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Otis Boykin, l'inventore del resistore che salva il cuore
Di Alex (del 06/07/2026 @ 14:00:00, in Storia delle invenzioni, letto 52 volte)
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Otis Boykin al lavoro tra circuiti e resistori elettrici
Otis Boykin al lavoro tra circuiti e resistori elettrici
Figlio di un falegname di Dallas, Otis Boykin costruì un piccolo componente elettrico capace di rendere più precisi missili, computer e persino il pacemaker. Un'invenzione nata anche dal dolore per la perdita della madre. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Un resistore che resiste a tutto
Nel giugno del 1959 Boykin ottenne il suo primo brevetto per un resistore a filo di precisione, un componente capace di assegnare un valore di resistenza elettrica esatto a un segmento specifico di un circuito. Due anni dopo perfezionò l'idea con un secondo brevetto per una versione ancora più economica da produrre, in grado di resistere a temperature estreme, forti pressioni e accelerazioni improvvise senza rompersi nè perdere precisione. Questa robustezza lo rese immediatamente interessante per settori molto diversi tra loro: l'esercito degli Stati Uniti lo adottò per i sistemi di guida dei missili teleguidati, mentre IBM lo utilizzò nei propri calcolatori. Le sue tecnologie finirono anche in televisori e radio di uso comune, contribuendo a rendere l'elettronica di consumo del dopoguerra più affidabile e meno costosa. In totale Boykin arrivò a depositare oltre venti brevetti nel corso della sua carriera, spaziando dai resistori a un filtro chimico per l'aria fino a una cassa registratrice antifurto, dimostrando una versatilità rara tra gli inventori del suo tempo.

La collaborazione che rese possibile il pacemaker moderno
Il capitolo più importante della sua carriera si aprì quando lavorava come ingegnere capo alla Chicago Telephone Supply, poi diventata CTS Corp. Lì Boykin sviluppò un elemento resistivo in cermet, un materiale composto da ceramica e metallo, che venne integrato in collaborazione con Wilson Greatbatch, l'inventore del pacemaker impiantabile, in un potenziometro di regolazione capace di aggiustare la frequenza degli impulsi cardiaci senza bisogno di un intervento chirurgico. Questa unità di controllo divenne nota al grande pubblico nel 1968, quando un pacemaker contribuì a salvare la vita all'ex presidente Dwight Eisenhower dopo un attacco cardiaco. Boykin lasciò poi la CTS per lavorare come consulente, trasferendosi anche a Parigi per alcuni anni. Morì a Chicago nel marzo del 1982 per un'insufficienza cardiaca, la stessa condizione che il suo lavoro aveva contribuito a curare in migliaia di persone in tutto il mondo. Nel 2014 è stato inserito, postumo, nella National Inventors Hall of Fame degli Stati Uniti.

La storia di Otis Boykin dimostra come un singolo componente elettronico, apparentemente banale, possa diventare la chiave che tiene in vita un cuore. Il suo nome resta oggi poco noto al grande pubblico, ma le sue invenzioni continuano a battere, letteralmente, dentro il petto di migliaia di persone.

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