Il lander lunare cinese Lanyue si posa al Polo Sud con due taikonauti
Mentre gli Stati Uniti riorganizzano il programma Artemis, la Cina accelera con un piano autonomo e ambizioso. Tra il 2027 e il 2032, Pechino invierà sonde al Polo Sud lunare, farà atterrare i primi taikonauti sulla superficie e lancerà una missione senza precedenti per riportare campioni da Marte entro il 2031. La strategia cinese è chiara: diventare la prima potenza a completare il ciclo di andata e ritorno dal Pianeta Rosso. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Il razzo Long March 10 e la capsula Mengzhou Il pilastro della strategia lunare cinese è il vettore Long March 10 (CZ-10), un razzo a tre corpi con una capacità di carico di 27 tonnellate verso l'orbita di inserzione trans-lunare. Nel febbraio del 2026, la Cina ha completato con successo un test integrato che ha validato il sistema di aborto al decollo in condizioni di massima pressione aerodinamica e il rientro propulsivo del primo stadio, dimostrando la maturità della tecnologia. La capsula Mengzhou, progettata per trasportare i taikonauti, è già stata collaudata in volo. Il profilo di missione prevede un doppio lancio: il lander Lanyue e la Mengzhou si agganceranno in orbita lunare, quindi due taikonauti scenderanno sulla superficie indossando la tuta protettiva Wangyu e utilizzando il rover Tansuo per esplorare il Polo Sud. Dopo alcuni giorni di attività scientifica, il modulo di ascesa del lander li riporterà in orbita per il rendezvous con la capsula e il rientro sulla Terra. Il primo allunaggio con equipaggio è previsto tra il 2029 e il 2030, un ritmo che mette pressione agli Stati Uniti e dimostra la determinazione cinese a non restare indietro nella nuova corsa alla Luna.
Le missioni robotiche Chang'e 7 e 8 Prima dell'allunaggio umano, la Cina invierà due sonde robotiche avanzate. Chang'e 7, nel periodo 2026-2027, condurrà analisi termiche e morfologiche dettagliate del Polo Sud, impiegando un modulo in grado di compiere balzi all'interno dei crateri permanentemente in ombra per rilevare depositi di acqua ghiacciata. Questa capacità di "saltare" da un punto all'altro è unica nel panorama delle esplorazioni lunari e permetterà di mappare risorse che sono invisibili agli orbiter tradizionali. Nel 2028, Chang'e 8 testerà le prime tecnologie di utilizzo delle risorse in situ, cioè la capacità di estrarre ossigeno e altri materiali direttamente dal suolo lunare. A bordo della missione ci sarà anche un rover scientifico da 30 chilogrammi sviluppato dalla SUPARCO, l'agenzia spaziale del Pakistan, segno della crescente cooperazione internazionale che Pechino sta costruendo attorno al suo programma lunare. Chang'e 8 rappresenterà il primo passo concreto verso la costruzione della International Lunar Research Station, la base che la Cina intende realizzare con i suoi partner internazionali.
Tianwen-3: il colpo grosso su Marte Se la Luna è il primo obiettivo, Marte è il vero gioiello che la Cina vuole conquistare. Alla fine del 2028, sfruttando una finestra di lancio tra dicembre e gennaio, la missione Tianwen-3 decollerà con un'architettura a doppio lancio basata sul razzo Long March 5. L'obiettivo è ambizioso: riportare sulla Terra campioni di suolo marziano entro il 2031, diventando la prima nazione al mondo a completare un'impresa del genere. La missione utilizzerà un sistema di carotaggio capace di perforare fino a due metri di profondità, raccogliendo almeno 500 grammi di regolite marziana. Un drone aereo, simile a un piccolo elicottero, esplorerà l'area circostante per selezionare i siti di prelievo più interessanti. La Cina ha aperto la missione alla cooperazione internazionale, selezionando nell'aprile del 2026 cinque strumenti scientifici stranieri, tra cui un retroreflettore laser sviluppato dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati, in Italia. Questa apertura è una mossa strategica: da un lato arricchisce il valore scientifico della missione, dall'altro costruisce una rete di alleanze che fa concorrenza al blocco guidato dagli Stati Uniti.
La costruzione del blocco ILRS e la sfida geopolitica Mentre gli Stati Uniti hanno gli Accordi Artemis come quadro giuridico e diplomatico per la cooperazione lunare, la Cina sta strutturando la International Lunar Research Station (ILRS) come un blocco alternativo. La Russia è il partner principale, ma numerose altre nazioni, specialmente in Asia e Africa, stanno aderendo al progetto. La strategia cinese è offrire accesso allo spazio e condivisione dei risultati scientifici in cambio di sostegno politico ed economico. Entro il 2032, con l'allunaggio umano completato e le missioni robotiche in corso, la Cina avrà posto solide basi per la fase successiva: la costruzione vera e propria della base ILRS, che diventerà il centro operativo del programma spaziale cinese per i decenni a venire. Il quinquennio 2027-2032 è, per Pechino, il momento del sorpasso: mentre l'America riorganizza i suoi piani, la Cina corre, e lo fa su due fronti contemporaneamente, Luna e Marte, con una coerenza e una determinazione che stanno ridefinendo gli equilibri geopolitici dello spazio.
Tra il 2027 e il 2032 la Cina si candida a diventare la protagonista assoluta dell'esplorazione spaziale. Con un razzo potente e collaudato, un lander lunare già testato e una missione marziana senza precedenti, Pechino dimostra che il secolo asiatico si giocherà anche oltre l'atmosfera terrestre. La competizione con gli Stati Uniti non è mai stata così accesa, e il traguardo di Marte si avvicina rapidamente.