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Il cercocebo del Tana, il primate che vive su un'isola di foresta lunga sessanta chilometri
Di Alex (del 06/07/2026 @ 10:00:00, in Amici animali, letto 62 volte)
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Un gruppo di cercocebi del Tana nella foresta ripariale del fiume Tana
Un gruppo di cercocebi del Tana nella foresta ripariale del fiume Tana
Lungo un tratto di sessanta chilometri del fiume Tana, in Kenya, sopravvive un primate dal ciuffo scuro che non si trova in nessun altro luogo della Terra, ormai ridotto a poche centinaia di individui. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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Un primate legato in modo assoluto a un fiume
Gli esemplari maschi di questa specie, chiamata scientificamente Cercocebus galeritus, misurano tra i cinquantacinque e i sessantacinque centimetri di lunghezza testa-corpo, a cui si aggiunge una coda lunga fino a ottanta centimetri, per un peso che va dai dieci ai quindici chilogrammi; le femmine sono sensibilmente più piccole, con un peso compreso tra i cinque e i sette chilogrammi. Il mantello è grigio-bruno, con parti inferiori più chiare, il muso scuro è circondato da vistose palpebre bianche, e la testa è sormontata da un caratteristico ciuffo di peli scuri che dà il nome comune alla specie. Si tratta di un animale prevalentemente terricolo, che trascorre gran parte della giornata cercando cibo sul terreno della foresta per poi rifugiarsi sugli alberi durante la notte. La sua dieta è principalmente frugivora, integrata da foglie, steli, insetti e funghi, e i grossi premolari gli permettono di frantumare semi particolarmente duri; nonostante sia stato a lungo considerato solo un predatore di semi, studi recenti hanno dimostrato che contribuisce attivamente alla dispersione dei semi e quindi alla rigenerazione della foresta stessa.

Una specie in bilico tra conservazione e conflitto con l'uomo
Il cercocebo del Tana vive esclusivamente in una manciata di lembi di foresta a galleria e di pianura alluvionale lungo il basso corso del fiume Tana, nel Kenya sudorientale, un'area che dipende interamente dai cicli naturali di piena, erosione e apporto di nutrienti del fiume stesso. La popolazione è confinata in circa ventisette dei sessanta frammenti forestali disponibili lungo il corso d'acqua, per una superficie complessiva stimata in appena ventisei chilometri quadrati. Proprio per proteggere questa specie, insieme all'altrettanto minacciato colobo rosso del Tana, venne istituita nel 1978 la Riserva dei Primati del Tana, la cui gestione resta però fragile a causa dell'instabilità politica della regione e della pressione demografica crescente. La specie è classificata come gravemente minacciata dalla Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, principalmente a causa della perdita di habitat legata all'espansione agricola, e viene talvolta cacciata dagli agricoltori locali come parassita delle colture. Un censimento condotto nel 1994 stimò la popolazione totale tra i mille e i milleduecento individui, già in calo rispetto ai livelli registrati venti anni prima. Alcuni progetti di conservazione comunitaria, sostenuti anche da fondazioni internazionali, stanno oggi lavorando con le comunità locali per piantare alberi da frutto ai margini della foresta e ridurre la pressione sulle risorse forestali rimaste.

Il destino del cercocebo del Tana è legato in modo indissolubile alla salute di un singolo fiume africano: proteggere questi ultimi lembi di foresta significa proteggere non solo un primate raro, ma un intero ecosistema fluviale già estremamente fragile.

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