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Giovanna d'Arco: La neurobiologia dell'estasi e la patologizzazione retrospettiva del mito
Di Alex (del 27/05/2026 @ 12:00:00, in Storia Età Moderna, letto 59 volte)
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Le voci di Giovanna d'Arco: estasi mistica o crisi epilettica? La scienza prova a decifrare il mito.
Le voci di Giovanna d'Arco: estasi mistica o crisi epilettica? La scienza prova a decifrare il mito.

A tredici anni iniziò a sentire voci. A diciannove venne arsa viva. In sei anni cambiò le sorti della Guerra dei Cent'anni e diventò un'icona. La storia di Giovanna d'Arco è avvolta nel mistero della sua comunicazione con il divino. La neurologia moderna ha una spiegazione alternativa: una rara forma di epilessia che genera allucinazioni uditive strutturate. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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L'analisi clinica delle voci sacre
La figura storica di Giovanna d'Arco, la diciannovenne condannata al rogo per eresia a Rouen nel millequattrocentotrentuno e successivamente riabilitata nel millequattrocentocinquantacinque, offre un terreno di scontro fecondo tra l'analisi storica, la teologia e le moderne neuroscienze. La giovane contadina francese dichiarò ripetutamente di essere guidata, fin dall'età di tredici anni, da voci e visioni celeste attribubili a San Michele, Santa Caterina e Santa Margherita, che le ingiungevano di rompere l'assedio di Orléans e incoronare il re di Francia.

I dettagliati verbali dei processi di condanna e riabilitazione forniscono resoconti clinici di eccezionale precisione. Giovanna descrisse le voci come fenomeni acustici localizzati prevalentemente a destra, quasi sempre accompagnati da improvvisi fasci di luce provenienti dalla medesima direzione, con una frequenza che variava da episodi settimanali a manifestazioni quotidiane, spesso destate dal suono metallico delle campane della chiesa parrocchiale. La stabilità psicologica dimostrata durante gli estenuanti interrogatori e l'eccezionale acume strategico sul campo di battaglia escludono forme classiche di schizofrenia o psicosi cronica, che avrebbero comportato un rapido decadimento delle funzioni cognitive e organizzative.

La genetica dietro il sigillo di cera
Nel tentativo di ricondurre queste manifestazioni entro i confini della patologia medica, i neurologi Giuseppe d'Orsi dell'Università di Foggia e Paola Tinuper dell'Università di Bologna hanno formulato nel duemilasei una tesi basata sulla diagnosi di epilessia parziale idiopatica con caratteristiche uditive. Questa sindrome genetica si caratterizza per crisi epilettiche circoscritte che generano allucinazioni acustiche strutturate, alterazioni della percezione visiva e crisi notturne in grado di destare improvvisamente il soggetto dal sonno, manifestazioni del tutto sovrapponibili alle esperienze riferite da Giovanna d'Arco.

La verifica sperimentale di questa teoria scientifica attende un riscontro biologico oggettivo. Gli studiosi sono impegnati nella ricerca e nel censimento delle lettere autografe inviate da Giovanna d'Arco, che la giovane usava sigillare applicando cera rossa pressata con il polpastrello, all'interno della quale veniva talvolta inserito un capello per garantirne l'autenticità. L'eventuale recupero del follicolo pilifero consentirebbe l'estrazione del DNA e la mappatura dei geni associati all'epilessia, fornendo una spiegazione biologica che non sminuisce il genio militare e politico della ragazza, ma ne chiarisce la genesi neurofisiologica all'interno del contesto storico medievale.