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Europa e Giappone: il terzo polo dello spazio dal 2027 al 2047
Di Alex (del 16/07/2026 @ 12:00:00, in Futuro, letto 56 volte)
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Il lander europeo Argonaut e il rover giapponese Lunar Cruiser sulla Luna
Il lander europeo Argonaut e il rover giapponese Lunar Cruiser sulla Luna
La cancellazione del Gateway americano ha spinto Europa e Giappone a cercare una strada autonoma nello spazio. Nasce così il Consorzio Lunare delle Medie Potenze, un'alleanza che unisce ESA, JAXA, India, Canada e altre nazioni per sviluppare lander logistici, rover pressurizzati, reti di comunicazione e persino un osservatorio radio sul lato nascosto della Luna. Due articoli in uno per raccontare il futuro di queste potenze spaziali emergenti. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.

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La crisi del Gateway e la nascita del Consorzio
Quando nel marzo 2026 la NASA annunciò la sospensione del Lunar Gateway, l'ESA e la JAXA si trovarono con miliardi di euro e yen investiti in moduli che rischiavano di restare a terra. Il modulo abitativo I-Hab, costruito da Thales Alenia Space a Torino, il modulo di rifornimento Lunar View e il sistema di comunicazione Lunar Link erano stati progettati per agganciarsi alla stazione orbitale americana. Di fronte al vuoto programmatico, l'ESA convocò d'urgenza una riunione con JAXA, ISRO (India), CSA (Canada), KASA (Corea del Sud) e l'Agenzia Spaziale Australiana. Nel febbraio del 2026 partì uno studio di fattibilità per la creazione del "Consorzio Lunare delle Medie Potenze", una coalizione autonoma per sviluppare infrastrutture lunari indipendenti dalla governance della NASA. L'obiettivo era ambizioso: trasformare una crisi in un'opportunità, unendo le forze per diventare un terzo polo spaziale, nè americano nè cinese.

Il Giappone e le missioni nel sistema marziano
Il Giappone è uno dei protagonisti più attivi di questa nuova stagione. La missione Martian Moons Exploration (MMX), il cui lancio è previsto per novembre 2026, è uno dei programmi più complessi mai tentati dalla JAXA. La sonda entrerà in orbita marziana nell'agosto 2027 e rilascerà il rover franco-tedesco Idefix sulla superficie di Phobos, una delle due lune di Marte, per raccogliere almeno 10 grammi di regolite. Dopo aver completato il carotaggio, la sonda effettuerà diversi sorvoli di Deimos prima di intraprendere il viaggio di ritorno, con rientro della capsula nel deserto australiano previsto per il luglio 2031. I campioni di Phobos potrebbero contenere indizi preziosi sulla formazione del sistema solare e, forse, tracce di materiale marziano scagliato nello spazio da antichi impatti.

Il Lunar Cruiser e l'alleanza con Toyota
Sulla Luna, il contributo giapponese più atteso è il Lunar Cruiser, il rover pressurizzato sviluppato da Toyota in collaborazione con JAXA e Mitsubishi Heavy Industries. Alimentato a celle a combustibile a idrogeno, questo veicolo permetterà agli astronauti di Artemis VII di esplorare il Polo Sud lunare senza indossare tute ingombranti, con un'autonomia complessiva di 10.000 chilometri. I primi test di mobilità, completati nel maggio 2025, hanno superato le aspettative, e il modello di volo dovrebbe essere pronto per il lancio entro il 2032. Il Lunar Cruiser non è solo un rover, ma un vero e proprio modulo abitativo mobile, dotato di sistemi di supporto vitale, comunicazioni e strumenti scientifici. Per il Giappone, è la dimostrazione che la cooperazione internazionale può produrre risultati che nessuna nazione, da sola, potrebbe ottenere.

L'Europa e la rete di servizi indipendenti
L'ESA, nel frattempo, sta costruendo una propria rete di servizi logistici e di comunicazione indipendente. La costellazione Moonlight, gestita da Telespazio con un contratto da 123 milioni di euro, entrerà in servizio nel 2029 e raggiungerà la piena operatività nel 2031, garantendo posizionamento e comunicazioni al Polo Sud lunare. Il lander logistico pesante Argonaut, sviluppato da Thales Alenia Space Italy, effettuerà la sua prima missione operativa nel 2031, depositando sulla superficie 1.500 chilogrammi di equipaggiamento scientifico, inclusi sistemi di navigazione e un braccio robotico. Entro il 2035, Argonaut trasporterà i moduli di antenna per l'Astrophysical Lunar Observatory, un interferometro radio a bassa frequenza che sarà installato sul lato nascosto della Luna, una zona priva di interferenze radio terrestri, per condurre osservazioni cosmologiche uniche.

Il terzo polo e il futuro dell'esplorazione spaziale
Entro il 2047, il Consorzio delle Medie Potenze si sarà consolidato come un attore spaziale di primo piano. Con una propria rete logistica, capacità ISRU e osservatori scientifici, l'alleanza offrirà una piattaforma di cooperazione aperta per le nazioni che non intendono allinearsi nè con gli Stati Uniti nè con la Cina. La sua esistenza garantirà che lo spazio rimanga un ambiente multipolare, dove la competizione non degeneri in conflitto e dove la scienza possa progredire al di sopra delle divisioni politiche. La missione ExoMars Rosalind Franklin, che nel 2028 partirà per Marte a bordo di un Falcon Heavy americano, e le future collaborazioni con l'India per la stazione BAS, dimostrano che la strada dell'autonomia strategica è percorribile. Europa e Giappone, insieme ai loro alleati, stanno scrivendo un nuovo capitolo della storia spaziale, dimostrando che anche le medie potenze, quando unite, possono ritagliarsi un ruolo da protagoniste.

Il percorso di Europa e Giappone nei prossimi vent'anni è un esempio di come le crisi possano generare innovazione. Abbandonato il progetto Gateway, queste nazioni hanno scelto di non dipendere più da nessuno e di costruire un proprio destino spaziale. Il Consorzio delle Medie Potenze è la risposta alla competizione tra superpotenze: un polo di stabilità, scienza e cooperazione che potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro dell'esplorazione umana.

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