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NASA, investimento da 600 milioni di dollari per 4 nuove missioni lunari
Di Alex (del 02/07/2026 @ 14:00:00, in Scienza e Spazio, letto 64 volte)
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Lander lunare privato si posa sulla superficie della Luna
Lander lunare privato si posa sulla superficie della Luna
La NASA ha assegnato quasi 600 milioni di dollari ad Astrobotic, Firefly Aerospace e Intuitive Machines per quattro nuove missioni lunari entro il 2028, accelerando il programma Moon Base e la costruzione del primo avamposto umano permanente su un altro corpo celeste. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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I contratti CLPS e la strategia di Moon Base
L'annuncio della NASA ha il sapore di una scommessa coraggiosa: invece di affidarsi esclusivamente ai giganti aerospaziali tradizionali, l'agenzia spaziale americana sta costruendo una rete di fornitori privati che devono consegnare carichi utili sulla Luna con la stessa regolarità con cui un corriere porta i pacchi a domicilio. Il programma CLPS, acronimo di Commercial Lunar Payload Services, è la spina dorsale logistica di Moon Base, il progetto a lungo termine che mira a stabilire un avamposto permanente sulla superficie lunare entro la prima metà del prossimo decennio. Le assegnazioni annunciate il primo luglio 2026 vedono Astrobotic incassare 297,9 milioni di dollari per due missioni, Firefly Aerospace ricevere 144,2 milioni per una consegna e Intuitive Machines ottenere 148,3 milioni per un'altra missione. Tutte e quattro le spedizioni dovranno raggiungere la Luna entro la fine del 2028, un orizzonte temporale estremamente serrato per un settore in cui i ritardi si misurano spesso in anni. Le aziende coinvolte utilizzeranno versioni aggiornate di lander già collaudati, come il Peregrine di Astrobotic e il Nova‑C di Intuitive Machines, una scelta che la NASA giustifica con la necessità di alzare il ritmo dei lanci e ridurre i rischi tecnici associati a progetti completamente nuovi. Lori Glaze, a capo della direzione Human Spaceflight Mission Directorate, ha spiegato che l'obiettivo è creare una cadenza di missioni tale da permettere di testare rapidamente nuove tecnologie e correggere eventuali errori senza aspettare i tempi lunghi della burocrazia spaziale classica. Il concetto di "campo prova" è centrale: prima di inviare astronauti a vivere sulla Luna per periodi prolungati, è necessario capire come si comportano le strutture, gli strumenti e i sistemi di supporto vitale in un ambiente caratterizzato da escursioni termiche di oltre duecento gradi tra il giorno e la notte, dalla polvere di regolite che si infiltra ovunque e dall'assenza di un'atmosfera che protegga dalle radiazioni cosmiche. Ogni missione CLPS trasporterà un set identico di tre strumenti scientifici, pensati per raccogliere dati standardizzati che, messi insieme, formeranno una mappa ambientale della superficie lunare mai vista prima. La ripetizione degli stessi strumenti su più lander non è uno spreco, ma un metodo per validare le misurazioni e ottenere una copertura geografica sufficiente a capire fenomeni come la dispersione della polvere durante l'atterraggio o la variabilità della radiazione spaziale da un sito all'altro.

Gli strumenti scientifici e il futuro dell'esplorazione umana
Dei tre strumenti che voleranno su ogni lander, il più spettacolare dal punto di vista ingegneristico è SCALPSS, una telecamera stereoscopica accoppiata a un software di fotogrammetria in grado di ricostruire in tre dimensioni la nube di polvere sollevata dai getti dei motori durante la fase finale della discesa. Capire come il regolite viene eroso e ridistribuito è essenziale se si vogliono far atterrare più moduli abitativi a breve distanza l'uno dall'altro, perchè i detriti scagliati a velocità supersonica da un lander potrebbero danneggiare le strutture già presenti. Il Laser Retroreflector Array, o LRA, è invece un dispositivo passivo delle dimensioni di un biscotto, formato da otto prismi di quarzo montati su un telaio a cupola, che riflette i raggi laser inviati da orbiter o da altri lander. La sua funzione è quella di fornire un punto di riferimento assoluto per la navigazione di precisione, contribuendo a creare una sorta di GPS lunare che un giorno guiderà rover e astronauti. Il terzo strumento, il Lunar Environment Testing System, si basa su un rilevatore al silicio che misura l'energia e la direzione delle particelle cariche provenienti dallo spazio profondo, dati indispensabili per progettare schermature efficaci per gli equipaggi che dovranno trascorrere mesi sulla superficie. Oltre a questi tre pacchetti standard, la NASA ha annunciato che sta valutando l'invio di un rover di classe superiore, battezzato PROMISE, che sarebbe una versione ingegneristica del rover Perseverance attualmente operativo su Marte. Si tratterebbe di un veicolo a sei ruote in grado di perforare il suolo, analizzare campioni e mappare la presenza di ghiaccio d'acqua e minerali utili, gettando le basi per l'estrazione di risorse in loco, un passo cruciale per ridurre la dipendenza dai rifornimenti dalla Terra. Con queste quattro nuove missioni, il totale delle consegne CLPS sale a diciassette, un numero che testimonia la volontà della NASA di passare da un'esplorazione episodica a una presenza continuativa. La cosiddetta Golden Age dell'esplorazione spaziale, come l'hanno definita i vertici dell'agenzia, non riguarda solo la Luna: ogni esperimento condotto sulla superficie lunare è un banco di prova per le tecnologie che serviranno ad affrontare il viaggio verso Marte. La gestione delle polveri abrasive, la protezione dalle radiazioni, la produzione di ossigeno dal suolo lunare e la comunicazione attraverso costellazioni di relay sono tutti tasselli di un puzzle che, una volta completato, aprirà la strada alle missioni umane interplanetarie. Il coinvolgimento di aziende private in un ruolo da protagonista, e non più da semplici subcontractor, sta trasformando il modo stesso di fare esplorazione spaziale, introducendo logiche di mercato e competizione che, si spera, porteranno a una riduzione dei costi e a un'accelerazione dell'innovazione. Se il programma manterrà le promesse, tra qualche decennio guarderemo alle missioni Apollo come ai primi passi incerti di un bambino che oggi sta imparando a correre.

Le quattro missioni assegnate rappresentano un punto di svolta per l'esplorazione lunare, non solo per la quantità di risorse investite ma per la filosofia che le ispira: una Luna aperta ai privati, dove la collaborazione tra agenzie governative e aziende commerciali getta le fondamenta di una presenza umana stabile fuori dal pianeta madre.

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