Documenti e apparecchiature telefoniche d'epoca legate alle indagini di Rosenheim
Tra il millenovecentosessantasette e il millenovecentosessantotto uno studio legale bavarese fu teatro di inspiegabili fenomeni fisici ed elettromagnetici. Le rigorose perizie di fisici e periti ufficiali non trovarono alcuna spiegazione convenzionale. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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L'inizio delle manifestazioni nello studio di Sigmund Adam Nell'autunno del millenovecentosessantasette lo studio dell'avvocato Sigmund Adam, situato nel cuore della cittadina bavarese di Rosenheim, divenne il centro di una sequenza impressionante di eventi inspiegabili. Improvvisamente i telefoni dell'ufficio iniziarono a squillare senza che vi fosse alcun interlocutore in linea, mentre dalle quattro linee telefoniche partivano centinaia di chiamate simultanee verso il servizio orario telefonico, con fatture astronomiche recapitate dall'ente postale tedesco. Contemporaneamente, le lampade a incandescenza e i tubi al neon sui soffitti iniziarono a oscillare vistosamente, a svitarsi dai loro alloggiamenti e a esplodere in una pioggia di frammenti di vetro.
L'intervento delle autorità tecniche e l'isolamento della rete Inizialmente le autorità ipotizzarono guasti nella rete elettrica cittadina o interferenze provocate dai vicini cantieri edili. La società elettrica locale installò sofisticati registratori di tensione e amperometri sigillati per monitorare l'impianto. Gli strumenti registrarono violente e repentine fluttuazioni di corrente e picchi di tensione che deflettevano gli aghi dei registratori al massimo della scala, senza che i fusibili o gli interruttori magnetotermici scattassero. Per escludere ogni disturbo esterno, lo studio legale fu completamente scollegato dalla rete elettrica urbana e alimentato tramite un gruppo elettrogeno autonomo a benzina installato nel cortile, ma le anomalie elettriche e le deflessioni persistettero invariate.
Le perizie dei fisici del Max Planck Institute Di fronte all'impossibilità di identificare cause tecniche, il caso fu affidato al professor Hans Bender dell'Università di Friburgo, affiancato da due eminenti fisici del Max Planck Institute di Monaco di Baviera, Friedbert Karger e Gerhard Zicha. I ricercatori condussero rilievi strumentali rigorosi per settimane, monitorando i campi elettromagnetici, la radiazione termica e i movimenti meccanici. I periti constatarono che i contatori di energia ruotavano a velocità vertiginosa anche a circuito aperto, pesanti quadri appesi alle pareti ruotavano di trecentosessanta gradi sui loro chiodi e cassettiere di legno massiccio si aprivano e chiudevano autonomamente senza intervento umano.
La correlazione con la giovane dipendente Annemarie Schaberl Nel corso delle osservazioni sistematiche emerse una correlazione temporale inequivocabile: i fenomeni fisici si manifestavano esclusivamente durante l'orario di lavoro ed erano massimi quando la diciannovenne impiegata Annemarie Schaberl faceva il suo ingresso nello studio o transitava nei corridoi. Non appena la giovane si avvicinava alle apparecchiature, gli aghi dei registratori oscillavano freneticamente e i quadri si muovevano. La ragazza, sottoposta a esami clinici e psicologici, risultava inconsapevole di qualsiasi trucco e viveva uno stato di profonda tensione emotiva e frustrazione personale legata all'ambiente di lavoro.
La cessazione dei fenomeni e l'eredità scientifica del caso All'inizio del millenovecentosessantotto, su consiglio dei consulenti, il rapporto di lavoro di Annemarie con lo studio Adam fu interrotto. Con il suo allontanamento definitivo, tutte le anomalie elettriche, telefoniche e meccaniche cessarono all'istante e la quiete tornò nell'edificio. Sebbene alcuni scettici abbiano successivamente ipotizzato l'uso di congegni meccanici nascosti, il rapporto formale firmato dai fisici del Max Planck Institute concluse che gli eventi non erano riconducibili a frodi, nè a leggi fisiche allora conosciute, consacrando il caso di Rosenheim come una delle perizie parapsicologiche più scrupolose del ventesimo secolo.
Gli eventi di Rosenheim rimangono un capitolo emblematico nelle cronache dei fenomeni anomali del ventesimo secolo. Il rigore delle verifiche tecniche condotte lascia ancora aperto un affascinante interrogativo sui confini della mente e della fisica.