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Il glauco atlantico, la piccola lumaca di mare che ruba il veleno delle meduse
Di Alex (del 31/07/2026 @ 13:00:00, in Animali rari e particolari, letto 311 volte)
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Glauco atlantico che galleggia capovolto sulla superficie marina
Glauco atlantico che galleggia capovolto sulla superficie marina
Il glauco atlantico (Glaucus atlanticus) è un mollusco gasteropode che galleggia capovolto sulla superficie dell'oceano, sfruttando la tensione superficiale. Si nutre di caravelle portoghesi e immagazzina le loro tossine, diventando urticante a sua volta. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Un gioiello blu che galleggia sottosopra
Il glauco atlantico, noto anche come "drago blu", è un mollusco nudibranco che vive nelle acque tropicali e temperate degli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano. Lungo al massimo 3-4 centimetri, ha un corpo allungato e appiattito, di colore azzurro intenso sul lato dorsale e argenteo su quello ventrale, un pattern che gli conferisce un mimetismo perfetto: visto dall'alto si confonde con il colore dell'acqua, visto dal basso si mimetizza con la luce. La sua particolarità è che galleggia capovolto, con il ventre verso l'alto, grazie a una bolla d'aria inghiottita che mantiene nella cavità gastrica. Questa posizione gli permette di afferrare le prede che fluttuano in superficie, come le caravelle portoghesi (Physalia physalis) e altri cnidari. Il glauco è un predatore specializzato: usa il suo sistema di chemiocettori per individuare le colonie di caravelle e, dopo averle catturate, le divora secernendo muco e succhi gastrici.

Il furto di tossine come arma di difesa
La strategia più affascinante del glauco è la cleptocnidia: quando si nutre delle caravelle portoghesi, assorbe le loro cellule urticanti (cnidociti) senza attivarle, e le immagazzina in apposite sacche situate all'estremità dei suoi cerata (protuberanze laterali). Queste tossine, che nella caravella sono letali per i piccoli pesci, diventano così una difesa per il glauco: un tocco può provocare una dolorosa irritazione cutanea, a volte anche febbre e nausea. Il glauco è immune al veleno grazie a una mutazione genetica che neutralizza le proteine tossiche. Questa capacità di riutilizzare le armi altrui lo rende un esempio di adattamento evolutivo estremo. Studi recenti hanno dimostrato che il glauco seleziona attivamente le tossine più potenti, e che la concentrazione di veleno nel suo corpo è superiore a quella della caravella stessa, rendendolo potenzialmente più pericoloso per i predatori, nonostante le sue dimensioni ridotte.

Un indicatore dei cambiamenti climatici
Il glauco atlantico è un organismo pelagico che segue le correnti e la distribuzione delle sue prede. Negli ultimi anni, a causa del riscaldamento globale e dell'aumento delle temperature superficiali del mare, il suo areale si sta espandendo verso latitudini più elevate, con avvistamenti segnalati in acque del Regno Unito, della Nuova Zelanda e persino del Mar Mediterraneo. Questo lo rende un possibile indicatore dei cambiamenti climatici, poichè la sua presenza segnala il riscaldamento delle acque e l'aumento della popolazione di caravelle portoghesi, che proliferano in condizioni più calde. Tuttavia, la sua espansione preoccupa gli ecologi: il glauco può entrare in competizione con specie locali e alterare gli equilibri degli ecosistemi costieri. I biologi marini stanno monitorando la sua distribuzione e il suo comportamento, e alcuni laboratori stanno studiando il suo genoma per comprendere i meccanismi di resistenza alle tossine, con possibili applicazioni nella farmacologia per lo sviluppo di nuovi antidoti.

Il glauco atlantico è un esempio straordinario di come la natura possa trasformare una debolezza in una forza. La sua esistenza ci ricorda che gli oceani sono pieni di creature sorprendenti, che aspettano solo di essere scoperte.


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