\\ Home Page : Storico (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di Alex (del 05/10/2025 @ 07:00:00, in Mondo Google, letto 661 volte)
Il nuovo Xiaomi 15T Pro con il potente processore MediaTek Dimensity 9400+
Xiaomi presenta il 15T Pro con il rivoluzionario processore MediaTek Dimensity 9400+ a 3nm, ridefinendo le prestazioni nel gaming mobile. Con fotocamere Leica, display 144Hz e tecnologie all'avanguardia, questo flagship Android parte da 799,90 euro e promette di cambiare gli standard del segmento premium. Un concentrato di innovazione per gli utenti più esigenti. LEGGI TUTTO
Un processore che ridefinisce le prestazioni
Il cuore pulsante del Xiaomi 15T Pro è il nuovo MediaTek Dimensity 9400+, realizzato con processo produttivo a 3 nanometri che garantisce prestazioni eccezionali e un'efficienza energetica ottimizzata. Questo SoC rappresenta un significativo passo avanti rispetto alla generazione precedente, con una CPU octa-core che può raggiungere frequenze fino a 3,63 GHz. La configurazione tecnica include 12 GB di memoria RAM LPDDR5X e fino a 1 TB di storage UFS 4.1, specifiche che posizionano il dispositivo ai vertici del settore.
Il sistema di raffreddamento 3D IceLoop separa efficacemente vapore e liquido, distribuendo l'energia termica lontano dal processore per mantenere prestazioni costanti anche durante sessioni di gaming intensive. Questa soluzione tecnica permette al Dimensity 9400+ di esprimere al meglio le proprie potenzialità senza compromessi dovuti al surriscaldamento.
Display e design per l'intrattenimento premium
Il display AMOLED da 6,83 pollici con risoluzione 1.5K (2772×1280 pixel) del 15T Pro raggiunge picchi di luminosità di 3200 nit, garantendo un'eccellente visibilità anche sotto la luce solare diretta. La frequenza di aggiornamento variabile fino a 144 Hz assicura fluidità estrema nelle animazioni e nei contenuti multimediali, mentre il supporto HDR10+ e Dolby Vision eleva la qualità della riproduzione video.
La protezione Corning Gorilla Glass 7i e la certificazione IP68 testimoniano l'attenzione di Xiaomi verso la durabilità del dispositivo. La scocca con cornici piatte utilizza una lega di alluminio 6M13 che offre maggiore rigidità strutturale, mentre il retro in fibra di vetro conferisce un aspetto premium mantenendo un peso contenuto.
Fotografia professionale con tecnologie Leica
La partnership con Leica si concretizza in un sistema triplo di fotocamere posteriori che include un sensore principale da 50 MP con ottiche Summilux e apertura ƒ/1.62, progettato per eccellere in condizioni di scarsa illuminazione. Il teleobiettivo Leica 5x Pro rappresenta una delle innovazioni più significative, abilitando zoom ottico 5x e supportando ingrandimenti fino a 20x con tecnologia Ultra Zoom.
Le lunghezze focali coprono un range da 15 a 230 mm, offrendo versatilità creativa per qualsiasi scenario fotografico. Il sensore Light Fusion 900 con gamma dinamica di 13,5 EV cattura dettagli eccezionali anche nelle scene ad alto contrasto. La fotografia computazionale Xiaomi AISP 2.0 integra algoritmi avanzati per PortraitLM 2.0 e ColorLM 2.0, migliorando profondità, gamma tonale e fedeltà cromatica.
Autonomia e ricarica rapida per utenti esigenti
La batteria da 5500 mAh assicura un'autonomia prolungata anche con un utilizzo intensivo, supportata da tecnologie di ricarica all'avanguardia. La ricarica cablata da 90 Watt permette di recuperare energia rapidamente, mentre la ricarica wireless da 50 Watt offre comodità d'uso quotidiano. HyperOS 3, la nuova interfaccia basata su Android 16, ottimizza i consumi energetici attraverso algoritmi intelligenti di gestione delle risorse.
Il sistema operativo introduce funzionalità di interconnettività avanzate con l'ecosistema Xiaomi, permettendo sincronizzazione seamless tra smartphone, tablet e dispositivi AIoT. Le funzioni di intelligenza artificiale integrate migliorano l'esperienza utente attraverso suggerimenti proattivi e automazioni personalizzate.
Posizionamento competitivo nel mercato premium
Con un prezzo di partenza di 799,90 euro, il Xiaomi 15T Pro si posiziona strategicamente nel segmento premium, offrendo specifiche comparabili a dispositivi di fascia superiore a un costo più accessibile. La disponibilità immediata su Mi.com, Amazon e presso i principali retailer facilita l'accesso al dispositivo per i consumatori interessati.
Il bundle di lancio include il Xiaomi Watch S4 e offre la possibilità di partecipare al contest "Vinci le Nitto ATP Finals" di Torino, aggiungendo valore all'acquisto. Questa strategia commerciale dimostra l'impegno di Xiaomi nel creare un ecosistema integrato di prodotti e servizi per i propri utenti.
Il Xiaomi 15T Pro rappresenta un importante passo avanti nell'evoluzione degli smartphone Android, combinando prestazioni eccellenti, qualità fotografica professionale e un prezzo competitivo. L'introduzione del MediaTek Dimensity 9400+ e le tecnologie Leica posizionano questo dispositivo come una delle opzioni più interessanti per chi cerca un flagship Android completo e versatile nel panorama attuale del mercato mobile.
Di Alex (del 04/10/2025 @ 20:00:00, in Mondo Google, letto 639 volte)

Lo smartphone Xiaomi 15 Pro che mostra il suo modulo fotocamera Leica
Xiaomi lancia la sua nuova ammiraglia, il 15 Pro, e lo fa con un messaggio forte e chiaro al mercato: la sfida ai colossi come Samsung e Apple è più accesa che mai. Puntando tutto su un comparto fotografico ulteriormente evoluto in collaborazione con Leica e su una velocità di ricarica che lascia sbalorditi, questo smartphone si presenta come un concentrato di tecnologia pensato per chi non vuole compromessi, ma con un occhio di riguardo al prezzo. LEGGI TUTTO
Un comparto fotografico firmato Leica che punta al vertice
Il cuore della proposta di Xiaomi 15 Pro è senza dubbio il sistema di fotocamere. Quest'anno, la partnership con Leica si fa ancora più stretta, con l'adozione di un nuovo sensore principale da 1 pollice, il Sony LYT-900, dotato di un sistema di apertura variabile. Questa soluzione permette un maggiore controllo sulla profondità di campo e migliora drasticamente le performance in condizioni di scarsa illuminazione. I profili colore "Leica Vibrant" e "Leica Authentic" sono stati ulteriormente affinati per restituire scatti dall'aspetto professionale con un solo tocco, offrendo una versatilità che accontenta sia i puristi che gli amanti dei colori più saturi.
Specifiche e la magia della ricarica HyperCharge a 200W
Sotto la scocca batte il cuore del nuovo Snapdragon 8 Gen 4, affiancato da memorie RAM velocissime e storage UFS 4.0. Ma il dato che impressiona di più è la tecnologia HyperCharge da 200W. Secondo i test, il telefono è in grado di passare da 0 a 100% in meno di 10 minuti, un risultato sbalorditivo che cambia radicalmente le abitudini di ricarica. Anche la ricarica wireless è stata potenziata, raggiungendo gli 80W.
- SoC: Qualcomm Snapdragon 8 Gen 4
- Display: 6.73" LTPO AMOLED C8, 2K, 1-144Hz, 3000 nits (picco)
- Fotocamera Principale: 50MP Sony LYT-900 da 1 pollice con apertura variabile
- Fotocamere Secondarie: Ultra-grandangolare 50MP, Teleobiettivo 50MP
- Batteria: 5000 mAh
- Ricarica Cablata: HyperCharge 200W
- Ricarica Wireless: 80W
- Software: HyperOS basato su Android 16
Display e software, un'esperienza premium
Il pannello frontale è un'unità AMOLED C8 di ultima generazione, un vero spettacolo per gli occhi. La risoluzione 2K, l'altissima luminosità di picco e la frequenza di aggiornamento variabile fino a 144Hz garantiscono una fluidità e una qualità visiva ai massimi livelli, perfette sia per il gaming che per la fruizione di contenuti multimediali. Il tutto è gestito da HyperOS, l'interfaccia proprietaria di Xiaomi che, basata su Android 16, si dimostra ormai matura, scattante e ricca di personalizzazioni utili, abbandonando definitivamente le incertezze del passato.
Lo Xiaomi 15 Pro è la dimostrazione di come l'azienda cinese sia ormai un player consolidato nel segmento premium. Non è più solo una scheda tecnica impressionante, ma un prodotto completo, curato e con una forte identità, soprattutto fotografica. Offre una delle migliori esperienze Android sul mercato, con l'innegabile vantaggio di una tecnologia di ricarica che nessun altro può vantare. Per chi cerca un'alternativa valida, e per certi versi superiore, ai soliti noti, questo smartphone è senza dubbio una delle scelte più intelligenti e convincenti del 2025.
Di Alex (del 04/10/2025 @ 16:00:00, in SmartTV Monitor Proiettori, letto 509 volte)

Il monitor da gaming MSI MPG 321URX QD-OLED mostra un'immagine di gioco vibrante
Il mercato dei monitor da gaming ha un nuovo punto di riferimento: MSI lancia l'MPG 321URX, un display che unisce le tre caratteristiche più desiderate dai videogiocatori più esigenti: risoluzione 4K, frequenza di aggiornamento di 240Hz e la superba qualità visiva della tecnologia QD-OLED. Un prodotto che sulla carta si presenta come definitivo, promettendo un'esperienza di gioco senza compromessi, fluida e visivamente sbalorditiva. Analizziamolo nel dettaglio. LEGGI TUTTO
Il pannello QD-OLED di terza generazione fa la differenza
Il cuore pulsante di questo monitor è il suo pannello Quantum Dot OLED di ultima generazione. Questa tecnologia combina i vantaggi degli schermi OLED, come i neri assoluti e un rapporto di contrasto infinito, con la brillantezza e l'ampia gamma cromatica dei Quantum Dots. Il risultato è un'immagine incredibilmente realistica, con colori saturi ma precisi e una luminosità di picco che gli permette di ottenere la certificazione VESA DisplayHDR True Black 400, garantendo un'esperienza HDR di altissimo livello sia nei giochi che nella visione di film.
Specifiche da sogno per i gamer più esigenti
Oltre alla qualità del pannello, sono le specifiche tecniche a posizionare questo monitor al vertice della categoria. La combinazione di risoluzione 4K (3840x2160) e refresh rate a 240Hz offre un livello di dettaglio e fluidità eccezionale, a patto di avere una scheda video di fascia altissima in grado di supportarla. Il tempo di risposta di soli 0,03ms (GtG) elimina poi qualsiasi effetto di ghosting o motion blur, garantendo una reattività istantanea nei titoli più competitivi.
- Pannello: 31.5" QD-OLED di terza generazione
- Risoluzione: 4K UHD (3840 x 2160)
- Frequenza di aggiornamento: 240Hz
- Tempo di risposta: 0.03ms (Gray-to-Gray)
- Connettività: 1x DisplayPort 1.4, 2x HDMI 2.1, 1x USB-C (90W Power Delivery)
- HDR: VESA DisplayHDR True Black 400
- Sync: Adaptive Sync (certificato FreeSync Premium Pro)
Connettività completa e funzioni per la longevità
MSI non ha trascurato la dotazione di porte, che risulta completa e versatile. Le due porte HDMI 2.1 supportano pienamente la risoluzione 4K a 120Hz per le console di ultima generazione come PlayStation 5 e Xbox Series X. La porta USB-C con Power Delivery da 90W è una manna dal cielo per chi usa un notebook, permettendo di trasmettere il segnale video e ricaricare il portatile con un unico cavo. Particolare attenzione è stata posta anche alla salvaguardia del pannello, con la suite MSI OLED Care 2.0 che integra funzioni come Pixel Shift e rilevamento di loghi statici per prevenire il rischio di burn-in.
L'MSI MPG 321URX QD-OLED si candida senza mezzi termini a miglior monitor da gaming sul mercato. Offre un pacchetto di specifiche tecniche che fino a poco tempo fa era pura fantascienza, unendo dettaglio, fluidità e una qualità d'immagine mozzafiato. È un prodotto elitario, sia per il prezzo di listino che per la potenza hardware che richiede per essere sfruttato al massimo, ma per chi sta assemblando una postazione da gioco senza compromessi, rappresenta un investimento che garantisce un'esperienza visiva di livello superiore e a prova di futuro.
Di Alex (del 04/10/2025 @ 07:00:00, in Linux e Open Source, letto 583 volte)
Raspberry Pi 500+: PC in una tastiera meccanica con SSD e 16 GB
Il Raspberry Pi 500+ evolve il concetto di "computer nella tastiera", correggendo la più grande mancanza del suo predecessore. Con l'aggiunta del supporto NVMe nativo, una tastiera meccanica RGB e più RAM, questo nuovo modello si rivolge a un pubblico più esigente. Ma il prezzo più alto e alcune scelte di design, come l'accesso scomodo al GPIO, giustificano l'upgrade? Analizziamo a fondo il nuovo all-in-one per hobbisti e professionisti. LEGGI TUTTO
Design e novità: meccanica, RGB e NVMe
A prima vista, il Raspberry Pi 500+ mantiene il familiare formato a cuneo del suo predecessore, ma le somiglianze finiscono presto. La novità più evidente è la tastiera: si passa da una membrana a una soluzione con switch meccanici Gateron Blue a basso profilo, offrendo un'esperienza di digitazione "clicky" e tattile, decisamente superiore. A questo si aggiunge una retroilluminazione RGB, esteticamente piacevole ma funzionalmente superflua per molti. Il cambiamento più importante, però, è nascosto all'interno. Rimuovendo il pannello inferiore, ora fissato con viti a croce standard, si accede finalmente a uno slot M.2 per SSD NVMe, la caratteristica più richiesta e la principale lacuna del modello precedente. Questa aggiunta trasforma il dispositivo da un semplice "giocattolo" per smanettoni a una postazione di lavoro compatta e reattiva.
Tuttavia, queste innovazioni comportano dei compromessi. Il dispositivo è leggermente più grande e alto per accomodare lo slot NVMe e i nuovi switch. Inoltre, come per il passato, l'accesso ai 40 pin GPIO rimane scomodo, relegato sul retro, e mancano del tutto i connettori per fotocamera (CSI) e display (DSI), limitando alcuni progetti di hobbistica.
- Processore: Quad-core 64-bit Arm (lo stesso del Raspberry Pi 5)
- RAM: Fino a 16 GB
- Storage Primario: Slot per scheda microSD
- Storage Secondario: Slot M.2 per SSD NVMe (accessibile dall'utente)
- Tastiera: Meccanica con switch Gateron Blue a basso profilo e retroilluminazione RGB
- Connettività: Wi-Fi 802.11ac, Bluetooth 5.0, Gigabit Ethernet
- Porte: 2x USB 3.0, 1x USB 2.0, 2x micro HDMI (supporto dual 4K60), 40-pin GPIO
- Alimentazione: USB-C
Prestazioni e temperature: un gigante silenzioso
Sotto il cofano, il Pi 500+ utilizza la stessa scheda del Raspberry Pi 5, garantendo prestazioni eccellenti. Il vero punto di forza, però, è la gestione termica. Come il suo predecessore, il 500+ integra un enorme dissipatore passivo in alluminio che copre l'intera PCB. Il risultato è notevole: anche sotto stress test prolungati, la CPU rimane ben al di sotto della soglia di thermal throttling, persino con overclock spinti fino a 3 GHz. Questo lo rende una macchina silenziosa e performante, ideale per carichi di lavoro sostenuti senza la necessità di ventole aggiuntive. Il consumo energetico rimane contenuto, oscillando tra i 2.6W in idle e circa 10W durante la riproduzione video con la tastiera illuminata.
Prezzo e conclusioni: vale la spesa?
Il Raspberry Pi 500+ si posiziona in una fascia di prezzo più alta, circa 200 dollari per il modello da 16GB di RAM. Se si considera il costo di un Raspberry Pi 5 base, un SSD NVMe, un HAT per l'SSD e una tastiera meccanica di qualità, il prezzo dell'all-in-one risulta competitivo. È la soluzione ideale per chi cerca una postazione di lavoro Linux compatta, silenziosa e performante, pronta all'uso. Tuttavia, per i maker che necessitano di un accesso facile al GPIO o di connettori specifici per fotocamere, il classico Raspberry Pi 5 con accessori separati rimane una scelta più flessibile e, potenzialmente, più economica.
In definitiva, il Raspberry Pi 500+ è una maturazione intelligente e benvenuta. L'integrazione dello storage NVMe e di una tastiera meccanica di qualità lo elevano da semplice curiosità per hobbisti a un vero e proprio personal computer ultra-compatto. Non è per tutti, e i puristi del "making" potrebbero trovarlo limitante, ma per chi desidera un'esperienza desktop Linux "out-of-the-box" potente e raffinata, il 500+ rappresenta una delle proposte più interessanti e complete sul mercato.
Di Alex (del 03/10/2025 @ 20:00:00, in Fantascienza e rigore scientifico, letto 645 volte)

Una composizione di scene da film di fantascienza recenti, che riflettono le ansie della società.
Il cinema di fantascienza funziona da sempre come specchio delle ansie e aspirazioni della società. Le opere prodotte nel periodo 2020-2025 riflettono le preoccupazioni contemporanee riguardo all'IA, alla colonizzazione spaziale, alle pandemie e alle disuguaglianze sociali. Da "Atlas" a "Mickey 17" di Bong Joon-ho, passando per franchise come "Tron", questi film non si limitano a intrattenere, ma pongono domande fondamentali sul tipo di futuro che stiamo costruendo. LEGGI TUTTO
Umanità e intelligenza artificiale
Un tema ricorrente è la relazione complessa tra umanità e intelligenza artificiale, spesso rappresentata in macchine da guerra o compagni robotici. Film come Atlas (2024) esplorano apertamente questa dinamica, mettendo in scena battaglie tra mech che ricordano il videogioco Titanfall, dove la sinergia tra pilota e macchina è fondamentale. Questo riflette un dibattito reale sull'uso dell'IA in ambito militare e sulla crescente interdipendenza tra esseri umani e sistemi autonomi.
Distopia sociale e pandemie
La distopia sociale e la critica al capitalismo sono al centro di opere come Mickey 17 (2025) di Bong Joon-ho. Ambientato in un futuro di colonizzazione spaziale guidata dallo sfruttamento, il film usa il concetto di un "sacrificabile" clonabile per esplorare temi di identità e disuguaglianza di classe. Anche il tema delle pandemie continua a risuonare. Film come Little Fish (una pandemia che causa la perdita della memoria) e Red Plague (un virus che altera la natura umana) esplorano l'impatto di minacce invisibili sulla società.
Franchise e visioni originali
La fantascienza a basso budget continua a offrire visioni originali, come Vesper (2022), che dimostra come non siano necessari effetti speciali colossali per creare un mondo credibile. Allo stesso tempo, franchise consolidati come Tron (con Tron: Ares previsto per dicembre 2025) e Predator continuano a espandere le loro mitologie, dimostrando la longevità del genere.
Queste opere cinematografiche, nel loro insieme, non si limitano a intrattenere. Funzionano come esperimenti mentali collettivi, permettendoci di esplorare le conseguenze delle nostre scelte attuali e di riflettere sul nostro rapporto con la tecnologia, sulla struttura delle nostre società e sul significato di essere umani in un mondo in rapida trasformazione.
Di Alex (del 03/10/2025 @ 16:00:00, in Software e Sicurezza, letto 566 volte)

La trasformazione della figura dell'hacker, da pioniere a professionista della cybersecurity.
La cultura hacker, nata nei laboratori del MIT negli anni '60, ha subito una profonda evoluzione. Da una sottocultura basata sulla curiosità intellettuale e la condivisione, si è trasformata in un fenomeno globale che spazia dall'attivismo alla criminalità, fino a diventare una professione fondamentale per la sicurezza aziendale. Questa analisi ripercorre la traiettoria da figure come "Cap'n Crunch" e Kevin Mitnick fino ai "white hat" di oggi, assunti dalle grandi aziende. LEGGI TUTTO
Le origini: l'etica della curiosità
Le origini della cultura hacker risiedono in un'etica basata sulla curiosità, la condivisione libera delle informazioni e la convinzione che i computer potessero migliorare la vita. I primi hacker, come quelli del MIT, erano spinti dal desiderio di esplorare i limiti dei sistemi. Figure come John Draper (alias "Cap'n Crunch") e i primi "phreaker", che esploravano la rete telefonica, incarnavano questo spirito di esplorazione giocosa e anti-autoritaria.
La svolta e l'immagine pubblica
Con la rivoluzione del personal computer e la crescente interconnessione delle reti, è emersa una nuova forma di hacking. La figura di Kevin Mitnick negli anni '90 è diventata emblematica: un hacker che utilizzava sofisticate tecniche di social engineering. La reazione dei media, amplificata da film come WarGames, ha contribuito a creare un'immagine pubblica negativa dell'hacker come criminale informatico, oscurando la distinzione fondamentale tra "white hat" (etici) e "black hat" (criminali).
L'hacker oggi: una professione mainstream
Oggi, la cultura hacker è più diversificata che mai. Eventi come DEF CON riuniscono un'ampia gamma di persone, dai punk ai professionisti della sicurezza in giacca e cravatta. Molti hacker che un tempo operavano ai margini della legalità sono stati assunti da grandi aziende e agenzie governative per testare e rafforzare le difese digitali. L'hacking, inteso come la capacità di manipolare sistemi complessi in modi creativi, è diventato una competenza essenziale.
Sebbene la minaccia della criminalità informatica sia più reale che mai, la cultura hacker originale, con la sua enfasi sulla conoscenza, la curiosità e la risoluzione creativa dei problemi, non solo sopravvive, ma è diventata una forza trainante sia per l'innovazione tecnologica che per la sicurezza digitale globale.

La funzione "Search Party" di Ring trasforma le videocamere di quartiere in una rete per ritrovare gli animali smarriti.
La smart home evolve da insieme di dispositivi isolati a rete intelligente e proattiva. I device non eseguono solo ordini, ma collaborano per risolvere problemi reali. L'innovazione di Ring (Amazon) incarna questa transizione: con la funzione "Search Party", la videocamera di sicurezza non è più passiva, ma diventa il nodo di una rete sociale che usa l'IA per ritrovare gli animali smarriti. ARTICOLO COMPLETO
"Search Party": l'IA al servizio della comunità (e dell'ecosistema)
Il funzionamento di "Search Party" è un esempio elegante di interazione tra utente, cloud AI e una rete distribuita di sensori. Il processo si articola in pochi, semplici passaggi:
- Segnalazione: Un utente si accorge che il proprio cane è smarrito e lo segnala tramite l'app Ring, fornendo una foto e una descrizione.
- Attivazione della Rete: La segnalazione attiva automaticamente una scansione basata su intelligenza artificiale su tutte le videocamere Ring esterne dei vicini che si trovano nelle immediate vicinanze.
- Rilevamento e Notifica: Gli algoritmi di IA analizzano i flussi video alla ricerca di cani che corrispondano alle caratteristiche di quello smarrito. Se viene rilevata una possibile corrispondenza, il proprietario della videocamera che ha effettuato il rilevamento riceve una notifica sull'app. La notifica include la foto del cane smarrito e il frammento di video pertinente.
- Controllo della Privacy: A questo punto, la privacy dell'utente è prioritaria. La persona che ha ricevuto la notifica ha il pieno controllo della situazione: può semplicemente ignorare l'avviso oppure, se ritiene che la corrispondenza sia valida, può scegliere di condividere il filmato e la posizione con il proprietario del cane in difficoltà.
Questa funzionalità risponde a un bisogno reale e molto sentito: solo nell'ultimo anno, all'interno dell'app Ring Neighbors sono stati pubblicati oltre un milione di post relativi ad animali smarriti o ritrovati. Il lancio della funzione è previsto per novembre per i cani, con un'estensione a gatti e altri animali domestici nei mesi successivi.
La scelta del nome "Search Party" (squadra di ricerca) è una mossa di marketing particolarmente astuta. Invece di usare una terminologia tecnica, evoca un'immagine positiva di collaborazione e aiuto reciproco. In questo modo, Ring trasforma un atto passivo (possedere una videocamera) in un'azione proattiva e socialmente apprezzata ("aiutare un vicino"). Questo non solo aumenta il coinvolgimento degli utenti e il valore percepito dell'ecosistema, ma contribuisce anche a normalizzare l'idea di una sorveglianza basata sull'IA e condivisa a livello di quartiere.
Oltre la sicurezza: un ecosistema di assistenti AI
"Search Party" non è un'iniziativa isolata, ma si inserisce in una strategia più ampia di Amazon e Ring volta a infondere intelligenza artificiale in tutta la loro gamma di prodotti, trasformandoli da semplici sensori a veri e propri assistenti proattivi. Altre due nuove funzionalità basate sull'IA sono state annunciate contestualmente:
- Alexa+ Greetings: Questa funzione trasforma Alexa in un "portiere virtuale". L'assistente vocale può interagire con chi suona alla porta, gestire le consegne fornendo istruzioni ai corrieri, e persino chiedere lo scopo della visita a venditori o sconosciuti, informando il proprietario.
- Familiar Faces: Sfruttando il riconoscimento facciale, il sistema impara a riconoscere i volti delle persone familiari (familiari, amici, il postino). Questo permette di ridurre drasticamente le notifiche non necessarie, inviando un avviso solo quando una persona sconosciuta si avvicina alla porta.
Mentre "Search Party" e "Familiar Faces" saranno disponibili su tutti i dispositivi Ring, la funzione più avanzata Alexa+ Greetings richiederà l'hardware delle nuove videocamere con risoluzione 2K o 4K.
L'hardware che abilita l'intelligenza: la nuova gamma 4K "Retinal Vision"
Un'intelligenza artificiale efficace richiede dati di alta qualità. Per questo motivo, il lancio delle nuove funzionalità software è stato accompagnato da una nuova generazione di hardware. La tecnologia, denominata "Retinal Vision", non si limita a un aumento della risoluzione fino a 4K, ma rappresenta un'ottimizzazione dell'intero processo di acquisizione dell'immagine attraverso un "AI tuning". Questo si traduce in video più nitidi, uno zoom digitale fino a 10x e prestazioni notevolmente migliorate in condizioni di scarsa illuminazione. Come affermato dalla stessa azienda, un video più chiaro "sblocca un nuovo livello di intelligenza, dove ogni funzione diventa più efficace".
La nuova gamma di prodotti, già disponibile per il pre-ordine, include diversi modelli con prezzi e caratteristiche differenti.
| Modello | Risoluzione | Prezzo di Lancio (US) | Prezzo di Lancio (€ - se disponibile) |
|---|---|---|---|
| Wired Doorbell Pro | 4K | $249.99 | €249,99 |
| Spotlight Cam Pro 4K | 4K | $249.99 | - |
| Floodlight Cam Pro 4K | 4K | $279.99 | €279,99 |
| Outdoor Cam Pro 4K | 4K | $199.99 | €199,99 |
| Wired Doorbell Plus | 2K | $179.99 | €179,99 |
| Indoor Cam Plus | 2K | $59.99 | €59,99 |
| Wired Doorbell Elite (PoE) | 4K | $499.99 | - |
Conclusioni: verso una domotica proattiva e le sue implicazioni
Funzionalità come "Search Party" segnano un cambiamento di paradigma per la domotica. L'IA non è più solo reattiva, ma diventa proattiva: non attende un comando, ma anticipa un bisogno e agisce in autonomia. Sebbene l'utilità di una funzione come questa sia innegabile e il suo appeal emotivo molto forte, è importante riflettere sulle sue implicazioni più ampie. Il meccanismo di base consiste nell'autorizzare un'azienda a utilizzare algoritmi per scansionare, su larga scala, i flussi video privati di un intero quartiere alla ricerca di specifici pattern.
Attraverso una funzione così intrinsecamente "positiva", si costruisce e si normalizza un'infrastruttura tecnologica e sociale di sorveglianza algoritmica che, in futuro, potrebbe essere utilizzata per scopi molto diversi. Oggi si cerca un cane smarrito; domani si potrebbe essere chiamati a cercare una persona, un veicolo sospetto o a monitorare comportamenti ritenuti "anomali".
La discussione, quindi, deve necessariamente andare oltre l'utilità immediata per interrogarsi sulle conseguenze a lungo termine della creazione di queste potenti reti di sorveglianza, anche quando nascono con le migliori intenzioni.
Di Alex (del 03/10/2025 @ 13:56:53, in Scienza e Spazio, letto 655 volte)

Rappresentazione artistica del protopianeta WISPIT 2b mentre accumula gas dal disco circumstellare.
L'astronomia ci offre raramente la possibilità di assistere alla nascita di un mondo. Con un "Discovery Alert", la NASA ha annunciato la prima immagine diretta di un pianeta neonato, WISPIT 2b, ancora in crescita nel suo disco di gas e polveri. Questa osservazione è una pietra miliare: la formazione planetaria passa dalla teoria all'osservazione diretta. A 437 anni luce, stiamo guardando un'istantanea della creazione. ARTICOLO COMPLETO
Identikit di WISPIT 2b: un Giove ai tempi della Genesi
Il protagonista di questa scoperta è un oggetto celeste denominato WISPIT 2b, un protopianeta che offre uno sguardo su come potevano apparire i giganti gassosi del nostro Sistema Solare nelle loro primissime fasi di vita. Le sue caratteristiche sono impressionanti:
- Tipo e Massa: È un gigante gassoso con una massa stimata in circa 5 volte quella di Giove, il pianeta più grande del nostro vicinato cosmico.
- Età: È incredibilmente giovane in termini astronomici, con un'età di circa 5 milioni di anni. Per fare un confronto, è quasi 1.000 volte più giovane del nostro pianeta Terra.
- Orbita: Si trova a una distanza considerevole dalla sua stella madre, WISPIT 2, orbitando a circa 56 unità astronomiche (AU), dove 1 AU è la distanza media Terra-Sole. Se si trovasse nel nostro Sistema Solare, la sua orbita sarebbe ben oltre quella di Nettuno, ai confini della Fascia di Kuiper.
La tecnica dietro l'immagine: catturare la luce della nascita
È importante chiarire che non si tratta di una "fotografia" nel senso tradizionale del termine, come scatteremmo una foto con una macchina fotografica. L'immagine di WISPIT 2b è il risultato di una tecnica scientifica estremamente sofisticata, che dimostra come l'innovazione tecnologica sia il motore delle scoperte più rivoluzionarie. Gli astronomi non hanno catturato la debole luce riflessa dal pianeta, un'impresa quasi impossibile data l'accecante luminosità della stella vicina. Hanno invece rilevato un segnale specifico: la luce H-alpha (idrogeno-alfa).
Secondo i modelli teorici, quando un protopianeta cresce, attira gravitazionalmente enormi quantità di gas idrogeno dal disco circostante. Questo gas, precipitando sulla superficie del pianeta a velocità estreme, forma un plasma surriscaldato che emette una caratteristica luce rossastra, appunto la riga spettrale H-alpha. La scoperta è stata possibile grazie all'utilizzo dello strumento di ottica adattiva estrema MagAO-X, installato sul Telescopio Magellan in Cile. Questo strumento è stato specificamente progettato per isolare e rilevare questa debolissima firma luminosa, cancellando digitalmente la luce della stella madre.
Questa non è stata una scoperta casuale, ma il culmine di una strategia scientifica mirata. La teoria prevedeva l'emissione H-alpha; gli ingegneri hanno costruito uno strumento capace di vederla; e gli astronomi lo hanno puntato verso un obiettivo promettente, la stella WISPIT 2, già nota per possedere un disco protoplanetario con anelli e "vuoti". È un perfetto esempio del ciclo virtuoso della scienza moderna, dove teoria, ingegneria e osservazione convergono per produrre una svolta.
La prova definitiva: un pianeta nel "vuoto"
La posizione di WISPIT 2b all'interno del disco protoplanetario è forse l'aspetto più significativo della scoperta. Per anni, gli astronomi hanno osservato dischi di gas e polvere attorno a stelle giovani che presentavano delle evidenti lacune, delle fasce circolari scure e vuote. La teoria prevalente era che questi "gap" fossero creati da pianeti in formazione che, orbitando, agivano come degli "spazzaneve" cosmici, ripulendo la propria corsia dal materiale circostante.
Tuttavia, nonostante innumerevoli osservazioni, nessuno era mai riuscito a individuare direttamente un pianeta all'interno di uno di questi vuoti. Questa assenza di prove dirette aveva creato una "tensione nella letteratura scientifica", portando alcuni a dubitare che i pianeti fossero effettivamente la causa di tali strutture. La fotografia di WISPIT 2b, che appare come un puntino luminoso proprio nel mezzo di uno di questi anelli scuri, fornisce la prova del nove, la conferma osservativa inequivocabile che convalida decenni di modelli teorici.
Il sistema solare WISPIT 2: un'istantanea del nostro passato
WISPIT 2b non è solo. La sua stella madre, WISPIT 2, è un astro giovane e di massa simile al nostro Sole. Inoltre, le stesse osservazioni hanno rivelato la presenza di un secondo candidato pianeta, denominato CC1, situato più vicino alla stella, a una distanza di circa 14-15 AU. Questo secondo oggetto è ancora più massiccio, con una massa stimata di circa 9 volte quella di Giove.
L'intero sistema WISPIT 2 si presenta quindi come un incredibile laboratorio naturale per studiare le prime fasi della formazione di un sistema solare. Gli scienziati hanno affermato che osservare questo sistema è come vedere "come sarebbero apparsi i nostri Giove e Saturno quando erano 5.000 volte più giovani". Finora, lo studio degli esopianeti è stato in gran parte un esercizio statistico. Ora, con scoperte come questa, si sta passando dalla demografia alla biografia planetaria. Non ci si limita più a contare i pianeti, ma si assiste al loro processo di nascita, si misura la loro velocità di accrescimento e si studiano le loro interazioni.
Questa scoperta apre un nuovo capitolo nella nostra comprensione delle origini planetarie, aiutandoci a ricostruire non solo la storia di mondi lontani, ma anche quella, ancora per molti versi misteriosa, del nostro stesso Sistema Solare.

Il Lenovo Yoga Slim 7x, uno dei primi esponenti della nuova era Copilot+ PC.
Il mercato PC vive una trasformazione epocale. Con i "Copilot+ PC", Microsoft non lancia solo nuovo hardware, ma orchestra un ambizioso tentativo di traghettare l'ecosistema Windows dalla storica architettura x86 verso la più efficiente ARM. Una mossa strategica che, sfruttando l'IA e i processori Qualcomm, mira a replicare il successo di Apple Silicon, ridefinendo le aspettative su autonomia e prestazioni. ARTICOLO COMPLETO
Introduzione: La scommessa di Microsoft per un futuro post-x86
Il mercato dei personal computer sta vivendo un momento di trasformazione epocale, forse il più significativo dall'introduzione dei processori multi-core. Con il lancio della nuova categoria di "Copilot+ PC", Microsoft non sta semplicemente presentando un aggiornamento hardware, ma sta orchestrando un ambizioso e strategico tentativo di traghettare l'intero ecosistema Windows dalla storica architettura x86, dominata da Intel e AMD, verso la più efficiente architettura ARM. Questa mossa, incarnata da prodotti di punta come il nuovo Microsoft Surface Laptop 15", mira a replicare il successo di Apple con i suoi chip "Apple Silicon", che hanno ridefinito le aspettative in termini di autonomia, prestazioni per watt e integrazione tra hardware e software.
Il veicolo scelto per questa transizione è l'intelligenza artificiale. Sfruttando la partnership strategica con Qualcomm e i suoi processori Snapdragon X Elite, Microsoft sta posizionando i Copilot+ PC come i primi veri computer "pensati per l'IA". Tuttavia, un'analisi più approfondita rivela una realtà più sfumata. Le attuali funzionalità AI integrate in Copilot+, sebbene promettenti, si basano ancora in gran parte su WebApp e non sfruttano appieno la potenza di calcolo neurale (NPU) presente sul dispositivo. Questo crea un evidente scollamento tra la promessa del marketing — una rivoluzione basata sull'IA — e l'esperienza utente odierna, i cui benefici sono ancora in fase embrionale. Il vero, tangibile vantaggio per chi acquista oggi un Copilot+ PC non risiede tanto nell'intelligenza artificiale, quanto nell'efficienza energetica e nell'operatività silenziosa, caratteristiche intrinseche dell'architettura ARM. Di conseguenza, l'acquirente si trova di fronte a un dilemma: scommettere su un futuro promettente, accettando di pagare il prezzo di un presente ancora imperfetto e segnato da un ecosistema software in piena transizione.
Design e ingegneria: il Lenovo Yoga Slim 7x come vessillo della nuova era
In questo scenario di transizione, il Lenovo Yoga Slim 7x emerge come un esempio lampante di eccellenza ingegneristica, un vessillo hardware che attende una controparte software altrettanto matura. Il dispositivo si presenta con uno chassis in alluminio di alta qualità, caratterizzato da un peso di appena 1.28 kg e uno spessore di 12.9 mm, misure che lo pongono in diretta competizione con il MacBook Air. La robustezza è garantita dalla certificazione di resistenza secondo standard militari MIL-STD-810H, un dettaglio che ne sottolinea la vocazione alla mobilità.
Il vero pezzo forte del notebook è, senza dubbio, il display. Lenovo ha equipaggiato lo Yoga Slim 7x con un pannello OLED touch da 14.5 pollici con risoluzione 3K (2944x1840 pixel), un refresh rate di 90 Hz e una luminosità di picco che raggiunge i 1000 nits, garantendo la piena copertura dello spazio colore DCI-P3. Le recensioni lo definiscono unanimemente "splendido" e "assolutamente meraviglioso", un punto di riferimento per la categoria. Anche il comparto di input è di altissimo livello, con una tastiera e un touchpad che offrono un'esperienza di digitazione e navigazione definita "estremamente piacevole". Tuttavia, la ricerca della massima sottigliezza ha comportato un compromesso sul fronte della connettività: la dotazione di porte è limitata a tre USB-C, senza un jack audio da 3.5 mm o altre uscite video dedicate, una scelta che sacrifica parte della versatilità sull'altare del design.
Questa analisi evidenzia un divario significativo tra la maturità dell'hardware e quella del software. L'industria dei PC Windows sembra aver raggiunto un plateau nell'innovazione puramente fisica; il prossimo salto qualitativo non potrà più derivare da chassis marginalmente più sottili o schermi leggermente più luminosi, ma dovrà necessariamente scaturire da un'integrazione più profonda e ottimizzata con il software. Lo Yoga Slim 7x è, in questo senso, un prodotto eccellente "intrappolato" in un ecosistema che deve ancora completare la sua evoluzione.
Il motore della rivoluzione: analisi dello Snapdragon X Elite
Al centro della nuova piattaforma Copilot+ PC si trova il processore Qualcomm Snapdragon X Elite, un System-on-a-Chip (SoC) progettato per sfidare il dominio di Intel, AMD e Apple. Il cuore della strategia di marketing è la sua Neural Processing Unit (NPU), capace di erogare ben 45 TOPS (Trillion Operations Per Second), un valore che al momento del lancio lo posiziona ai vertici del settore per le operazioni di intelligenza artificiale on-device.
Le prestazioni della CPU, sia in single-core che in multi-core, sono state definite "buone" e competitive con le controparti x86 per l'uso quotidiano. La GPU integrata Adreno, d'altro canto, mostra performance più altalenanti. Nei benchmark sintetici come 3DMark, si posiziona in modo competitivo rispetto alle grafiche integrate di Intel e AMD, ma rimane distante dalle prestazioni offerte dalle GPU dedicate, rendendo il gaming di fascia alta ancora problematico. Il vero punto di forza dello Snapdragon X Elite risiede però nell'efficienza energetica. I consumi ridotti si traducono in un'autonomia che copre l'intera giornata lavorativa e oltre, e in un funzionamento quasi sempre fresco e completamente silenzioso, con le ventole che raramente si attivano nell'uso quotidiano.
Questo sposta il paradigma di valutazione delle performance. Tradizionalmente, l'industria ha misurato la potenza di un processore attraverso benchmark di calcolo puro. Lo Snapdragon X Elite, pur essendo competente, non domina su questo terreno. La sua superiorità risiede in quella che si potrebbe definire "performance esperienziale": la capacità di lavorare per oltre 15 ore senza bisogno di un caricabatterie, di non essere mai disturbati dal rumore delle ventole e di avere un dispositivo sempre connesso e reattivo. Microsoft e Qualcomm stanno scommettendo che, per la vasta maggioranza degli utenti (esclusi i gamer e i professionisti con carichi di lavoro estremi), questa esperienza d'uso quotidiana sia più preziosa dei meri numeri dei benchmark.
L'ostacolo principale: compatibilità e lacune dell'ecosistema Windows on ARM
Nonostante le promesse e l'eccellente hardware, la piattaforma Windows on ARM si scontra con un ostacolo storico e formidabile: la compatibilità software. La stragrande maggioranza delle applicazioni professionali e la quasi totalità del catalogo videoludico sono ancora compilate per l'architettura x86. Su un Copilot+ PC, questi programmi devono essere eseguiti attraverso uno strato di emulazione, con risultati spesso imprevedibili.
Le analisi sul campo sono inequivocabili: il gaming "non è il target di questo prodotto", con numerosi titoli che si rifiutano di avviarsi o che subiscono crash improvvisi. Anche software professionali cruciali, come DaVinci Resolve, possono presentare problemi di funzionamento. Gli utenti delle prime ore lamentano inoltre instabilità generale, lag e problemi con i driver di periferiche più datate, a dimostrazione che l'emulatore, per quanto notevolmente migliorato rispetto al passato, non è ancora una soluzione del tutto trasparente e priva di attriti.
Questa situazione evoca il preoccupante fantasma di Windows RT, il precedente tentativo fallito di Microsoft di entrare nel mondo ARM, naufragato proprio per la cronica mancanza di software. Sebbene la tecnologia di emulazione odierna sia infinitamente più sofisticata, il principio di fondo non cambia. Il successo o il fallimento dei Copilot+ PC non dipenderà dalle capacità di Qualcomm o dalla qualità costruttiva di Lenovo, ma dalla rapidità con cui gli sviluppatori di terze parti — da Adobe ad Autodesk, passando per Valve (Steam) — decideranno di abbracciare la compilazione nativa per ARM. Senza un massiccio supporto da parte dell'industria del software, la piattaforma rischia di rimanere confinata a una nicchia di utenti con esigenze molto specifiche (navigazione web, produttività da ufficio), ripetendo, su una scala diversa, gli errori del passato.
Verdetto e prospettive future: a chi si rivolge oggi un Copilot+ PC?
In sintesi, un Copilot+ PC come il Lenovo Yoga Slim 7x si rivolge oggi a un profilo di utente ben definito: il professionista o lo studente che privilegia la massima autonomia e portabilità e il cui flusso di lavoro si basa prevalentemente su applicazioni web, la suite Microsoft Office e altri software già disponibili nativamente per ARM. Al contrario, è una scelta sconsigliata per i videogiocatori, gli sviluppatori che utilizzano tool specifici non compatibili e i creativi che dipendono da suite professionali non ancora ottimizzate.
Il rapporto tra prezzo e valore è complesso. Il costo di listino è competitivo per un ultrabook di fascia premium, ma il valore percepito è inevitabilmente ridotto dalle attuali limitazioni software. Molti analisti concordano sul fatto che, ad oggi, un notebook tradizionale basato su architettura x86 offra ancora un rapporto complessivo tra prezzo, prestazioni e compatibilità superiore.
| Caratteristica | Lenovo Yoga Slim 7x | Microsoft Surface Laptop 15" | Notebook x86 di Riferimento (es. Dell XPS 14) |
|---|---|---|---|
| Processore | Snapdragon X Elite (NPU 45 TOPS) | Snapdragon X Elite (NPU 45 TOPS) | Intel Core Ultra 7 155H (NPU ~10 TOPS) |
| RAM | 16/32 GB LPDDR5X | 16/32 GB LPDDR5X | 16/32 GB LPDDR5X |
| Archiviazione | 512 GB / 1 TB NVMe PCIe 4.0 | 256 GB / 512 GB / 1 TB NVMe PCIe 4.0 | 512 GB / 1 TB NVMe PCIe 4.0 |
| Display | 14.5" 3K (2944x1840) OLED Touch 90Hz | 15" PixelSense (2496x1664) IPS Touch 120Hz | 14.5" FHD+ IPS o 3.2K OLED Touch |
| Autonomia Dichiarata | "Tutto il giorno" (~18+ ore video) | Fino a 22 ore di riproduzione video | ~10-14 ore di uso misto |
| Porte | 3x USB4 Type-C | 2x USB4 Type-C, 1x USB-A 3.1, Surface Connect | 3x Thunderbolt 4 (USB-C), microSD, Jack 3.5mm |
| Prezzo Indicativo | A partire da ~$1,199 | A partire da €1,418.99 | A partire da ~€1,500 |
La scommessa sui Copilot+ PC è, in ultima analisi, una scommessa sul futuro dell'ecosistema Windows.
Di Alex (del 03/10/2025 @ 12:00:00, in Scienza e Spazio, letto 596 volte)

Un'audizione del Congresso USA sui Fenomeni Anomali Non Identificati (UAP).
Il 2025 ha visto un'intensificazione del dibattito sui Fenomeni Anomali Non Identificati (UAP), che si sposta dalla fantascienza alla sicurezza nazionale. Le audizioni del Congresso USA e le attività dell'ufficio AARO del Pentagono evidenziano una profonda tensione tra le testimonianze, la richiesta di trasparenza e il rigoroso approccio del metodo scientifico. Mentre l'AARO non trova prove di tecnologia extraterrestre, la pressione politica e pubblica cerca conferme per esperienze percepite come anomale. LEGGI TUTTO
La posizione ufficiale e il conflitto con i testimoni
La definizione ufficiale di UAP fornita dal Pentagono è ampia e neutra: rilevamenti anomali non immediatamente attribuibili ad attori noti. L'ufficio AARO del Pentagono sottolinea che non esiste una singola spiegazione e che, a oggi, non è stata trovata alcuna prova di tecnologia extraterrestre, citando come cause più comuni "clutter" aereo, droni o fenomeni celesti. Tuttavia, questa posizione si scontra con le testimonianze al Congresso, dove alcuni hanno criticato l'AARO per "usare la scienza" per demistificare gli avvistamenti invece di confermarne la natura straordinaria.
L'ondata di avvistamenti e le questioni di sicurezza
L'ondata di avvistamenti di "droni misteriosi" tra fine 2024 e inizio 2025 ha alimentato il dibattito, con circa 8 milioni di segnalazioni in quattro mesi. Alcuni di questi eventi hanno riguardato incursioni in spazi aerei di basi militari ad alta sicurezza, sollevando serie questioni di sicurezza nazionale, indipendentemente dall'origine dei velivoli. In questo contesto, figure come l'astrofisico Avi Loeb insistono sulla necessità di un approccio puramente scientifico, basato sulla raccolta trasparente dei dati.
Un dibattito a un bivio
Il dibattito sugli UAP nel 2025 si trova a un bivio. Da un lato, c'è la necessità di affrontare le legittime preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Dall'altro, c'è la sfida di condurre un'indagine scientifica rigorosa su un fenomeno caratterizzato da dati spesso aneddotici e di bassa qualità. La risoluzione di questo enigma moderno richiederà un equilibrio tra apertura, scetticismo e, soprattutto, un impegno verso la raccolta di dati di alta qualità e l'analisi basata sull'evidenza.
Il fenomeno UAP mette in luce la difficoltà della nostra società nel gestire l'ignoto. La risoluzione non arriverà da aneddoti o teorie speculative, ma solo da un'indagine trasparente e rigorosa che segua i principi del metodo scientifico, per quanto le conclusioni possano essere meno straordinarie del previsto.
Pagine:
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 231 232 233 234 235 236 237 238 239 240 241 242 243 244 245 246 247 248 249 250 251 252 253 254 255 256 257 258 259 260 261 262 263 264 265 266 267 268 269 270 271 272 273 274 275 276 277 278 279 280 281 282 283 284 285 286 287 288 289 290 291 292 293 294 295 296 297 298 299 300 301 302 303 304 305 306 307 308 309 310 311 312 313 314 315 316 317 318 319 320 321 322 323 324 325 326 327 328 329 330 331 332 333 334 335 336 337 338 339 340 341 342 343 344 345 346 347 348 349 350 351 352 353 354 355 356 357 358 359 360 361 362 363 364 365 366 367 368 369 370 371 372 373 374 375 376 377 378 379 380 381 382 383 384 385 386 387 388 389 390 391 392 393 394 395 396 397 398 399 400 401 402 403 404 405 406 407 408 409 410 411 412 413 414 415 416 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558





Microsmeta Podcast
Feed Atom 0.3
Visite guidate a Roma







(p)Link
Commenti
Storico
Stampa