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Mitocondri rubati dai neuroni: il carburante segreto dei tumori
Di Alex (del 25/03/2026 @ 16:00:00, in Medicina e Tecnologia, letto 89 volte)
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Cellula tumorale che assorbe mitocòndri da un neurone
Cellula tumorale che assorbe mitocòndri da un neurone

Le cellule tumorali hanno sviluppato una strategia sorprendente: rubano i mitocòndri dai neuroni vicini per alimentare la propria crescita. Questa scoperta apre nuove frontiere terapeutiche, suggerendo che bloccare tale trasferimento potrebbe rallentare le metastasi e potenziare l'efficacia delle cure oncologiche. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Il meccanismo del furto dei mitocòndri
I mitocòndri sono gli organelli cellulari deputati alla produzione di energia mediante la respirazione cellulare. Ricercatori internazionali hanno scoperto che alcune cellule tumorali aggressive formano strutture filamentose chiamate nanotùbi tunneling, attraverso cui sottraggono attivamente questi organelli ai neuroni circostanti. Il trasferimento è unidirezionale: la cellula tumorale riceve i mitocòndri sani, aumentando la propria capacità energètica e la propria aggressività.

Questo fenomeno è stato documentato in particolare nel glioblastòma multiforme, uno dei tumori cerebrali più aggressivi. Esperimenti su modelli murini hanno dimostrato che le cellule tumorali arricchite di mitocòndri neuronali mostrano una maggiore resistenza alla radioterapia e alla chemioterapia, confermando che l'acquisizione di questi organelli costituisce un vantaggio competitivo cruciale per la sopravvivenza del tumore.

Nuove strategie terapeutiche in sviluppo
La scoperta ha immediatamente stimolato la ricerca di molecole capaci di inibire la formazione dei nanotùbi tunneling. Alcune sostanze già note, come la quercetìna e la citocalasìna D, hanno mostrato in laboratorio la capacità di ridurre il trasferimento mitocondriale tra cellule. Se replicata in contesti clinici, questa inibizione potrebbe privare le cellule tumorali della loro principale fonte energètica, aprendo la strada a trattamenti combinati di nuova generazione.

Un approccio complementare consiste nel potenziare la capacità dei neuroni di trattenere i propri mitocòndri, rinforzando il citoscheletro cellulare attraverso farmaci mirati. Questa strategia, ancora in fase preclinica, potrebbe essere combinata con le immunoterapie e le terapie bersaglio già in uso, moltiplicando l'efficacia complessiva del trattamento oncologico.

Il dialogo tra sistema nervoso e tumori
La ricerca sui mitocòndri si inserisce nel più ampio campo dell'onconeurologia, che studia le interazioni bidirezionali tra i tumori solidi e il sistema nervoso. È ormai accertato che molti tumori, non solo quelli cerebrali, sviluppano connessioni con i neuroni vicini, sfruttandone i segnali di crescita e le risorse metaboliche. Comprendere questi meccanismi a livello molecolare è fondamentale per sviluppare approcci terapeutici radicalmente nuovi.

La capacità delle cellule tumorali di sfruttare i neuroni come riserva energètica è una delle scoperte più sorprendenti della biologia del cancro degli ultimi anni. Una nuova generazione di farmaci che blocchi questo furto cellulare potrebbe cambiare radicalmente la prognosi di tumori oggi considerati quasi incurabili.