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L'antitossina difterica e la sieroterapia (1891)
Di Alex (del 14/02/2026 @ 07:00:00, in Medicina e Tecnologia, letto 18 volte)
L'antitossina difterica e la sieroterapia (1891)
Emil von Behring, padre della sieroterapia e primo premio Nobel per la Medicina nel 1901
Emil von Behring, padre della sieroterapia e primo premio Nobel per la Medicina nel 1901

Alla fine del XIX secolo, la difterite uccideva i bambini per soffocamento. Il 25 dicembre 1891, Emil von Behring somministrò per la prima volta l'antitossina difterica, aprendo l'era dell'immunizzazione passiva. Questa scoperta, premiata con il primo Nobel per la Medicina nel 1901, salvò migliaia di vite e rivoluzionò la medicina infettivologica.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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La difterite come flagello infantile
Alla fine del XIX secolo, la difterite era una delle più temute malattie infettive dell'infanzia. Causata dal batterio Corynebacterium diphtheriae, la malattia produce una tossina proteica che provoca la formazione di pseudomembrane fibrinose nella laringe e nella faringe, ostruendo progressivamente le vie respiratorie e causando la morte per soffocamento in molti casi. La mortalità nei bambini era devastante, e i medici dell'epoca non disponevano di alcun trattamento efficace.

La comprensione del meccanismo patogenico era tuttavia già avanzata per l'epoca. Friedrich Loeffler aveva isolato il bacillo difterico nel 1883, e Pierre Paul Émile Roux e Alexandre Yersin avevano dimostrato nel 1888 che la malattia era causata non dal batterio stesso, ma dalla sua tossina metabolica. Questa distinzione fondamentale apriva una nuova prospettiva terapeutica: se la malattia era causata da una molecola, forse era possibile neutralizzarla con un'altra molecola.

La scoperta di von Behring e Kitasato
Emil von Behring e Shibasaburo Kitasato, lavorando insieme nel laboratorio di Robert Koch a Berlino, scoprirono che il siero di animali immunizzati con dosi subletali di tossina difterica conteneva una sostanza capace di neutralizzare la tossina stessa in altri individui. Chiamarono questa sostanza antitossina. La loro pubblicazione fondamentale uscì nel 1890, ma fu solo la notte di Natale del 1891 che l'antitossina fu somministrata per la prima volta a esseri umani, con risultati salvavita straordinari.

Questo approccio, l'immunizzazione passiva, era concettualmente rivoluzionario: invece di stimolare il sistema immunitario del paziente a produrre anticorpi propri, come avviene con la vaccinazione, si trasferivano direttamente anticorpi già formati da un altro organismo. Il trattamento era immediato ed efficace nelle fasi acute della malattia, aprendo la strada alla sieroterapia come disciplina medica autonoma.

La nascita dell'immunizzazione passiva e il Nobel
La sieroterapia di von Behring si diffuse rapidamente in Europa e negli Stati Uniti, salvando migliaia di bambini nei decenni successivi. La ricerca dimostrò che era possibile combattere le malattie infettive agendo non sul microrganismo, ma sulle sue tossine metaboliche, aprendo un intero campo della medicina molecolare che oggi include anticorpi monoclonali, immunoglobuline e terapie biologiche avanzate.

Il Nobel per la Medicina del 1901 assegnato a Emil von Behring riconobbe non solo una scoperta scientifica, ma l'apertura di un nuovo paradigma medico: la malattia non è solo il batterio che la causa, ma la catena molecolare delle sue conseguenze. Comprendere e interrompere quella catena è il principio su cui si fonda ancora oggi buona parte della medicina immunologica moderna.