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Bannerman Castle: La Fortezza Delle Armi e le Ombre di Pollepel Island
I ruderi suggestivi di Bannerman Castle sulle acque del fiume Hudson
Sull'isola di Pollepel lungo il fiume Hudson si ergono i resti di Bannerman Castle, deposito militare edificato su terre sacre indigene. Tra violente esplosioni, roghi e anomalie elettromagnetiche, il maniero custodisce un passato denso di enigmi. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
Bonus Video
L'arsenale baronale nel cuore dell'Hudson
L'origine di Bannerman Castle affonda le proprie radici nell'intuizione commerciale e nell'eccentricità di Francis Bannerman VI, scozzese di nascita e tra i più grandi commercianti privati di surplus bellico della storia moderna. Nel novembre del 1900, dopo aver acquistato tonnellate di materiale d'armamento dismesso dall'esercito statunitense al termine della guerra ispano-americana, l'imprenditore si trovò di fronte all'obbligo imposto dalle autorità di New York City di allontanare dalla metropoli un quantitativo enorme di polvere nera e munizioni attive. La soluzione fu individuata circa ottanta chilometri più a nord, lungo la gola dell'Hudson Highland, su una lingua di roccia granitica di circa due virgola sei ettari nota come Pollepel Island. Tra il 1901 e il 1918 Bannerman progettò e fece innalzare senza l'ausilio di architetti una serie di strutture merlate in mattoni e calcestruzzo ispirate ai castelli medievali scozzesi, trasformando un isolotto desolato nel più imponente magazzino militare privato del continente americano. L'arsenale custodiva trenta milioni di cartucce, centinaia di cannoni navali, baionette e corazze, visibili da chiunque navigasse il corso d'acqua.
Il tabù indigeno e la sequenza delle sciagure
Molto prima che le mura merlate sorgessero sulla scogliera, l'isola era considerata un luogo sacro e interdetto dalle popolazioni native Munsee Lenape. Le antiche tradizioni tramandavano che Pollepel fosse abitata da entità custodi dei corsi fluviali e che calpestare la roccia trasportandovi strumenti di sangue e distruzione avrebbe provocato una collera implacabile. La storia materiale del sito sembra aver assecondato quella memoria ancestrale attraverso un susseguirsi impressionante di incidenti drammatici. Nel maggio del 1920, due anni dopo la morte del fondatore, una porzione del deposito contenente polvere esplosiva e granate detonò con tale violenza da scagliare blocchi di muratura fino alla sponda opposta del fiume, frantumando i vetri delle abitazioni nella cittadina di Beacon. A questo evento seguirono negli anni violente tempeste che erosero le fondazioni e un disastroso incendio durato tre giorni nell'agosto del 1969, che incenerì le coperture interne e ridusse le torri a fragili scheletri di laterizio esposti all'aria e al gelo.
Anomalie telluriche e memorie d'ottone
I diari di bordo dei battellieri e le segnalazioni raccolte nel corso dei decenni parlano di fenomeni ricorrenti attorno all'isola: luci fatue che brillano nelle cavità prive di infissi, rumori metallici ritmici percepibili sul pelo dell'acqua e improvvisi blocchi dei sistemi di navigazione e dei motori termici quando ci si avvicina troppo alle insenature orientali. Un fotografo che sbarcò clandestinamente durante una sera d'autunno notò come il terreno nei pressi dei magazzini sembrasse insolitamente tiepido rispetto alla temperatura esterna. Avanzando tra le macerie della polveriera franata, l'ambiente circostante iniziò a vibrare per un forte ronzio statico e dal fango dell'argine riaffiorarono decine di vecchi bossoli d'ottone incrostati, capaci di scintillare di una debole luce azzurrina mentre la corrente fluviale sembrava essersi improvvisamente fermata. La combinazione tra i minerali ferrosi dell'argilla, i residui chimici dei composti azotati e la particolare configurazione geologica della gola dell'Hudson continua a rendere Pollepel un teatro naturale di suggestione e magnetismo.
Bannerman Castle rimane il monumento spettrale a un'ambizione industriale che cercò di sfidare gli elementi e le memorie del suolo, ricordandoci come la pietra e le acque riescano sempre a riprendersi il proprio spazio di silenzio.
Aspettavo questa bella notizia già da tempo, il prof. Cantaro aveva promesso che sarebbe passato qualche giorno dal rilascio di Openoffice 3.1 per la release definitiva. Corro a scaricarla ;)
Di
Davide T.
(inviato il 26/05/2009 @ 14:51:21)
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