltre centomila sterline per episodio, l'opera fu concepita per rompere nettamente con l'etichetta di intrattenimento per l'infanzia. Le riprese iniziarono ufficialmente presso i celebri studi cinematografici di Pinewood nella primavera del 1969, interrompendosi temporaneamente per quasi cinque mesi a causa della chiusura dei teatri di posa della MGM-British a Borehamwood, per poi concludersi nell'autunno del 1970. L'ambientazione venne collocata a poco più di un decennio di distanza, nel 1980, immaginando un pianeta Terra costretto a fronteggiare una minaccia biologica occulta e spietata proveniente dalle profondità dello spazio. La regia, la fotografia curata da direttori come John Read e le colonne sonore ipnotiche e martellanti composte dal maestro Barry Gray definirono all'istante un'identità estetica e tonale senza precedenti nella televisione mondiale.
La trama e la drammatica struttura operativa della SHADO
Al centro della narrazione vi è la Supreme Headquarters Allied Defense Organisation, universalmente nota con l'acronimo SHADO, una potentissima organizzazione militare multinazionale segreta creata congiuntamente dalle principali potenze mondiali per contrastare le incursioni di una razza extraterrestre ostile. Gli alieni, provenienti da un pianeta morente e sterile situato a milioni di anni luce, rapiscono esseri umani per prelevarne organi e tessuti biologici indispensabili al proprio sostentamento e alla sopravvivenza della specie. A capo della SHADO siede l'inflessibile e tormentato comandante Edward Straker, interpretato dall'attore statunitense Ed Bishop, un ex colonnello dell'aviazione americana che per tutelare il segreto sacrifica cinicamente la propria vita privata, il matrimonio e perfino i legami affettivi più intimi. Il quartier generale operativo della SHADO si cela nei sotterranei dello studio cinematografico Harlington-Straker a Londra, un espediente narrativo geniale che consente il transito continuo di veicoli, personale e materiali strategici senza destare il minimo sospetto nella popolazione civile e nei media.
| Livello Difensivo | Piattaforma Operativa | Funzione Strategica e Armamento |
|---|---|---|
| Spazio Profondo | Satellite SID (Space Intruder Detector) | Rilevamento radar anticipato e calcolo traiettoria dei velivoli alieni |
| Spazio Lunare | Base Lunare (Moonbase) e Intercettori | Prima linea di combattimento con tre caccia dotati di testata nucleare frontale |
| Atmosfera Terrestre | Sottomarino Skydiver e caccia Sky One | Intercettazione ad alta quota tramite caccia a reazione catapultato dal mare |
| Superficie Terrestre | SHADO Mobiles e truppe corazzate | Ricognizione terrestre, recupero rottami e cattura di invasori extraterrestri |
L'avanguardia del design visivo e le soluzioni tecniche di Derek Meddings
Uno degli elementi primari che consacrò la serie a capolavoro immortale fu il comparto visivo, dominato dal genio del supervisore agli effetti speciali Derek Meddings e dall'estro stilistico di Sylvia Anderson nel disegno dei costumi. Le astronavi aliene, dischi metallici rotanti che emettevano un caratteristico suono pulsante e lacerante ideato dai tecnici del suono, potevano viaggiare a velocità ipersoniche nello spazio ma avevano un'autonomia atmosferica ridottissima a causa del deterioramento nell'aria terrestre. Per respingere tali incursioni, Meddings progettò un sistema di difesa scaglionato su più livelli di eccezionale coerenza logistica. Sulla Luna, presidiata da personale femminile con parrucche color malva e tute argentate aderenti guidato dal tenente Gay Ellis, stazionavano tre caccia Interceptor monoposto equipaggiati con un unico ma devastante missile a testata atomica. Nei mari della Terra pattugliavano invece i sottomarini d'attacco Skydiver, la cui prua era costituita dal caccia a reazione Sky One, in grado di staccarsi dal corpo subacqueo con un lancio angolato per intercettare gli UFO che fossero riusciti a penetrare l'atmosfera.
Tematiche adulte e l'eredità che aprì la strada a Spazio 1999
A differenza di quasi tutte le serie televisive di fantascienza dell'epoca, UFO si distinse per una scrittura spietata, matura e priva del canonico lieto fine a tutti i costi. Gli episodi affrontavano nodi psicologici laceranti come la dipendenza da droghe, la paranoia dell'invasione, la corruzione burocratica, la perdita della lucidità e il sacrificio di vite umane innocenti in nome della sicurezza globale. Nell'episodio intitolato Confessione, il comandante Straker affronta il dilemma morale più straziante, rifiutando di deviare un aereo cargo militare adibito al trasporto di farmaci sperimentali per salvare il proprio figlio gravemente ferito, pur di non compromettere una missione vitale per l'umanità. La serie, composta da ventisei episodi complessivi, ottenne un'accoglienza formidabile in Italia e nel Regno Unito, mentre negli Stati Uniti la distribuzione nei palinsesti fu problematica per via dei toni cupi non ritenuti idonei a una fascia generalista. Il progetto iniziale per una seconda stagione, che avrebbe dovuto incentrarsi sull'ampliamento e sul potenziamento delle installazioni lunari con il titolo provvisorio di UFO 1999, subì radicali trasformazioni produttive che portarono Gerry e Sylvia Anderson a cancellare il legame diretto con la serie madre e a generare nel 1973 un'altra pietra miliare della televisione: Spazio 1999.
La serie televisiva UFO ha ridefinito i confini della fantascienza sul piccolo schermo, fondendo un design industriale d'eccezione con un pessimismo esistenziale lucido e senza compromessi, la cui influenza risuona ancora oggi intatta nelle più grandi produzioni moderne del genere fantastico.
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