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Cala Goloritzè, il gioiello della Sardegna tra mare e montagna
Di Alex (del 31/07/2026 @ 09:00:00, in Natura spettacolare, letto 323 volte)
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Cala Goloritzè con arco di roccia, pinnacolo e spiaggia di ciottoli bianchi
Cala Goloritzè con arco di roccia, pinnacolo e spiaggia di ciottoli bianchi
Cala Goloritzè, in Sardegna, è una spiaggia da sogno: un arco di roccia naturale, un pinnacolo calcareo di 143 metri e un mare cristallino. Accessibile solo via mare o trekking, è una meta selvaggia e incontaminata che incanta ogni visitatore. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Un'insenatura da cartolina
Cala Goloritzè si trova nella costa orientale della Sardegna, nel Golfo di Orosei, all'interno del Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu. Questa cala è famosa per il suo arco di roccia naturale, che si apre sul mare, e per l'imponente pinnacolo calcareo chiamato "Aguglia di Goloritzè", che con i suoi 143 metri di altezza svetta sulla spiaggia. La spiaggia è composta da ciottoli bianchi levigati dal mare, che contrastano con il turchese intenso dell'acqua. La cala è circondata da pareti rocciose a strapiombo, ricoperte di macchia mediterranea, e offre una vista mozzafiato sul mare e sulle montagne dell'entroterra. La sua bellezza è tale che nel 1995 è stata dichiarata Monumento Nazionale, e dal 1991 fa parte del Parco Nazionale, che ne tutela l'ambiente. L'acqua è limpida e profonda, ideale per immersioni e snorkeling, con fondali ricchi di posidonie e fauna marina.

Accesso solo per intrepidi
Cala Goloritzè è raggiungibile solo via mare, con imbarcazioni che partono dai porti vicini, o a piedi attraverso un sentiero escursionistico che parte dal paese di Baunei. Il trekking, della durata di circa 2-3 ore, è impegnativo e richiede un buon allenamento, ma lungo il percorso si possono ammirare panorami spettacolari, antiche tombe dei giganti e pascoli di capre. Il sentiero è segnalato, ma presenta tratti esposti e ripidi, per cui è consigliata una guida esperta. L'accesso alla cala è contingentato, con un numero massimo di visitatori giornalieri (circa 150-200) per evitare il sovraffollamento e preservare l'ecosistema. Non ci sono servizi (bar, ristoranti, ombrelloni), il che contribuisce a mantenere l'atmosfera selvaggia. I visitatori devono portare acqua e cibo, e soprattutto rispettare l'ambiente, non lasciando rifiuti. Questa politica ha fatto sì che Cala Goloritzè sia rimasta una delle spiagge più incontaminate del Mediterraneo.

Un patrimonio da proteggere
La fragilità di Cala Goloritzè è sotto i riflettori da anni. Il turismo di massa, se non regolamentato, potrebbe compromettere la flora e la fauna locali. Il Parco Nazionale ha istituito un sistema di vigilanza, con guardie che controllano il rispetto delle norme: divieto di ancoraggio sulle praterie di posidonie, divieto di raccolta di ciottoli e conchiglie, e limitazione del numero di imbarcazioni nella rada. Inoltre, vengono organizzati progetti di pulizia dei fondali e di sensibilizzazione per i turisti. La cala è anche un sito di nidificazione per il falco pellegrino e per il gabbiano corso, specie protette, e la presenza umana deve essere ridotta al minimo durante il periodo riproduttivo. La comunità locale sta lavorando per un turismo sostenibile, promuovendo visite guidate e percorsi didattici, per far conoscere la storia geologica e naturale del luogo. Cala Goloritzè è un simbolo della Sardegna più autentica, e la sua conservazione è una priorità per le generazioni future.

Cala Goloritzè è un angolo di paradiso dove la natura si mostra in tutta la sua potenza e bellezza. Visitarle significa immergersi in un paesaggio che sembra uscito da un sogno, ma anche assumersi la responsabilità di proteggerlo.


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