La navicella MMX in fase di atterraggio sulla polverosa e irregolare luna marziana Phobos nello spazio profondo
La spettacolare e ambiziosa missione spaziale MMX, coraggiosamente guidata dall'agenzia aerospaziale giapponese JAXA, si appresta a rivoluzionare radicalmente la comprensione del nostro sistema solare. Puntando all'atterraggio sulle ostili lune marziane Phobos e Deimos, la sonda mira a raccogliere inestimabili campioni primordiali per decifrare l'origine dell'acqua sul nostro pianeta. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Architettura operativa e complessa cronologia della missione
La formidabile e imponente navicella interplanetaria MMX si distingue nettamente dai progetti aerospaziali convenzionali per la sua inaudita e stratificata complessità architettonica, che testimonia lo sforzo titanico profuso in un lungo decennio di ingegnerizzazione estrema. Con una massa totale orbitale che rasenta i quattromila e duecento chilogrammi, calcolando anche i preziosissimi e volatili fluidi propellenti necessari alla navigazione interstellare, l'apparecchio spaziale si articola fluidamente in ben tre colossali moduli funzionali fortemente interdipendenti. Troviamo in sequenza il potente modulo di propulsione chimica, il sofisticato modulo scientifico preposto all'esplorazione orbitale e all'atterraggio di superficie, e infine il robusto e scudato modulo di ritorno atmosferico destinato a riportare il carico sulla Terra. Il titanico lancio balistico è ufficialmente e coraggiosamente programmato per il cruciale mese di ottobre dell'anno duemilaventisei, partendo dallo storico e prestigioso polo spaziale di Tanegashima in Giappone e sfruttando a pieno regime la brutale e maestosa capacità di sollevamento gravitazionale offerta dall'avanzato veicolo di lancio pesante di classe H-Tre. Il lungo viaggio nel buio e gelido vuoto cosmico richiederà approssimativamente dodici faticosi mesi di silenziosa crociera, culminando in un precisissimo e chirurgico inserimento nell'insidiosa orbita marziana previsto per l'agosto del duemilaventisette, fase critica in cui i motori di frenata saranno spinti al loro assoluto limite termico e meccanico strutturale.
Il mistero del trasporto dell'acqua e l'origine delle lune
Le molteplici e affascinanti domande scientifiche che i pianificatori della missione MMX si pongono quotidianamente risultano essere di un'importanza a dir poco fondamentale e imprescindibile per chiarire definitivamente l'enigmatico e violento processo di formazione del nostro amato e vitale sistema solare. Le due irregolari lune marziane, Phobos che possiede un diametro massimo irregolare di circa ventisette chilometri, e la minuscola Deimos che non supera i quindici chilometri, possiedono delle stranissime e anomale sagome ovoidali, un campo gravitazionale estremamente debole e delle rarissime firme spettroscopiche superficiali che da decenni sfidano e smentiscono ferocemente qualsiasi rassicurante modello matematico teorico elaborato dagli astrofisici terrestri. Il colossale e ambizioso obiettivo primario della sonda MMX è proprio quello di discriminare fisicamente e in modo chimicamente incontrovertibile tra le due principali e opposte tesi cosmologiche prevalenti: l'interessantissima Teoria della Cattura Asteroidale primordiale o la catastrofica e brutale Teoria dell'Impatto Gigante. Nel caso in cui la coraggiosa missione confermasse la veridicità dell'ipotesi della cattura esterna, i minuscoli ma inestimabili frammenti di polverosa regolite estratti in loco si rivelerebbero essere chimicamente ed eccezionalmente ricchi di una complessa materia organica antichissima e, fattore ben più rilevante, di grandi quantità di puro ghiaccio d'acqua tenacemente intrappolato e nascosto nel freddo reticolo cristallino dei minerali alieni, confermando l'origine esterna e remota dell'acqua terrestre e fornendo risposte chiare sulle complesse origini prebiotiche che hanno catalizzato la meravigliosa e tenace esplosione della biologia terrestre.
Le innovazioni nell'ingegneria di campionamento microgravitazionale
Avvicinarsi, tentare un atterraggio morbido e successivamente scavare in sicurezza per raccogliere preziosi frammenti litici sulla fredda superficie di un corpo celeste minuscolo dotato di un'attrazione gravitazionale quasi irrilevante comporta l'accettazione di rischi operativi letteralmente catastrofici. La violenta forza fisica di reazione generata improvvisamente e bruscamente dalla ruvida rotazione meccanica di una classica trivella di perforazione industriale rischierebbe immancabilmente di scagliare e respingere l'intera e costosissima sonda esplorativa nelle inospitali vastità dello spazio profondo siderale. Al fine primario di massimizzare enormemente il potenziale e agognato ritorno scientifico, minimizzando contemporaneamente e saggiamente i letali rischi fisici, i talentuosi ingegneri aerospaziali della JAXA in stretta collaborazione con i tecnici della Honeybee Robotics hanno astutamente ideato, testato e implementato un avanzatissimo e rivoluzionario sistema duale e ridondante di campionamento geologico. Da un lato della navicella opererà il Coring Sampler, deputato a trapanare silenziosamente e tenacemente oltre i due centimetri di dura profondità, mentre parallelamente, ancorato saldamente lungo l'esile zampa di appoggio del lander metallico, agirà lo straordinario e geniale Pneumatic Sampler. Quest'ultimo, attivandosi automaticamente entro soli e cruciali cinque secondi dal primissimo contatto fisico con il polveroso suolo di Phobos, sfrutterà violenti e brevissimi sbuffi gassosi di azoto chimicamente ultra puro e iper pressurizzato per smuovere ed elevare magicamente nel vuoto cosmico la preziosa regolite superficiale, canalizzandola con impressionante maestria balistica direttamente verso la pancia del suo asettico e sigillato condotto di raccolta senza l'utilizzo di attriti o parti meccaniche pericolosamente mobili.
Strumento TENGOO: Una formidabile telecamera telescopica ad angolo stretto per ottenere una mappatura geomorfologica estrema fino a 40 cm.
Dispositivo OROCHI: Radiometro ottico grandangolare calibrato finemente per l'identificazione spettrale di rarissimi materiali idratati.
Coring Sampler: Complesso sistema di estrazione meccanico progettato in modo specifico per superare i pericolosi strati irradiati esterni.
Pneumatic Sampler: Un prodigio pneumatico che utilizza puro azoto per raccogliere campioni fluttuanti in perfetta microgravità.
Nell'attesa fiduciosa del trionfale rientro di questa portentosa sonda, i futuri campioni strappati al freddo dominio di Marte promettono non solo di ridisegnare e smentire antiche mappe stellari, ma di sussurrarci intimamente le epiche e violente dinamiche che diedero origine ai nostri stessi oceani liquidi.