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Mongefossen: il salto maestoso della valle Raumadalen tra natura e idroelettrico
Di Alex (del 22/10/2026 @ 14:00:00, in Natura spettacolare, letto 70 volte)
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La cascata Mongefossen che scende lungo la parete rocciosa in Norvegia
La cascata Mongefossen che scende lungo la parete rocciosa in Norvegia




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Genesi geologica ed evoluzione della valle Raumadalen
Nelle profondità della contea norvegese di More og Romsdal, la valle fluviale della Raumadalen offre uno dei quadri più maestosi e drammatici del modellamento glaciale planetario. Le imponenti pareti verticali in gneiss e granito che serrano la gola testimoniano l'azione escavatrice millenaria esercitata da colossali lingue di ghiaccio durante l'ultimo massimo glaciale pleistocenico. Quando il ghiacciaio principale si ritirò al termine dell'era fredda, le valli tributarie secondarie rimasero sospese a quote vertiginose al di sopra del fondovalle, creando canyon laterali da cui i corsi d'acqua precipitano nel vuoto per raggiungere il fiume Rauma.

In questa specifica configurazione geomorfologica si inserisce Mongefossen, alimentata dall'emissario del lago montano Mongevatnet posto sull'altopiano circostante a oltre mille metri di quota. Con uno sviluppo verticale complessivo calcolato in 773 metri attraverso una successione di balzi a gradoni e scivoli levigati, il getto d'acqua si posiziona storicamente ai primi posti della graduatoria mondiale delle cascate per salto complessivo, costituendo un monumento idrografico visibile nella sua interezza sia dal fondovalle sia dai convogli della celebre ferrovia panoramica Raumabanen.

Dinamiche idrauliche e regimentazione idroelettrica
Il regime naturale di portata di Mongefossen era originariamente caratterizzato da una violenta stagionalità primaverile ed estiva. Con l'innalzamento delle temperature a maggio e la fusione delle imponenti masse nevose depositate sul plateau superiore, la cascata si trasformava in una fiumana tuonante che nebulizzava milioni di metri cubi d'acqua polverizzata lungo l'abisso granitico, generando nubi di vapore che avvolgevano la fitta foresta boreale di conifere sottostante.

Nel 1977, tuttavia, la storia idrologica della cascata subì una modifica definitiva con l'entrata in esercizio della centrale idroelettrica sotterranea di Grytten. Le acque del bacino superiore del Mongevatnet furono canalizzate all'interno di gallerie artificiali scavate nel cuore della montagna per alimentare potenti turbine Francis posizionate a valle. Di conseguenza, il flusso visibile lungo la parete rocciosa è oggi strettamente regolamentato: nei mesi invernali la cascata appare quasi interamente prosciugata o cristallizzata in gigantesche colonne di ghiaccio vitreo, mentre durante i periodi di massimo sovraccarico idrico dei bacini le paratoie vengono aperte, restituendo per brevi finestre stagionali il fragore originario.

Dato StrutturaleMisura / RiferimentoSignificato Ambientale
Altezza Complessiva773 metri totaliUno dei salti a gradoni più alti al mondo
Bacino di AlimentazioneLago MongevatnetRaccolta di nevi perenni sull'altopiano
Regolazione FlussoImpianto idroelettrico di GryttenDeviazione idrica per energia rinnovabile


L'impatto paesaggistico e la tutela delle acque scandinave
La regimentazione di Mongefossen ha acceso per decenni il dibattito ambientale in Scandinavia sul confine tra valorizzazione delle fonti di energia rinnovabile priva di emissioni climalteranti e la preservazione integrale dei monumenti naturali selvaggi. L'esperienza maturata nella valle della Rauma ha spinto il governo di Oslo a introdurre piani di protezione fluviale più severi, impedendo la deviazione di altri bacini vergini.

Mongefossen rimane il fiero emblema di una natura nordica titanica, capace di emozionare per la sua vertiginosa verticalità anche nel mutato contesto dell'ingegneria moderna.

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