Ritratto storico di Maximilien de Robespierre, figura centrale della Repubblica Francese
Figura centrale della Rivoluzione Francese tra il 1758 e il 1794 dopo Cristo, Maximilien de Robespierre incarnò l'intransigente ricerca della virtù civica e dell'eguaglianza sociale, guidando il Comitato di Salute Pubblica lungo una stagione di riforme radicali e cupo Terrore. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Dagli esordi forensi ad Arras alla dottrina della sovranità popolare
Nato ad Arras nel maggio del 1758 dopo Cristo, Maximilien de Robespierre condusse la prima parte della propria esistenza tra le aule di tribunale della provincia dell'Artois, dove si distinse come avvocato appassionato difendendo cause di contadini indigenti e cittadini privi di rappresentanza legale. Influenzato profondamente dalle teorie filosofiche di Jean-Jacques Rousseau esposte nel Contratto Sociale, Robespierre sviluppò una convinzione granitica nella bontà naturale dell'uomo e nella necessità di subordinare qualsiasi interesse individuale alla volontà generale dello Stato. Eletto deputato del Terzo Stato agli Stati Generali del 1789 dopo Cristo, si guadagnò rapidamente l'appellativo di Incorruttibile grazie al rifiuto ostinato di favori personali, denaro o cariche istituzionali vantaggiose. Dagli scranni dell'Assemblea Nazionale Costituente condusse battaglie politiche all'avanguardia per l'epoca: sostenne il suffragio universale maschile senza requisiti censitari, richiese l'abolizione definitiva della pena capitale in tempo di pace e difese con vigore la completa emancipazione degli ebrei e l'abolizione della schiavitù nelle colonie francesi d'oltremare.
Il Comitato di Salute Pubblica e il Terrore come strumento di salvezza nazionale
La precipitazione degli eventi bellici contro la coalizione delle monarchie europee e lo scoppio dell'insurrezione antirivoluzionaria in Vandea mutarono drasticamente la visione strategica del leader giacobino. Entrato nel luglio del 1793 dopo Cristo nel Comitato di Salute Pubblica, organo straordinario di governo composto da dodici membri investiti di poteri esecutivi eccezionali, Robespierre teorizzò la necessità del Terrore come braccio operativo della virtù repubblicana. In una celebre orazione dinanzi alla Convenzione Nazionale chiarì che, se la virtù è la forza motrice del governo popolare in tempi di pace, durante le emergenze della guerra la virtù senza il terrore è impotente, e il terrore senza la virtù è disastroso. Per proteggere la giovane Repubblica furono introdotte misure economiche radicali come la legge del Maximum generale sui prezzi del grano e dei beni di prima necessità, ma parallelamente il Tribunale Rivoluzionario intensificò le condanne a morte con la ghigliottina, eliminando prima gli avversari monarchici e girondini e successivamente le fazioni interne rappresentate dagli indulgenti di Georges Danton e dagli estremisti di Jacques-Renè Hèbert.
Fase Storica
Provvedimenti Principali
Obiettivo Politico
Assemblea Costituente (1789-1791)
Suffragio universale e fine della schiavitù
Attuazione dei diritti umani e uguaglianza giuridica
Comitato di Salute Pubblica (1793)
Leva di massa e legge del Maximum sui prezzi
Difesa militare della nazione e sussistenza popolare
Grande Terrore (Primavera 1794)
Legge del 22 pratile e accelerazione processi
Eliminazione rapida dei nemici interni della Repubblica
Culto dell'Essere Supremo (Giugno 1794)
Istituzione di una religione deista civica
Coesione morale della società contro l'ateismo nichilista
Il Culto dell'Essere Supremo, la congiura del nove termidoro e la fine politica
Convinto che una nazione democratica necessitasse di una solida impalcatura etica per non degenerare nel caos materiale, Robespierre osteggiò le violente campagne di scristianizzazione condotte dagli esponenti più radicali, promuovendo il Culto dell'Essere Supremo fondato sull'immortalità dell'anima e sui doveri civici, celebrato con una solenne processione a Parigi nel giugno del 1794 dopo Cristo. Tuttavia, la promulgazione della durissima legge del 22 pratile, che privava gli imputati dell'assistenza legale e di testimoni a difesa, alimentò il timore diffuso tra i deputati della Convenzione di essere le prossime vittime delle purghe. L'isolamento politico di Robespierre culminò nella seduta del nove termidoro dell'anno II, corrispondente al ventisette luglio del 1794 dopo Cristo, quando una coalizione eterogenea di delegati gli impedì di parlare e ne ordinò l'arresto immediato. Ferito alla mascella durante il caotico scontro armato all'Hôtel de Ville, Maximilien de Robespierre fu condotto alla ghigliottina in piazza della Rivoluzione il giorno seguente assieme a Saint-Just e Couthon, ponendo fine all'esperienza della repubblica giacobina.
La parabola terrena di Robespierre rimane uno dei drammi più complessi della modernità politica, interrogando la coscienza storica sui rischi fatali che si corrono quando un ideale assoluto di giustizia pretende di imporsi attraverso la violenza di Stato.