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Energia mareomotrice, le turbine sottomarine che sfruttano la forza delle maree
Di Alex (del 31/07/2026 @ 12:00:00, in Sviluppo sostenibile, letto 310 volte)
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Turbine sommerse bidirezionali azionate dalle correnti di marea
Turbine sommerse bidirezionali azionate dalle correnti di marea
L'energia mareomotrice sfrutta l'energia cinetica delle correnti di marea attraverso turbine bidirezionali sommerse. Questa tecnologia fornisce energia pulita, costante e prevedibile, contribuendo alla transizione energetica senza emissioni di CO2. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Le maree, una fonte energetica inesauribile
Le maree sono un fenomeno naturale causato dall'attrazione gravitazionale della Luna e del Sole, che produce un movimento periodico e prevedibile delle masse d'acqua. Questo flusso e riflusso può essere sfruttato per generare energia elettrica. A differenza dell'eolico e del solare, l'energia mareomotrice è costante e prevedibile con anni di anticipo, poichè le maree seguono cicli astronomici noti. Le turbine bidirezionali sommerse sono una delle tecnologie più promettenti: sono installate sul fondo marino o su strutture ancorate, in zone dove le correnti di marea sono particolarmente forti (ad esempio in stretti, estuari o canali). Queste turbine, simili a mulini a vento sottomarini, hanno rotori che girano in entrambe le direzioni, sfruttando sia il flusso di marea entrante che quello uscente. La loro potenza varia a seconda della velocità della corrente, che può raggiungere i 2-3 m/s, generando una potenza di alcune centinaia di kW per unità.

Tecnologie e installazioni esistenti
La prima turbina mareomotrice bidirezionale commerciale è stata installata nel 2008 in Norvegia, e da allora il settore è cresciuto. Il progetto più ambizioso è il MeyGen, nelle Pentland Firth in Scozia, che prevede la installazione di 269 turbine per una potenza totale di 398 MW, sufficiente per alimentare 175.000 case. Le turbine possono essere a supporto fisso (come i pali conficcati nel fondale) o flottanti (ancorate con cavi). I rotori hanno diametri da 10 a 20 metri e girano a velocità di 10-20 giri al minuto, garantendo un impatto minimo sulla fauna marina. L'energia viene trasmessa via cavo sottomarino a una stazione di terra, dove viene convertita in corrente alternata. Le turbine sono progettate per resistere alla corrosione dell'acqua salata e alle intemperie. I costi di installazione sono ancora elevati (circa 5-10 milioni di euro per MW), ma la manutenzione è relativamente bassa, e si prevede che i costi scenderanno con la produzione di massa.

Vantaggi ambientali e sfide future
L'energia mareomotrice è una delle fonti rinnovabili con il più basso impatto ambientale: non emette gas serra, non occupa terreno, e il rumore subacqueo è inferiore a quello delle navi. Tuttavia, non è esente da criticità: le turbine possono interferire con la migrazione di pesci e mammiferi marini, e l'installazione di strutture fisse può alterare i fondali. Per questo, gli studi di impatto ambientale sono obbligatori, e si stanno sviluppando sistemi di protezione (ad esempio, barriere acustiche per allontanare i delfini). Inoltre, le turbine devono essere progettate per resistere a eventi estremi come tempeste e onde anomale. La manutenzione subacquea è costosa e richiede robot subacquei o immersioni di tecnici specializzati. Nonostante queste difficoltà, il potenziale è enorme: si stima che le correnti di marea possano fornire circa 1.000 TWh all'anno a livello globale, pari al 5% del consumo elettrico mondiale. Con il giusto sostegno politico e investimenti in ricerca, la mareomotrice potrebbe diventare un pilastro dell'energia pulita del futuro.

L'energia mareomotrice è un esempio di come l'ingegno umano possa sfruttare i cicli naturali per produrre energia. Le turbine sottomarine, silenziose e invisibili, potrebbero alimentare le nostre città in modo sostenibile e affidabile.


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