La città reale di Axum all'alba con le sue monumentali stele di pietra
Tra il 100 e il 300 dopo Cristo, l'impero di Axum, situato nell'odierna Etiopia ed Eritrea, era uno dei regni più prosperi del mondo antico, famoso per le sue stele di pietra, il commercio sull'oceano Indiano e la sua raffinata rete di porti e strade. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
🎧 Ascolta questo articolo
Bonus Video
Le stele: giganti di pietra per l'eternità
Il simbolo più celebre di Axum sono le sue stele, obelischi monolitici alti fino a 33 metri scolpiti in un unico blocco di granito. La Stele di Axum, oggi rimontata dopo essere stata portata a Roma da Mussolini e poi restituita, pesa oltre 500 tonnellate ed è decorata con motivi che riproducono porte, finestre e travi di legno, a imitazione di palazzi reali. Queste stele, chiamate hawilt in lingua ge'ez, venivano erette come monumenti funerari per re e nobili, e sotto di esse si trovavano elaborate tombe a camera con corredi di oro, argento e avorio. La loro realizzazione richiedeva una conoscenza avanzata della statica e della logistica: il trasporto di blocchi così enormi dalle cave fino alla capitale, distanti diversi chilometri, implicava l'uso di slitte, rulli di legno e probabilmente rampe di terra battuta. Il fatto che molte stele siano ancora in piedi dopo quasi duemila anni testimonia l'abilità tecnica degli ingegneri axumiti, paragonabile a quella dei costruttori egizi o romani.
Un impero costruito sul commercio
Axum doveva la sua ricchezza alla posizione strategica sul Mar Rosso, crocevia tra l'Africa, l'Arabia, l'India e il Mediterraneo. Il porto di Adulis, oggi in Eritrea, era una città cosmopolita dove si incontravano mercanti greci, egiziani, arabi, persiani e indiani. Le esportazioni axumite includevano avorio, oro, pelli di leopardo, schiavi, incenso e mirra, mentre dalle rotte oceaniche arrivavano seta cinese, spezie indiane e vetro romano. Le monete axumite, coniate in oro, argento e bronzo, sono tra le prime in Africa subsahariana a portare iscrizioni in greco e in ge'ez, un chiaro segno dell'integrazione dell'impero nei circuiti commerciali internazionali. Le monete raffiguravano il re con una corona e, sul retro, la croce cristiana dopo la conversione al cristianesimo avvenuta nel IV secolo. Il controllo del commercio dell'incenso, raccolto sugli altipiani etiopici e molto richiesto per i riti religiosi in tutto il mondo antico, garantiva introiti costanti e permetteva ai sovrani axumiti di mantenere un esercito e una flotta considerevoli.
Vita quotidiana nella capitale
La città di Axum si estendeva su un altopiano a oltre 2000 metri di altitudine, con un clima mite e terreni fertili. Le strade erano percorse da asini, cammelli e carri, mentre i mercati offrivano cereali, miele, birra di miglio e tessuti di lino. Le case dei nobili erano costruite con fondazioni di pietra e muri di legno e argilla, spesso a più piani, con tetti a terrazza. Il palazzo reale, chiamato Ta'akha Maryam, era un complesso imponente con cortili, sale di ricevimento e magazzini sotterranei per le derrate. L'agricoltura sfruttava un ingegnoso sistema di terrazzamenti e canali di irrigazione che convogliavano l'acqua piovana verso i campi di teff, orzo e frumento. La dieta si basava su pane di teff, legumi, latte e carne di capra, e la società era stratificata con un re (negus) al vertice, seguito da nobili, sacerdoti, mercanti, artigiani e contadini. La scrittura ge'ez, ancora oggi usata nella liturgia della chiesa ortodossa etiope, veniva impiegata per testi amministrativi, religiosi e letterari, facendo di Axum una delle poche civiltà africane antiche a possedere una tradizione scritta autoctona.
Prodotto
Provenienza
Destinazione
Avorio
Africa orientale
Egitto, Roma, India
Oro
Miniere etiopiche
Arabia, Persia
Incenso e mirra
Altopiano etiopico
Mediterraneo, India
Seta e spezie
India, Cina
Porto di Adulis
Eredità e tramonto dell'impero
L'impero di Axum raggiunse il suo apogeo tra il III e il VI secolo, estendendo la propria influenza fino allo Yemen e alla Nubia. La conversione al cristianesimo, attribuita a re Ezana intorno al 330 dopo Cristo, fece di Axum uno dei primi stati cristiani della storia, insieme all'Armenia e all'Impero Romano. Tuttavia, a partire dal VII secolo, l'espansione islamica nel Mar Rosso e il declino delle rotte commerciali verso l'India ridussero progressivamente la potenza axumita. L'interramento del porto di Adulis e l'erosione dei suoli agricoli accelerarono il declino, e la capitale perse gradualmente importanza fino a diventare una città di provincia. La dinastia axumita sopravvisse come entità politica fino al X secolo, ma la sua eredità sopravvisse nelle chiese rupestri di Lalibela e nella cultura etiope moderna. Gli archeologi continuano a scavare tra le rovine di Axum, portando alla luce nuovi dettagli su una civiltà che per troppo tempo è rimasta in ombra rispetto alle più celebrate potenze del Mediterraneo.
L'impero di Axum ci ricorda che l'Africa non fu solo spettatrice della storia antica, ma protagonista di un mondo interconnesso. Le sue stele, le monete e le rovine sono la prova silenziosa di un passato glorioso che ancora oggi affascina e sorprende.