Panoramica della cresta di Besseggen tra i laghi Gjende e Bessvatnet
Il massiccio montuoso dello Jotunheimen, la leggendaria dimora dei giganti nella mitologia norrena, racchiude le vette più alte della Scandinavia e scenari geologici scolpiti dai ghiacciai. Scopriamo l'origine dell'altopiano scandinavo, i celebri laghi alpini a quote sfalsate e i loro straordinari contrasti cromatici. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Geologia del basamento scandinavo e vette supreme
Situato nella Norvegia centro-meridionale tra le contee di Innlandet e Vestland, il parco nazionale dello Jotunheimen costituisce il cuore orografico e geologico della penisola scandinava. Questo maestoso complesso montuoso poggia sulle rocce metamorfiche e magmatiche antichissime appartenenti allo Scudo Baltico e alle falde di ricoprimento dell'orogenesi caledoniana, formatesi oltre quattrocento milioni di anni fa. Lo Jotunheimen ospita le oltre duecentocinquanta vette più elevate dell'intera Europa settentrionale, culminando nei duemilaquattrocentosessantanove metri del Galdhøpiggen e nei duemilaquattrocentosessantacinque metri del vicino Glittertind, rilievi caratterizzati da aspri versanti a picco, campi di blocchi detritici (felsenmeer) e calotte glaciali d'alta quota che resistono ai cambiamenti climatici globali.
L'azione modellatrice della calotta fenoscandica
Il profilo geomorfologico dello Jotunheimen porta l'impronta indelebile delle ripetute glaciazioni quaternarie. Durante l'ultimo massimo glaciale, l'imponente calotta di ghiaccio fenoscandica, spessa fino a tremila metri, ricopriva interamente la regione, muovendosi verso l'oceano Atlantico e levigando le superfici rocciose con una forza abrasiva incalcolabile. Il ghiaccio ha scavato profonde valli a U a pareti verticali, gole rocciose e conche di sovrascavo glaciale, lasciando creste affilate (arête) e picchi piramidali isolati (nunatak) che emergevano come isole di pietra dal mare bianco dei ghiacciai pleistocenici.
La cresta di Besseggen e i laghi a quote differenti
L'icona paesaggistica più celebre e studiata dello Jotunheimen è la spettacolare cresta rocciosa di Besseggen, una stretta dorsale che separa due grandi specchi d'acqua situati a quote altimetriche differenti. Da un lato della cresta si trova il lago Gjende, allungato per diciotto chilometri sul fondovalle a una quota di novecentottantaquattro metri sul livello del mare; dall'altro lato, separato da un dislivello verticale di quasi quattrocento metri, si estende il lago Bessvatnet, incastonato in un circo roccioso a milletrecentosettantaquattro metri di altitudine. Questa straordinaria configurazione a gradino sospeso rappresenta un caso da manuale di erosione glaciale asimmetrica, dove due lingue di ghiaccio distinte hanno lavorato a profondità diverse su rocce a differente grado di fratturazione tettonica.
Il contrasto idrogenetico: verde smeraldo contro blu profondo
Durante la stagione estiva, chi osserva i due bacini dalla cresta di Besseggen è testimone di un impressionante fenomeno di contrasto cromatico e idrogenetico. Il lago Gjende presenta una caratteristica colorazione verde smeraldo lattiginosa e brillante: questa tonalità è dovuta all'apporto continuo delle acque di fusione provenienti dai ghiacciai del Memurubreen, ricche di finissima farina di roccia (limo glaciale siltoso in sospensione colloidale), le cui particelle minerali riflettono selettivamente le lunghezze d'onda verdi e azzurre della luce solare. Al contrario, il lago Bessvatnet non riceve alcun apporto da ghiacciai attivi, ma è alimentato esclusivamente da precipitazioni meteoriche dirette, nevi invernali pulite e sorgenti sotterranee: le sue acque oligotrofiche, prive di sospensioni minerali, sono tra le più limpide e trasparenti della Norvegia, mostrando un colore blu cobalto scuro e profondo.
Flora artico-alpina e tutela ambientale
L'ambiente periglaciale dello Jotunheimen ospita una vegetazione artico-alpina estremamente resiliente, dominata da licheni crostosi, muschi, ranuncoli dei ghiacciai e salici nani che crescono rasenti al suolo per sfuggire ai venti polari. La fauna comprende branchi di renne selvatiche che migrano attraverso gli altipiani, pernici bianche, lepri artiche, lemming e rari predatori come la lince boreale e il ghiottone. La rigorosa tutela garantita dallo status di parco nazionale preserva questo santuario incontaminato da infrastrutture pesanti, rendendolo un paradiso per il trekking d'avventura e la ricerca glaciologica.
I monti dello Jotunheimen offrono una testimonianza sublime della dinamica geologica del nostro pianeta, dove il ghiaccio millenario e la roccia primordiale continuano a dipingere capolavori di luce e colore.