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Playa de las Catedrales, archi di pietra scolpiti dall'oceano
Di Alex (del 07/08/2026 @ 13:00:00, in Natura spettacolare, letto 279 volte)
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Playa de las Catedrales con i suoi archi rocciosi a forma di cattedrale
Playa de las Catedrales con i suoi archi rocciosi a forma di cattedrale
Sulla costa occidentale della Galizia, in Spagna, si estende Playa de las Catedrales, un tratto di litorale atlantico che sembra uscito da un racconto gotico. Qui le onde e i venti hanno scolpito, per milioni di anni, imponenti formazioni calcaree che durante la bassa marea rivelano archi, contrafforti e guglie simili a quelle di una cattedrale. Uno spettacolo che attira ogni anno migliaia di visitatori. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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L'architettura della natura: come si formano gli archi
Le rocce di Playa de las Catedrales appartengono a un deposito di calcareniti, una roccia sedimentaria composta da sabbia calcarea cementata, risalente al periodo Miocene, circa 20 milioni di anni fa. La loro struttura è caratterizzata da un'alternanza di strati più duri e più teneri, che ha permesso all'erosione differenziale di agire selettivamente. L'acqua dell'oceano, carica di sale e di particelle abrasive, ha attaccato le fratture verticali, approfondendole fino a formare i cosiddetti "archi di mare". Durante la bassa marea, il livello del mare si abbassa fino a quattro metri, esponendo completamente queste strutture e consentendo ai visitatori di camminare sotto le arcate principali, che possono raggiungere un'altezza di trenta metri. I geologi stimano che il processo di formazione di un singolo arco richieda almeno 10.000 anni di continua azione delle onde, ma il cambiamento climatico e l'aumento delle tempeste stanno accelerando la velocità di erosione, rendendo queste forme sempre più fragili.

La danza delle maree e il ritmo delle visite
La particolarità di questa spiaggia è che la sua bellezza più spettacolare è visibile solo per poche ore al giorno, quando la marea è bassa. Le autorità locali pubblicano ogni giorno un calendario delle maree, e l'accesso al sentiero che attraversa le formazioni è regolato da tornelli automatici che si aprono solo nelle finestre di bassa marea. Questo sistema, introdotto nel 2016, ha ridotto drasticamente il calpestio delle rocce e ha evitato che i turisti rimanessero intrappolati dall'alta marea, un pericolo che in passato ha causato diversi incidenti. Durante il periodo estivo, l'affluenza raggiunge le 5.000 persone al giorno, e per questo la giunta galiziana ha istituito un sistema di prenotazione obbligatoria, ripartendo le visite in fasce orarie di due ore. Nonostante le misure, molti critici sostengono che il turismo di massa stia comunque danneggiando la superficie delle rocce, a causa degli oli naturali della pelle e dei residui di creme solari che alterano la chimica della pietra.

La biodiversità tra le fessure delle calcareniti
Le pozze di marea che si formano alla base degli archi sono veri e propri microcosmi di biodiversità. Al loro interno vivono anemoni di mare, stelle marine, ricci viola e piccoli crostacei come i granchi eremiti, che si nascondono tra le alghe coralline. Nelle fessure più profonde, dove l'acqua rimane anche durante la bassa marea, si possono osservare spugne incrostanti e briozoi, organismi coloniali che filtrano le particelle organiche. La zona intertidale è anche un importante punto di sosta per gli uccelli marini, come il gabbiano reale e il cormorano, che si posano sugli scogli per asciugare le ali. I biologi marini dell'Università di Vigo stanno monitorando l'evoluzione delle specie in relazione al riscaldamento delle acque, e hanno già notato una migrazione verso nord di alcune specie tipiche del Mediterraneo, segno che l'ecosistema sta subendo un lento cambiamento.

La leggenda della cattedrale sommersa
Secondo un'antica leggenda locale, queste rocce sarebbero i resti di una cattedrale costruita dai monaci cistercensi per ringraziare il cielo di averli protetti da una tempesta. La chiesa, però, sarebbe stata inghiottita dal mare a causa della superbia del vescovo, e gli archi attuali sarebbero le sue navate affiorate dopo secoli. Una storia che, sebbene priva di fondamento storico, ha alimentato l'immaginario collettivo e ha ispirato poeti e scrittori galiziani. Oggi, durante le notti di luna piena, alcuni gruppi di rievocatori storici organizzano spettacoli di luce e musica, proiettando ombre sulle pareti di roccia che evocano le figure di santi e draghi, dando vita a un'atmosfera fiabesca che unisce natura, arte e tradizione.

In conclusione, Playa de las Catedrales è un capolavoro dell'erosione che unisce geologia, ecologia e cultura. La sua visita richiede rispetto per i ritmi naturali e consapevolezza della fragilità di queste forme. Proteggere questa costa significa preservare un monumento vivente, modellato dall'oceano e dal tempo, che continua a raccontare la storia della Terra.

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