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Le condizioni di vita e l'infanzia nella borgata di Pietralata nel 1963
Di Alex (del 18/08/2026 @ 11:00:00, in Storia Contemporanea, letto 52 volte)
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Le condizioni di vita e l'infanzia nella borgata di Pietralata nel 1963
Le condizioni di vita e l'infanzia nella borgata di Pietralata nel 1963

Documentario storico sulla vita dei ragazzi delle borgate romane durante il miracolo economico. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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L'altra faccia del boom economico nelle periferie romane
Nel 1963, mentre l'Italia celebrava i trionfi industriali del miracolo economico, le periferie della capitale raccontavano una realtà sociale di grande povertà e disagio strutturale. Un prezioso documento d'epoca conservato negli archivi della Rai mostra la vita quotidiana dei bambini e degli adolescenti che crescevano nella borgata romana di Pietralata, una zona caratterizzata da strade sterrate, case prive di servizi igienici moderni e un'assenza quasi totale di infrastrutture pubbliche.

Il lavoro infantile precoce e i mestieri di strada
Intervistati dai giornalisti sulla sponda di una piscina improvvisata, i ragazzi della borgata rivelano con disarmante naturalezza di dover lavorare fin dall'età di dieci o undici anni per contribuire al sostentamento delle proprie famiglie numerose. I mestieri praticati erano i più svariati e precari: garzoni presso le macellerie di quartiere, aiutanti di cantiere, asfaltatori di strade o strilloni dedicati alla vendita di giornali usati acchiappati sui mezzi pubblici per guadagnare poche decine di lire al giorno.

L'assenza di vacanze e il sovraffollamento abitativo
Alla domanda sulle vacanze estive o su una gita al mare, la risposta dei giovani è unanime: nessuno di loro ha mai visto il mare, pur distando poche decine di chilometri dalle spiagge di Ostia. L'estate si trascorreva interamente in città, tra il caldo soffocante delle abitazioni popolari e i giochi per strada. Le condizioni abitative appaiono drammatiche: intere famiglie composte da cinque, sette o persino otto persone vivevano stipate all'interno di un'unica stanza murata, condivisa tra genitori e figli senza alcuna riservatezza.

Sogni modesti e rassegnazione sociale
Ciò che colpisce maggiormente dalle testimonianze dei ragazzi di Pietralata del 1963 è la mancanza di grandi ambizioni per il futuro. Quando gli viene chiesto cosa vorrebbero fare da grandi, molti rispondono con amara rassegnazione di desiderare semplicemente di sfaticare, ovvero di non dover svolgere lavori fisici così duri, oppure di aspirare a un impiego modesto come garzone o verniciatore. Le immagini restituite dalla storia offrono uno spaccato struggente sulle disuguaglianze sociali dell'Italia degli anni Sessanta.

Il racconto dell'infanzia a Pietralata nel 1963 testimonia i duri sacrifici delle classi popolari nell'Italia del dopoguerra.

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