Gordon Gould concepì il principio del laser nel 1957, ma dovette combattere una lunghissima battaglia legale contro l'ufficio brevetti statunitense prima di vedere riconosciuti i propri diritti di inventore. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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La scintilla nel cuore della notte
Era una notte di novembre del 1957 quando Gordon Gould, un fisico trentasettenne che lavorava alla Columbia University, ebbe l'intuizione che avrebbe cambiato per sempre il mondo della tecnologia. Non riuscendo a dormire, iniziò a scarabocchiare su un taccuino gli elementi fondamentali di un dispositivo in grado di produrre un fascio di luce coerente e amplificato. Chiamò il suo concetto LASER, acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation. Quel taccuino, che Gould fece autenticare da un notaio pochi giorni dopo, diventò la prova centrale in una battaglia legale durata quasi trent'anni. All'epoca, il concetto di amplificazione stimolata era già stato proposto da Charles Townes e Arthur Schawlow, che avevano brevettato il maser e lavoravano al laser. Tuttavia, Gould comprese immediatamente l'importanza dell'amplificazione luminosa e descrisse nel suo quaderno non solo il principio base, ma anche applicazioni rivoluzionarie come la saldatura, la chirurgia, le comunicazioni e la fusione nucleare. Quando presentò la domanda di brevetto, si scontrò con la burocrazia e con gli interessi della TRG, un'azienda che aveva finanziato le sue ricerche ma che gli impedì di procedere perchè il governo aveva classificato il progetto come segreto. Gould non aveva le autorizzazioni di sicurezza necessarie e rimase tagliato fuori. Nel frattempo Townes e Schawlow ottennero il brevetto nel 1960, anno in cui Theodore Maiman costruì il primo laser funzionante. Gould, convinto di essere stato derubato dell'idea, avviò una causa legale che si trascinò per decenni. Nel 1977 la Corte federale gli diede ragione e riconobbe il suo contributo originale, avviando una serie di vittorie che gli permisero di ottenere i brevetti sui componenti chiave del laser a gas, del laser a rubino e di numerose altre applicazioni. L'industria, che nel frattempo era esplosa con fatturati miliardari, dovette pagare royalties a Gould per l'uso delle sue invenzioni. Quando infine, nel 1987, la Corte d'Appello confermò definitivamente i suoi diritti, Gould era ormai un uomo anziano, ma potè beneficiare economicamente di una tecnologia che aveva previsto con trent'anni di anticipo. La sua testardaggine e la precisione con cui annotò ogni idea su quel taccuino notarile fecero la differenza: senza di lui, il laser sarebbe stato probabilmente inventato comunque, ma non con la completezza e la visione sistemica che Gould ebbe sin dal primo istante.
La storia di Gordon Gould ci insegna che la determinazione e la fiducia nelle proprie idee possono vincere anche le battaglie più impari, trasformando un taccuino notarile in un tesoro tecnologico.