Il satellite Biomass dell'ESA in orbita: il primo strumento per misurare il carbonio forestale
Nel 2026 l'ESA lancerà il satellite Biomass, il primo strumento in grado di misurare con precisione il carbonio immagazzinato nelle foreste di tutto il mondo. Usando radar a onde P — capaci di penetrare la volta del fogliame — fornirà dati fondamentali per verificare l'efficacia reale delle politiche climatiche. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Perché non sappiamo ancora quanto carbonio contengono le foreste
Le foreste sono il secondo più grande serbatoio terrestre di carbonio dopo gli oceani. Secondo le stime dell'IPCC, le foreste tropicali, boreali e temperate contengono complessivamente tra 860 e 1.100 miliardi di tonnellate di carbonio nelle loro biomasse vive. Ma queste cifre sono stime con margini di incertezza enormi, perché misurarle con precisione è straordinariamente difficile. I metodi tradizionali — inventari forestali con misurazioni a terra — sono precisi ma copertura è limitata: nessun paese misura sistematicamente ogni albero in ogni area forestale. Le stime satellitari esistenti usano sensori ottici che non penetrano la volta del fogliame e misurano solo la superficie, non la massa.
Il radar a onde P: vedere attraverso le foglie
Il satellite Biomass utilizza un radar a onde P — onde radio con lunghezze d'onda tra 30 e 100 centimetri — che possono penetrare l'intera volta della foresta, inclusi i rami principali, i tronchi e parte del suolo. Questo tipo di radar non era mai stato utilizzato in orbita per applicazioni civili: le sue caratteristiche di penetrazione lo rendevano storicamente riservato ad applicazioni militari. L'ESA ha sviluppato algoritmi che, combinando i dati radar con modelli di distribuzione della biomassa forestale, permettono di stimare la massa di legno vivo per ettaro con una precisione mai raggiunta prima. Il satellite acquisirà dati globali ogni sette giorni.
La deforestazione in tempo reale: un cambio di paradigma
Uno degli usi più immediati di Biomass sarà il monitoraggio della deforestazione in tempo reale. Oggi i dati sulla perdita di copertura forestale vengono rilevati principalmente da satelliti ottici come Landsat e Sentinel-2, che però non distinguono tra foreste mature ricche di carbonio e piantagioni giovani a bassa biomassa. Biomass, misurando direttamente la massa legnosa, potrà rilevare non solo dove sparisce la foresta, ma quanto carbonio viene effettivamente rilasciato nell'atmosfera. Questo dato è cruciale per i meccanismi internazionali di compensazione delle emissioni, come il programma REDD+ dell'ONU, che finanziano la protezione forestale in cambio di crediti di carbonio.
Verificare le promesse climatiche: il vero obiettivo politico
La missione Biomass nasce in un contesto politico preciso: molti paesi e aziende hanno annunciato impegni di "carbon neutrality" basati in parte su assorbimenti forestali. Ma senza dati precisi sulla biomassa forestale, questi impegni non possono essere verificati in modo indipendente. Il satellite dell'ESA fornirà per la prima volta una fonte di dati globale, indipendente e verificabile che permetterà di controllare se le foreste annunciate come "protette" stiano davvero crescendo e accumulando carbonio, o se i crediti climatici vengano assegnati a foreste che continuano a degradarsi. È la differenza tra un'affermazione e una prova.
Biomass è uno di quegli strumenti scientifici che cambiano le regole del gioco non scoprendo qualcosa di nuovo, ma permettendo di misurare qualcosa che già sapevamo esistere ma non riuscivamo a quantificare. Quando i suoi dati saranno disponibili, il dibattito sulle politiche climatiche avrà una base empirica molto più solida. I polmoni verdi del pianeta smettono di essere una metafora e diventano un dato: tonnellate di carbonio, ettaro per ettaro, foresta per foresta.