Interfaccia cervello computer Neuracle NEO approvata in Cina
Pechino ha concesso a Neuracle l'autorizzazione a commercializzare il sistema NEO, un'interfaccia cervello‑computer meno invasiva rispetto al chip di Elon Musk, segnando un sorpasso regolatorio che ridefinisce la competizione globale nel settore delle neurotecnologie. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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L'architettura del sistema NEO e la scelta subdurale
I ricercatori della Tsinghua University che hanno collaborato con Neuracle hanno descritto NEO come un dispositivo a griglia di elettrodi flessibili in poliimmide, spesso meno di un millimetro, che viene inserito attraverso un foro di trapano di soli otto millimetri e adagiato sulla dura madre, senza perforare la corteccia. Questa soluzione, battezzata “subdurale poco invasiva”, è stata scelta deliberatamente per ridurre il rigetto, la formazione di tessuto cicatriziale e il rischio infettivo, tutte complicazioni che avevano rallentato i trial statunitensi sugli impianti penetranti. L'alimentazione avviene per induzione elettromagnetica da un'unità esterna posta dietro l'orecchio, simile a un processore cocleare, che trasmette anche i dati a un computer o a uno smartphone via bluetooth a bassa latenza. Durante i test clinici su novanta pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica e da lesioni midollari complete, NEO ha permesso di controllare un cursore con una precisione media del novantadue per cento e di scrivere parole su una tastiera virtuale a una velocità di quindici caratteri al minuto. Il protocollo di sicurezza ha previsto anche un monitoraggio continuo della barriera ematoencefalica tramite biomarcatori nel liquido cefalorachidiano, una precauzione che ha convinto la National Medical Products Administration cinese a rilasciare l'approvazione commerciale con una procedura accelerata, inserendo il dispositivo nella lista delle “tecnologie chiave per la sovranità scientifica nazionale”.
Perchè Pechino ha battuto la FDA e cosa significa per Neuralink
L'autorizzazione cinese non si basa su standard meno severi, ma su un diverso approccio regolatorio: mentre la FDA statunitense richiede uno studio di fase III randomizzato su larga scala per i dispositivi di classe III, la Cina ha consentito l'immissione sul mercato dopo uno studio controllato non randomizzato su centocinquanta volontari, sfruttando la nuova “Regulation on Medical Device Innovation” che privilegia i dispositivi in grado di rispondere a bisogni clinici urgenti. Neuralink, dal canto suo, ha impiantato il suo chip N1 in un numero limitato di pazienti tetraplegici, ottenendo risultati spettacolari come il controllo di un mouse tramite pensiero, ma l'azienda di Musk è ancora alle prese con le indagini dell'USDA per le morti di animali da laboratorio e con la correzione di un problema tecnico legato al ritiro di alcuni fili‑elettrodo. Il sorpasso cinese, quindi, non è tanto una questione di superiorità tecnologica – molti esperti considerano i 3072 elettrodi di Neuralink più precisi dei 1024 di NEO – quanto una lezione di pragmatismo burocratico: Pechino ha deciso di far correre i propri campioni nazionali, forte di un ecosistema che integra università, ospedali militari e imprese private sotto il cappello del “Fondo di innovazione cervello‑macchina” lanciato nel 2024. La Cina punta ora a estendere l'uso del dispositivo a patologie come l'epilessia farmacoresistente e la depressione maggiore, trasformando NEO in una piattaforma terapeutica versatile.
La risposta americana e la nuova guerra fredda neurotecnologica
La notizia ha avuto l'effetto di un campanello d'allarme nei dipartimenti di difesa e commercio statunitensi. Il Pentagono, attraverso la DARPA, ha immediatamente accelerato il programma “N3” per lo sviluppo di interfacce neurali non chirurgiche, mentre il Congresso ha inserito nel National Defense Authorization Act del 2026 un emendamento che stanzia due miliardi di dollari per la ricerca BCI e vieta l'esportazione in Cina di componentistica avanzata per neuroimpianti. Il vero nodo, però, è la catena del valore: Neuracle produce i suoi elettrodi con grafene monostrato sintetizzato presso l'Istituto di nanotecnologia di Suzhou, indipendente dalle fonderie occidentali, mentre per i chip di controllo si affida a SMIC, che pur con processi a 14 nanometri riesce a garantire le performance richieste. Questa autonomia preoccupa Washington, perchè rompe il tradizionale monopolio occidentale sulla microelettronica medica di precisione e potrebbe innescare un'escalation di sussidi e protezionismo simile a quella già vista nel settore dei semiconduttori. Nel frattempo, Neuralink ha annunciato l'apertura di un centro di sperimentazione in Giappone, sperando di sfruttare le regole più flessibili dell'agenzia PMDA per colmare il gap temporale accumulato.
La commercializzazione di NEO segna l'inizio di una nuova fase in cui la competizione geopolitica si sposta direttamente sul tessuto cerebrale umano, con implicazioni etiche e strategiche di portata incalcolabile.