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Bawah Reserve, l'arcipelago indonesiano che assorbe più carbonio di quanto ne emetta
Di Alex (del 13/07/2026 @ 09:00:00, in Resort marini eco-sostenibili, letto 44 volte)
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Ville in bambù e legno riciclato immerse nella foresta e collegate da pontili su una laguna protetta.
Ville in bambù e legno riciclato immerse nella foresta e collegate da pontili su una laguna protetta.
Sei isole, tredici spiagge, tre lagune e un unico obiettivo: rimuovere dall'atmosfera più gas serra di quelli prodotti. Bawah Reserve, nell'arcipelago delle Anambas in Indonesia, ha ottenuto la certificazione carbon-negative nel 2022, alimentandosi solo con il sole e proibendo qualsiasi forma di pesca nei suoi 5.000 ettari di mare protetto. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Costruire senza ferire la terra
Quando i progettisti sono arrivati sulle isole, hanno preso una decisione drastica: niente ruspe, niente escavatori, nessun macchinario pesante. Ogni villa è stata sollevata su palafitte usando tralicci di bambù e legno riciclato, senza scavare fondamenta che avrebbero distrutto il suolo. Le 35 suite, comprese quelle che si affacciano direttamente sulla laguna, sono state realizzate da artigiani locali utilizzando tecniche costruttive tramandate da generazioni. Il risultato è un villaggio sospeso che sembra galleggiare tra gli alberi, perfettamente integrato con la foresta pluviale.

Zero scarichi in mare
L'acqua dolce necessaria per gli ospiti e per il personale viene prodotta dissalando l'acqua marina con l'energia solare. Tutti i reflui, sia quelli dei bagni sia quelli delle cucine, vengono trattati in un impianto a ciclo chiuso che non rilascia neppure una goccia in laguna. Questo protocollo a scarico zero è fondamentale perchè evita di immettere sostanze nutrienti che potrebbero alterare l'equilibrio della barriera corallina. Anche la piscina naturale in cui è possibile fare snorkeling è alimentata dall'acqua di mare che entra ed esce con la marea, senza bisogno di pompe o prodotti chimici.

Un laboratorio di ripopolamento ittico
L'area marina protetta di 5.000 ettari è governata dalla regola delle tre “no”: no fishing, no anchoring, no collecting. Non si pesca, non si getta l'ancora, non si raccoglie nulla, nemmeno una conchiglia. Dentro questo santuario, i biologi della Bawah Marine Foundation hanno avviato programmi di trapianto dei coralli e censimenti periodici dei pesci. I risultati parlano chiaro: le popolazioni ittiche sono cresciute a tal punto che alcune specie che erano quasi scomparse, come il pesce napoleone, sono tornate a popolare la barriera. Bawah Reserve è la prova vivente che si può fare turismo di lusso togliendo anidride carbonica dall'atmosfera anzichè aggiungerla. Con la sua politica a scarico zero e la protezione integrale del mare, questo arcipelago è diventato un rifugio sicuro non solo per i viaggiatori, ma per migliaia di creature marine che qui possono vivere senza paura di finire in una rete.

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