Le fasce multicolore della montagna Vinicunca nelle Ande
Situata a oltre cinquemila metri d'altezza nelle Ande peruviane, la montagna di Vinicunca mostra uno spettro cromatico unico al mondo plasmato dalla geologia. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Orogenesi andina e deposizione stratigrafica ritmica
La montagna Vinicunca, celebre a livello internazionale con il nome di Montagna dei Sette Colori o Montagna Arcobaleno, si erge a ben 5.200 metri di quota nella catena delle Ande, nella regione di Cusco in Perù. La straordinaria conformazione estetica di questo sito geologico è il risultato diretto di complessi eventi tettonici e sedimentari avvenuti in un arco temporale compreso tra il periodo Cretaceo e il Miocene. L'orogenesi andina, innescata dalla subduzione della placca oceanica di Nazca al di sotto della placca sudamericana, ha spinto verso l'alto antichi strati di sedimenti marini, lacustri e fluviali che originariamente giacevano in posizione orizzontale, piegandoli e mettendoli a nudo in fasce verticali.
Composizione mineralogica ed alterazione atmosferica
La spettacolare tavolozza cropolitana che caratterizza le pareti di Vinicunca è determinata dalla composizione chimica specifica dei minerali presenti nei vari strati sedimentari esposti agli agenti atmosferici. L'intensa tonalità fucsia e rossa è dovuta alla presenza di argilla marina ricca di ematite ed ossidi di ferro. Le striature gialle e dorate derivano dalla presenza di limoniti, sfarinati di jarosite e marne ricche di zolfo. Il colore verde smeraldo è generato dalla clorite e dalle fillosilicati di ferro e magnesio, mentre le fasce bianche brillanti sono composte da quarziti purissime e carbonato di calcio. Infine, le sfumature viola e rosate sono il risultato della combinazione tra goethite e silicati complessi.
Crioclastismo ed esposizione dei sedimenti freschi
Per lunghissimi secoli la vera natura cromatica di Vinicunca è rimasta in gran parte celata sotto una spessa coltre di neve e ghiacci perenni. Il progressivo ritiro dei ghiacciai andini negli ultimi decenni ha scoperto il versante, consentendo all'ossigeno atmosferico e alla radiazione solare estiva di reagire con i minerali metallici presenti nella roccia. L'azione continua del crioclastismo, ovvero il processo di gelo e disgelo quotidiano legato alle escursioni termiche estreme ad alta quota, frantuma lo strato superficiale delle rocce esposte, portando continuamente alla luce minerali freschi e mantenendo viva la saturazione dei colori senza permettere alla vegetazione di coprire il versante.
La montagna di Vinicunca rimane uno dei monumenti naturali più affascinanti della Terra, testimonianza visibile della forza evolutiva delle masse continentali.