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Glanum la città gallo-romana nata da una sorgente sacra celtica
Di Alex (del 27/07/2026 @ 11:00:00, in Storia Impero Romano, letto 39 volte)
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Arco trionfo Julii Glanum mausoleo rovine Provenza Alpilles calcaree
Arco trionfo Julii Glanum mausoleo rovine Provenza Alpilles calcaree
Nel cuore delle Alpilles provenzali, il sito di Glanum racchiude duemila anni di storia: da santuario celtico legato a una sorgente sacra, a città romana con mausoleo e arco di trionfo. L'acqua, che sgorga ancora oggi, fu venerata dai Salii come dono del dio Glan, e in seguito canalizzata dai Romani per alimentare bagni termali e fontane monumentali. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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La sorgente del dio Glan e il santuario celtico dei Salii
Prima dell'arrivo dei Romani, la gola di Glanum era abitata dalla tribù celtica dei Salii, che veneravano una fonte d'acqua carsica sgorgante da una fessura nella roccia calcarea. Questa sorgente, perenne anche nei periodi di siccità, era considerata manifestazione del dio Glan, protettore della salute e della fertilità. I pellegrini gettavano offerte votive nell'acqua: monete, statuette e piccoli oggetti di bronzo, molti dei quali sono stati ritrovati durante gli scavi. Vicino alla sorgente, i Salii costruirono un santuario con muri a secco e una piscina rituale, dove i sacerdoti officiavano abluzioni e cerimonie di guarigione. L'acqua, ricca di carbonato di calcio, era ritenuta efficace contro le malattie della pelle e le affezioni reumatiche, una fama che avrebbe resistito per secoli, attraversando l'epoca romana e giungendo fino al Medioevo.

Il mausoleo dei Julii e l'arco di trionfo
Con la conquista romana della Gallia Narbonense, Glanum divenne un centro urbano fiorente, e le sue èlite adottarono i modelli architettonici di Roma. All'ingresso della città sorge il mausoleo dei Julii, un sepolcro a tre piani eretto intorno al 30 avanti Cristo. La base quadrata, ornata da rilievi con scene di caccia e combattimento, sorregge un arco a quattro facce, sormontato da un tempietto circolare con statue dei defunti. A poca distanza, l'arco di trionfo, del I secolo dopo Cristo, celebra le vittorie di Augusto e la romanizzazione della regione. I suoi bassorilievi mostrano prigionieri gallici incatenati e trofei militari, un messaggio politico chiaro: la potenza di Roma ha pacificato le selvagge tribù celtiche. Entrambi i monumenti sono scolpiti nel calcare locale delle Alpilles, e costituiscono alcuni dei più antichi e meglio conservati esempi di architettura funeraria e onoraria romana in Gallia.

Le terme romane e la canalizzazione idraulica montana
I Romani, abili ingegneri, non si limitarono a venerare la sorgente: la ingabbiarono in un complesso sistema di canalizzazioni. L'acqua veniva raccolta in una cisterna di decantazione e poi distribuita, tramite condotti in pietra e tubi di piombo, a un quartiere termale completo di caldarium, tepidarium e frigidarium. Il caldarium era riscaldato da un sistema di ipocausto, con forni sotterranei che facevano circolare aria calda sotto i pavimenti sospesi su pilastrini di mattoni. Le terme non erano solo un luogo di igiene, ma il centro della vita sociale, dove i cittadini discutevano di affari e politica. L'acqua in eccesso alimentava ninfei e fontane pubbliche, trasformando l'arida gola in un'oasi verdeggiante. Questo sistema idraulico, alimentato da una risorsa sacra celtica, divenne il simbolo della fusione tra la spiritualità indigena e la tecnologia romana.

Il declino e la riscoperta archeologica
Con la crisi dell'Impero nel III secolo dopo Cristo, Glanum subì incursioni barbariche e terremoti, e la popolazione si spostò progressivamente verso il vicino sito di Saint-Rèmy-de-Provence, più facilmente difendibile. La città fu abbandonata e sepolta dai detriti alluvionali. Solo nel 1921 iniziarono gli scavi sistematici, che riportarono alla luce il foro, le terme, il santuario e i monumenti. Oggi il sito, gestito dal Centre des monuments nationaux, è uno dei più suggestivi della Provenza, con le rovine immerse tra ulivi e cipressi, e l'acqua della sorgente sacra che continua a scorrere, limpida e fredda, proprio come tremila anni fa.

Monumento Epoca e funzione
Sorgente sacra celtica Venerata dai Salii, abluzioni rituali, acqua curativa contro malattie cutanee e reumatiche.
Mausoleo dei Julii 30 a.C., sepolcro a tre piani con rilievi di caccia, simbolo di romanizzazione della nobiltà locale.
Arco di trionfo I sec. d.C., bassorilievi con prigionieri gallici, celebrazione vittorie di Augusto e dominio romano.
Terme romane Caldarium con ipocausto, alimentato dalla sorgente, centro sociale e igienico della città romana.


Glanum è una finestra su un passato in cui l'acqua sacra univa Celti e Romani, trasformando una gola selvaggia in un santuario di pietra e marmo che ancora oggi sussurra il nome del dio dimenticato Glan.

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