Un pangolino appallottolato con scaglie cheratiniche protettive
Immaginate un animale ricoperto da un'armatura di scaglie mobili, con una lingua più lunga del proprio corpo e l'abitudine di appallottolarsi per difendersi. I pangolini sono mammiferi unici al mondo, eppure sono anche i più trafficati. Scopriamo la biologia straordinaria di questi formichieri corazzati, le loro specie e il loro ruolo vitale negli ecosistemi. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Un ordine a parte, tra mito e realtà
I pangolini appartengono all'ordine Pholidota e sono gli unici mammiferi dotati di un'armatura di scaglie cheratiniche sovrapposte. Queste scaglie ricoprono dorso, fianchi, testa e coda, lasciando libero solo il ventre, protetto da peli chiari e sottili. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono parenti stretti di armadilli o formichieri, ma rappresentano una linea evolutiva indipendente e antichissima, inclusa nella lista delle specie EDGE (Evolutionarily Distinct and Globally Endangered), che segnala gli animali ad alta unicità evolutiva e massima minaccia.
Quattro specie asiatiche a confronto
I pangolini asiatici si suddividono in diverse specie con caratteristiche distinte. La tabella seguente riassume i principali tratti di quattro di esse.
Specie
Nome comune
Peso massimo
File di scaglie dorsali
Habitat e particolarità
Manis crassicaudata
Pangolino indiano
Fino a 90% in più nei maschi
11-13
Fossorio, scaglie enormi, scaglia ventrale sulla coda
Manis javanica
Pangolino malese
13,5 kg
Fino a 30
Semi-arboricolo, coda lunga fino a 72 cm
Manis pentadactyla
Pangolino cinese
Variabile
14-17 sulla coda
Orecchie sviluppate, artigli anteriori lunghi
Manis aurita
Pangolino himalayano
Non specificato
Dato non riportato
Cranio largo, rostro allungato, arti robusti per pendii scoscesi
Una lingua che sfida la fisica
Tutti i pangolini sono privi di denti. Al loro posto hanno una lingua cilindrica, estremamente flessibile e appiccicosa, che può raggiungere il 37-41% della lunghezza totale del corpo. In un esemplare adulto di pangolino indiano, la lingua misura circa 42,5 centimetri ed è ancorata alla porzione caudale dello sterno. Viene costantemente lubrificata da ghiandole salivari ipertrofiche e viene estroflessa rapidamente all'interno dei nidi di termiti e formiche. Gli arti anteriori, dotati di tre grandi artigli ricurvi, servono a demolire i nidi, mentre le scaglie proteggono l'animale dai morsi delle prede. Poichè non può masticare, il pangolino ingerisce anche sassolini (gastroliti) e sfrutta le pareti muscolari dello stomaco, rivestite di proiezioni cheratiniche, per triturare meccanicamente gli esoscheletri.
Ingegneri dell'ecosistema
I pangolini sono animali notturni e solitari, con un olfatto finissimo che compensa la vista e l'udito deboli. Scavano due tipi di tane: temporanee per il foraggiamento (profondità media 36,98 cm) e permanenti per il riposo (profondità media 116,92 cm), situate vicino a grandi colonie di termiti. Oltre a controllare le popolazioni di insetti, la loro attività di scavo arieggia il suolo, favorisce la percolazione dell'acqua e crea rifugi utilizzati da molti altri piccoli vertebrati. Purtroppo, la strategia difensiva dell'appallottolamento, efficacissima contro i predatori naturali, è del tutto inutile contro i bracconieri, rendendo i pangolini i mammiferi più trafficati illegalmente al mondo.
Conoscere i pangolini significa apprezzare un capitolo unico della storia dei mammiferi. Ogni scaglia racconta milioni di anni di evoluzione e un presente drammatico che richiede la nostra attenzione.