La Stazione Orbitale Russa ROS in orbita con la Terra sullo sfondo
L'interruzione della collaborazione con l'Europa nel 2022 ha costretto la Russia a ridisegnare il proprio futuro spaziale. Nei prossimi vent'anni, Mosca punterà sulla costruzione della Stazione Orbitale Russa ROS, sul rinvio delle missioni lunari Luna 26 e 27 e su una partnership strategica con la Cina per la base ILRS. Un percorso segnato dall'isolamento tecnologico, ma anche da una tenace volontà di restare protagonista. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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La nuova stazione orbitale ROS: un rifugio nell'orbita bassa Con l'avvicinarsi del pensionamento della Stazione Spaziale Internazionale, previsto tra il 2030 e il 2031, la Russia ha deciso di costruire una propria stazione orbitale indipendente. Il progetto della Stazione Orbitale Russa (ROS) prevede di sfruttare il segmento russo della ISS come nucleo iniziale, agganciando nuovi moduli a partire dal 2028. Poco prima del rientro distruttivo della ISS, la ROS si separerà e inizierà a operare come stazione autonoma, con un'inclinazione orbitale di 51,6 gradi. Questa scelta non è casuale: la stessa inclinazione sarà adottata dalla stazione indiana BAS, creando sinergie logistiche e possibilità di rifornimento incrociato. La ROS sarà un punto di appoggio per la ricerca scientifica, il monitoraggio militare e la sperimentazione di tecnologie per le missioni lunari. Tuttavia, l'isolamento tecnologico pesa: molti componenti che un tempo venivano forniti dall'Europa devono ora essere prodotti internamente, con costi e tempi di sviluppo più elevati.
Il rinvio delle missioni lunari e la riprogettazione forzata Sul fronte lunare, la Russia ha subito pesanti ritardi. Il lancio dell'orbiter Luna 26, che doveva mappare le risorse del Polo Sud e fornire telecomunicazioni, è slittato al 2028. Di conseguenza, le missioni dei lander pesanti Luna 27A (destinato al Polo Nord) e Luna 27B (Polo Sud) sono state rinviate rispettivamente al 2029 e al 2030. Questi lander avrebbero dovuto trasportare strumenti scientifici europei, ma dopo il 2022 tutti i componenti occidentali sono stati rimossi e sostituiti con equivalenti russi, un processo lungo e complesso. Nonostante i ritardi, la Russia non ha abbandonato l'ambizione lunare: Luna 27B dovrà testare tecnologie di perforazione e analisi del ghiaccio d'acqua che saranno fondamentali per la futura base ILRS, che Mosca sta sviluppando in partnership con la Cina.
La partnership con la Cina e la centrale nucleare lunare L'alleanza con Pechino è diventata il pilastro della strategia spaziale russa. La collaborazione più significativa riguarda lo sviluppo di una centrale nucleare lunare automatizzata da un kilowatt, destinata ad alimentare la base ILRS durante la notte lunare. Roscosmos mette a disposizione la sua esperienza decennale nei reattori spaziali, mentre la Cina fornisce i vettori e la logistica. Questa partnership permette alla Russia di rimanere nella partita lunare nonostante le limitazioni economiche e tecnologiche, ma la pone in una posizione subordinata rispetto a Pechino, che controlla i lanciatori pesanti e le infrastrutture principali. Per Mosca, è un compromesso necessario: da sola, la Russia non avrebbe le risorse per competere con Stati Uniti e Cina, ma come partner di secondo piano può ancora avere accesso allo spazio profondo e mantenere un ruolo geopolitico rilevante.
Prospettive fino al 2047 Guardando al lungo termine, la Russia punta a consolidare la ROS come stazione orbitale permanente e a partecipare alla costruzione e gestione della base ILRS. Entro il 2047, Mosca potrebbe avere una propria infrastruttura lunare minima, con moduli abitativi e laboratori integrati nella base cinese. Tuttavia, il divario tecnologico con le superpotenze spaziali è destinato ad ampliarsi, a meno che la Russia non riesca a sviluppare nuovi lanciatori riutilizzabili e a riconquistare una capacità produttiva interna oggi fortemente compromessa. La sopravvivenza della Russia come potenza spaziale dipenderà dalla sua capacità di innovare nonostante le sanzioni, e di trovare un equilibrio tra orgoglio nazionale e realismo geopolitico.
La traiettoria della Russia nello spazio nei prossimi vent'anni è segnata da resilienza e adattamento. Isolata dall'Occidente, Mosca si appoggia alla Cina per mantenere un posto nella corsa lunare e costruisce una propria stazione orbitale per non dipendere da nessuno. Il futuro spaziale russo è incerto, ma la storia insegna che questo paese non va mai sottovalutato quando si tratta di esplorazione e tecnologia.