L'incredibile struttura urbana e i bagni pubblici della misteriosa città di Mohenjo-daro quattromila anni fa.
Mohenjo-daro rappresenta una delle più grandi e misteriose metropoli della civiltà della valle dell'Indo, caratterizzata da un'architettura urbana avanzatissima e da una gestione dell'acqua unica per l'età del bronzo. Esploriamo le sue strade perfette e i segreti di una società senza re apparenti. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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L'ingegneria sanitaria e l'enigma della civiltà dell'Indo
Quattromila anni fa, in una vasta regione corrispondente all'odierno Pakistan e all'India occidentale, sorgeva la straordinaria città di Mohenjo-daro, uno dei centri urbani più avanzati e pianificati dell'intera età del bronzo. A differenza delle coeve civiltà della Mesopotamia o dell'antico Egitto, dove i monumenti celebrativi del potere reale e religioso dominavano il paesaggio, Mohenjo-daro si distingueva per un'organizzazione sociale apparentemente egualitaria e per un'attenzione straordinaria rivolta al benessere pubblico e all'igiene sanitaria. Ogni singola abitazione privata della città, dalle più modeste alle più grandi, era dotata di un proprio bagno interno provvisto di un efficiente sistema di scarico dell'acqua piovana e reflua. I reflui venivano incanalati attraverso condotti sotterranei in mattoni cotti che correvano parallelamente alle strade principali, confluendo in una rete fognaria coperta che superava per efficienza e pulizia molte delle strutture urbane costruite in Europa molti secoli più tardi. Il cuore della città era dominato dal Grande Bagno, un'imponente struttura rettangolare interrata che fungeva da piscina pubblica o vasca rituale, perfettamente sigillata con strati di bitume naturale per impedire qualsiasi infiltrazione o perdita d'acqua. Le strade della città erano disposte secondo una griglia ortogonale perfetta con angoli retti precisi, a testimonianza di una pianificazione urbanistica preventiva accuratissima. Tuttavia, l'enigma più grande di questa civiltà risiede nella sua totale mancanza di palazzi reali, templi monumentali o tombe d'oro dedicate a sovrani guerrieri. Non sono state trovate armi o tracce di conflitti distruttivi, suggerendo una società pacifica basata sul commercio e sulla cooperazione. A rendere ancora più fitto il mistero vi è la loro scrittura incisa su migliaia di sigilli di pietra raffiguranti animali e simboli geometrici: a quattromila anni di distanza, nessun linguista o archeologo è mai riuscito a decifrare un singolo carattere, lasciando la voce di questa straordinaria comunità avvolta in un silenzio eterno dopo la sua misteriosa scomparsa.
Mohenjo-daro rimane un esempio insuperato di civiltà sostenibile e avanzata, un monito che ci costringe a riflettere sul concetto stesso di progresso umano attraverso i millenni.