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Come capire il vero linguaggio dei gatti tra segnali del corpo e falsi miti digitali
Di Alex (del 30/10/2007 @ 11:16:05, in Animali rari e particolari, letto 3284 volte)

Gatto domestico che osserva con attenzione e postura rilassata
Decifrare i desideri e gli stati d'animo dei nostri compagni felini affascina chiunque viva con loro, ma tra app inutili, falsi miti e segnali fraintesi si perde il vero messaggio. Scopriamo coda, orecchie, occhi, feromoni e perfino il dolore nascosto nel linguaggio corporeo dei gatti. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
L'illusione delle applicazioni traduttore per smartphone
Negli store digitali abbondano le applicazioni che promettono di tradurre frasi umane in miagolii o di interpretare i versi del gatto per svelarne i pensieri nascosti. Si tratta di strumenti puramente ludici che non poggiano su alcuna base etologica seria, e nessuna pubblicazione scientifica ne ha mai validato l'efficacia. Dietro pulsanti con scritte come ciao, vieni qui o gatto cattivo si nascondono semplici banche dati di campioni audio preregistrati, prelevati da gatti sconosciuti in contesti del tutto casuali e privi di qualsiasi legame con la situazione reale in cui vengono riprodotti. Quando facciamo ascoltare questi suoni ai nostri animali, nella maggior parte dei casi otteniamo una totale indifferenza oppure uno sguardo perplesso, perche il gatto non riconosce ne la fonte ne il contesto del richiamo. In rari casi il gatto puo mostrarsi agitato o allarmato, non perche abbia compreso un presunto messaggio, ma semplicemente perche percepisce frequenze acute e metalliche emesse da un piccolo altoparlante senza alcuna corrispondenza fisica o visiva nell'ambiente circostante. Le aziende che sviluppano questi software si basano su un principio di marketing piuttosto che su una reale ricerca comportamentale, sfruttando il desiderio molto umano di dialogare finalmente con un animale che per millenni e stato descritto come enigmatico e indecifrabile.
Perche il miagolio registrato non ha alcun senso per loro
Per comprendere l'inefficacia di questi strumenti digitali bisogna chiarire la natura stessa delle vocalizzazioni feline. In natura i gatti adulti non utilizzano il miagolio per dialogare tra loro: si tratta di un canale sonoro sviluppato quasi esclusivamente per interagire con gli esseri umani, modellato nel tempo da ogni singolo individuo per attirare l'attenzione del proprio compagno bipede, tanto che ogni gatto sviluppa un repertorio vocale in parte unico e riconoscibile solo dal proprio nucleo familiare. Inoltre la comunicazione felina e un'esperienza olistica e multisensoriale che non puo prescindere da tre elementi fondamentali, che agiscono sempre in combinazione tra loro e mai isolatamente:
- La componente chimica dei feromoni rilasciati nell'ambiente e sulle superfici di casa.
- La postura complessiva del corpo, l'orientamento dei baffi e la tensione muscolare.
- Il contesto relazionale e la familiarita con la persona che sta interagendo con loro.
La coda come perfetto barometro dell'umore
Il vero codice di comunicazione felina si legge soprattutto attraverso il corpo, e la coda rappresenta l'indicatore piu immediato ed eloquente del loro stato emotivo. Una ricerca pubblicata sulla rivista Animals e condotta su gatti domestici in interazione con esseri umani ha confermato che il segnale della coda tenuta verticale, la cosiddetta tail-up, e uno dei gesti piu affidabili con cui un gatto comunica intenzioni amichevoli verso una persona, spesso come preludio allo sfregamento contro le gambe. Una coda tenuta ben dritta verso l'alto, talvolta con la punta leggermente curvata a punto interrogativo, esprime dunque gioia, sicurezza e una calorosa disponibilita all'incontro. Al contrario, quando la coda inizia a muoversi a scatti, oscillando vistosamente o frustando l'aria da un lato all'altro, il gatto sta segnalando irritazione, sovrastimolazione o impazienza: e il momento di interrompere le carezze e concedergli spazio, prima che il segnale evolva in un morso o in una zampata difensiva. Una coda nascosta tra le zampe posteriori o vistosamente gonfiata a spazzolino indica invece un forte spavento, accompagnato dal tentativo di sembrare piu grande davanti a una minaccia imprevista, un fenomeno chiamato piloerezione che coinvolge tutto il mantello e non solo l'appendice caudale.
| Posizione della coda | Stato emotivo | Comportamento tipico associato |
| Verticale, punta lievemente curva | Sicurezza e amichevolezza | Il gatto si avvicina e si sfrega contro le gambe |
| Bassa e ondeggiante, morbida | Relax e tranquillita | Cammino lento, corpo disteso |
| A scatti o a frustata rapida | Irritazione crescente | Preludio a un morso o a una zampata |
| Gonfia a spazzolino, pelo ritto | Paura intensa o allarme | Piloerezione su tutto il corpo, fuga o difesa |
| Avvolta stretta intorno al corpo | Ansia o disagio | Postura raccolta, corpo abbassato |
| Bassa e infilata sotto il corpo | Sottomissione o timore | Il gatto cerca un rifugio o si nasconde |
La lettura di occhi, orecchie e postura
Gli occhi e le orecchie costituiscono una centrale di segnalazione altrettanto sofisticata, e secondo uno studio pubblicato nel 2021 sulla rivista Animal Cognition, condotto osservando oltre duecentocinquanta interazioni tra gatti, la posizione delle orecchie risulta addirittura il predittore piu affidabile dell'esito di un incontro tra due felini, superando in questo la coda stessa. Il celebre battito lento delle palpebre, noto agli etologi come slow blink o ammiccamento lento, e stato oggetto di due studi condotti dalle universita britanniche di Sussex e Portsmouth, che hanno dimostrato come i gatti tendano a restituire l'ammiccamento ai propri proprietari e ad avvicinarsi con maggiore fiducia a persone sconosciute che lo utilizzano, tanto da essere paragonato a un vero e proprio sorriso felino. Uno studio successivo condotto in un rifugio ha inoltre osservato che i gatti piu inclini a rispondere allo slow blink umano venivano adottati piu rapidamente, segno che questo segnale viene percepito anche inconsciamente dalle persone come indice di socievolezza. Le orecchie rivolte in avanti denotano curiosita e calma, mentre se vengono appiattite di lato ad aeroplano segnalano ansia o disagio. Quando le orecchie sono completamente incollate all'indietro contro la nuca, il felino e pronto a difendersi o ad attaccare. Gesti quotidiani come lo strofinamento della testa contro le nostre gambe o l'atto di impastare con le zampe sulle coperte completano questo ricco repertorio, confermando l'avvenuta marcatura territoriale e un profondo senso di benessere e attaccamento.
| Segnale osservato | Significato probabile | Come reagire |
| Orecchie erette, rivolte in avanti | Curiosita, attenzione, calma | Momento adatto al gioco o alle coccole |
| Orecchie ad aeroplano, di lato | Ansia, disagio, incertezza | Ridurre stimoli e rumori improvvisi |
| Orecchie appiattite all'indietro | Difesa o attacco imminente | Allontanarsi ed evitare il contatto diretto |
| Ammiccamento lento, occhi socchiusi | Fiducia e affetto verso la persona | Rispondere con lo stesso battito lento |
| Pupille molto dilatate | Eccitazione, paura o gioco intenso | Valutare il contesto prima di avvicinarsi |
| Baffi tesi in avanti e rigidi | Interesse o allerta verso uno stimolo | Osservare cosa sta catturando l'attenzione |
Il linguaggio invisibile dei feromoni
Accanto ai segnali visivi esiste un intero canale comunicativo che sfugge alla percezione umana: quello chimico. I gatti possiedono ghiandole odorifere distribuite su guance, mento, base della coda e cuscinetti plantari, e ogni volta che sfregano il muso su un mobile, su uno spigolo o sulla gamba del proprietario stanno depositando feromoni facciali che segnalano familiarita e sicurezza in quel punto dello spazio domestico. Questo comportamento, chiamato bunting, non ha nulla a che vedere con la richiesta di cibo o attenzione, ma serve a costruire una mappa olfattiva rassicurante dell'ambiente in cui il gatto vive. Allo stesso modo la graffiatura su tiragraffi o mobili non e solo un modo per accorciare le unghie, ma un potente segnale visivo e olfattivo che comunica ad altri eventuali gatti la presenza territoriale di un individuo, grazie alle ghiandole odorifere presenti anche tra i polpastrelli. Anche l'urina spruzzata verticalmente, comportamento diverso dalla normale minzione, rientra in questo sistema di comunicazione a distanza nel tempo, capace di trasmettere informazioni su sesso, stato riproduttivo e identita individuale molto dopo che il gatto che l'ha depositata si e allontanato.
Il dolore nascosto e la scala delle smorfie feline
I gatti sono predatori ma anche potenziali prede in natura, e per questo hanno evoluto una straordinaria capacita di mascherare segni di debolezza o malattia, rendendo il dolore uno dei messaggi piu difficili da decifrare per un occupante umano poco attento. Per rispondere a questa difficolta, un gruppo di ricercatori dell'Universita di Montreal ha messo a punto la Feline Grimace Scale, uno strumento clinico validato che analizza cinque zone del volto felino, ovvero la posizione delle orecchie, la tensione intorno agli occhi, la tensione del muso, la posizione dei baffi e l'inclinazione della testa, per stimare in modo oggettivo il livello di dolore acuto provato dall'animale. Uno sguardo stretto e socchiuso, orecchie ruotate lateralmente e in basso, muso teso con baffi che si irrigidiscono in avanti e testa tenuta piu bassa del normale sono tutti segnali che, se osservati insieme e in modo persistente, dovrebbero spingere il proprietario a una visita veterinaria tempestiva piuttosto che a un'interpretazione superficiale del comportamento come semplice cattivo umore o stanchezza.
Falsi miti comuni da sfatare
Molte convinzioni diffuse sul comportamento felino non trovano riscontro nella realta etologica e finiscono per generare fraintendimenti anche gravi tra proprietari e animali. Il ventre esposto, ad esempio, non e quasi mai un invito a essere accarezzati come accade nei cani, ma piuttosto un segno di estrema fiducia nell'ambiente circostante che pero non implica il consenso al tocco su quella zona particolarmente vulnerabile, e molti morsi difensivi nascono proprio da questo equivoco. Le fusa, allo stesso modo, non indicano soltanto benessere: i gatti possono fare le fusa anche quando sono spaventati, feriti o addirittura durante il parto, poiche la vibrazione a bassa frequenza sembra avere anche una funzione autocalmante e potenzialmente rigenerativa sui tessuti. Infine lo sguardo fisso e prolungato negli occhi, spesso interpretato dagli esseri umani come segno di affetto per analogia con i propri codici sociali, viene percepito dal gatto come una potenziale minaccia se non accompagnato da un ammiccamento lento, motivo per cui gli etologi raccomandano sempre di socchiudere leggermente le palpebre quando si osserva un gatto sconosciuto o particolarmente diffidente.
Imparare a osservare con attenzione la coda, le orecchie, gli occhi, i baffi e i segnali chimici invisibili che accompagnano ogni gesto quotidiano e l'unico vero modo per entrare in sintonia con i nostri gatti, lasciando da parte la tecnologia superficiale e riscoprendo la profondita del loro autentico linguaggio naturale, fatto di sfumature che meritano tempo, pazienza e osservazione costante.

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