Cuba Porto Rico persi Spagna guerra ispanoamericana 1898
Nel 1898 la guerra ispano-americana segnò la fine dell'impero coloniale spagnolo nelle Americhe. Con la sconfitta, la Spagna cedette Cuba, Porto Rico, Guam e le Filippine agli Stati Uniti, ridisegnando gli equilibri geopolitici e proiettando Washington tra le potenze globali. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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La guerra che cambiò il destino di due imperi L'esplosione della corazzata statunitense USS Maine nel porto dell'Avana il 15 febbraio 1898, costata la vita a 266 marinai, fornì il casus belli che l'amministrazione McKinley attendeva per intervenire nell'isola caraibica. Sebbene le cause dell'esplosione rimangano ancora oggi dibattute, la stampa americana, in particolare i giornali di William Randolph Hearst e Joseph Pulitzer, montò una campagna accusando la Spagna di sabotaggio, scatenando un'ondata di fervore bellico. Il 25 aprile 1898 gli Stati Uniti dichiararono guerra, avviando un conflitto che si sarebbe combattuto su due fronti oceanici. Nelle Filippine, il commodoro George Dewey distrusse la flotta spagnola del Pacifico nella battaglia della baia di Manila il primo maggio, mentre a Cuba le forze statunitensi sbarcarono a Santiago e sconfissero le truppe spagnole nella battaglia terrestre di San Juan Hill, resa celebre dalla carica dei Rough Riders di Theodore Roosevelt. L'episodio decisivo avvenne il 3 luglio, quando la squadra navale spagnola dell'ammiraglio Cervera tentò di forzare il blocco del porto di Santiago e fu annientata dalla marina americana, con la perdita di tutti i sei incrociatori e oltre 400 uomini. Pochi giorni dopo, Santiago si arrese e le operazioni militari cessarono. Il trattato di Parigi, firmato il 10 dicembre 1898, imponeva alla Spagna la rinuncia a ogni pretesa su Cuba, che divenne formalmente indipendente ma di fatto sotto il controllo statunitense grazie all'emendamento Platt, mentre Porto Rico, Guam e le Filippine venivano cedute direttamente agli Stati Uniti per la somma di 20 milioni di dollari. L'evento segnò la fine del secolare impero spagnolo e l'ingresso definitivo degli Stati Uniti nel novero delle potenze coloniali, con una proiezione navale e commerciale che si estendeva dai Caraibi al Pacifico. La guerra del 1898 fu un punto di svolta che consegnò a Washington un ruolo egemonico e aprì un dibattito sull'interventismo che avrebbe segnato il secolo successivo.