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Zungri la matera calabrese scavata nella roccia
Di Alex (del 31/08/2026 @ 17:00:00, in Natura spettacolare, letto 45 volte)
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Le case-grotta di Zungri scavate nella roccia tufacea
Le case-grotta di Zungri scavate nella roccia tufacea
Il Borgo Rupestre di Zungri, in Calabria, è un insediamento medievale scavato nella pietra tufacea lungo una parete rocciosa, composto da decine di case-grotta e silos ipogei, soprannominato la "Matera calabrese", una testimonianza unica della civiltà rupestre del Sud Italia. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Un villaggio scolpito nella roccia
Nella provincia di Vibo Valentia, a pochi chilometri dal Mar Tirreno, si trova il borgo rupestre di Zungri, un sito archeologico di straordinario interesse. Le abitazioni, i magazzini e i luoghi di culto sono stati scavati direttamente nella parete di tufo, una roccia sedimentaria friabile, tra il VI e il IX secolo dopo Cristo. Il complesso si sviluppa su più livelli, con grotte interconnesse, scale e terrazze, creando un labirinto che si integra perfettamente con il paesaggio naturale.

Le case-grotta e gli ambienti interni
Le grotte, alcune delle quali di grandi dimensioni, presentano ambienti interni ben definiti: nicchie per il fuoco, letti in pietra, nicchie per utensili, e talvolta affreschi religiosi. Le pareti sono spesso segnate da incisioni e simboli che testimoniano la vita quotidiana e le credenze degli abitanti. I silos ipogei, utilizzati per conservare il grano e altri alimenti, sono caratterizzati da una forma a imbuto, che permetteva di conservare le derrate al sicuro dai roditori.

La storia del borgo e i suoi abitanti
Il borgo fu abitato probabilmente da comunità di monaci basiliani, fuggiti dalle persecuzioni iconoclaste in Oriente, e successivamente da contadini e pastori. Le grotte offrivano un riparo sicuro e un microclima costante, ideale per la conservazione di cibo e per la vita durante i rigidi inverni. Il sito fu abbandonato nel XV secolo, quando gli abitanti si trasferirono in centri più facilmente difendibili, ma le strutture sono state preservate e oggi sono visitabili.

L'architettura rupestre e le tecniche di scavo
La costruzione di un'abitazione rupestre richiedeva una conoscenza profonda della roccia: gli scavatori seguivano le venature del tufo per evitare crolli, creando vani che spesso includevano sistemi di areazione e canalizzazione delle acque. Le tecniche, tramandate oralmente, erano sorprendentemente sofisticate, e alcune grotte presentano complessi sistemi di drenaggio. Il tufo, una volta scavato, veniva utilizzato per le murature esterne, completando l'architettura mista di scavo e costruzione.

La riscoperta e la valorizzazione turistica
Il Borgo Rupestre di Zungri è stato riscoperto solo negli anni Sessanta e oggi è un sito turistico in crescita, con visite guidate che illustrano la vita medievale. Il sito è stato oggetto di restauri per garantire la sicurezza e la fruibilità, e sono stati allestiti pannelli informativi. Ogni anno, durante l'estate, si tengono eventi culturali e rievocazioni storiche. La sua importanza è paragonata a quella dei Sassi di Matera, da cui il soprannome di "Matera calabrese".

La conservazione e le sfide future
Nonostante il suo valore storico e culturale, il borgo è minacciato dall'erosione e dalla vegetazione infestante. I fondi pubblici sono limitati, e la gestione è affidata a associazioni locali. La cooperazione con l'Università e con enti di ricerca è fondamentale per la conservazione. Il turismo sostenibile può rappresentare una risorsa per il territorio, ma deve essere gestito con attenzione per evitare danni alle strutture.

In conclusione, Zungri è un gioiello nascosto della Calabria, un luogo dove la storia si legge nelle pareti di roccia, e che ci ricorda le radici profonde di un'Italia antica e laboriosa, meritevole di essere conosciuta e protetta.

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