\\ Home Page : Articolo : Stampa
Chi controlla davvero l'intelligenza artificiale: la ragnatela dei miliardi
Di Alex (del 17/06/2026 @ 09:00:00, in Intelligenza Artificiale, letto 51 volte)
[🔍 CLICCA PER INGRANDIRE]
Rete di miliardi incrociati tra Nvidia, OpenAI, CoreWeave e Microsoft
Rete di miliardi incrociati tra Nvidia, OpenAI, CoreWeave e Microsoft
Il mondo dell'intelligenza artificiale è dominato da una rete di investimenti incrociati tra Nvidia, OpenAI, Microsoft, Oracle e nuovi attori come CoreWeave. I miliardi di dollari ruotano in un ciclo in cui i chip di Nvidia alimentano i modelli, mentre gli stessi fondi tornano all'azienda di Jensen Huang, creando un ecosistema interdipendente che ricorda le ferrovie dell'Ottocento. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


🎧 Ascolta questo articolo




Bonus Video



La ragnatela dei chip e dei miliardi
Nel corso del 2025, il fatturato di Nvidia legato al segmento data center ha raggiunto i 47,5 miliardi di dollari, con oltre l'80 per cento delle GPU per intelligenza artificiale acquistate da un ristretto gruppo di hyperscaler tra cui Microsoft, Amazon, Google e le emergenti CoreWeave e Oracle. Ma il dato più sorprendente è che Nvidia non si limita a vendere hardware: ha progressivamente costruito un portafoglio di partecipazioni nei suoi stessi clienti, trasformando il mercato in un intreccio di interessi circolari. Attraverso il fondo NVentures, la società di Santa Clara ha investito fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI, l'azienda che sviluppa GPT, diventandone al contempo fornitore esclusivo di GPU H100 e Blackwell. OpenAI, da parte sua, spende circa 300 miliardi in infrastrutture cloud, di cui una quota significativa è destinata a Oracle, che a sua volta utilizza server equipaggiati con chip Nvidia. Il quadro si complica con l'ingresso di CoreWeave, un fornitore di cloud specializzato in carichi di lavoro AI, di cui Nvidia possiede il 7 per cento. Nvidia acquista da CoreWeave 6 miliardi di capacità cloud, mentre CoreWeave spende 4 miliardi per comprare hardware da Nvidia e OpenAI paga a CoreWeave 22 miliardi per noleggiare i server. In pratica i fondi ruotano in un cerchio: il denaro che OpenAI versa a CoreWeave torna in parte a Nvidia sotto forma di ordini per GPU, mentre Nvidia stessa remunera CoreWeave per l'affitto del cloud, e la stessa OpenAI riceve investimenti da Nvidia. AMD, rivale diretto di Nvidia, ha siglato un accordo da decine di miliardi con United Pacific Investments (UPI), garantendo a OpenAI la possibilità di acquistare fino al 10 per cento delle azioni AMD, in modo da diversificare le forniture. XAI, la startup di Elon Musk, ha chiuso un contratto con Nvidia per 20 miliardi di chip, e Nvidia ha contestualmente reinvestito 2 miliardi in XAI, replicando lo schema. Microsoft, principale investitore di OpenAI, ospita GPT sulla propria piattaforma Azure e rivende la stessa tecnologia come Copilot nei prodotti Office e Windows, generando un flusso di cassa che alimenta nuovi acquisti di GPU Nvidia. Amazon e Google fanno lo stesso con Anthropic, il creatore di Claude: Amazon ha investito 8 miliardi, Google 3 miliardi, ed entrambi ospitano i modelli sui propri cloud, ancora basati su chip Nvidia. Meta, che costruisce modelli aperti come Llama, acquista comunque decine di miliardi in GPU Nvidia per l'addestramento. Questa interdipendenza ricorda l'era delle ferrovie ottocentesche, quando le compagnie ferroviarie investivano nelle acciaierie che a loro volta acquistavano carbone e rotaie, usando le stesse ferrovie per il trasporto, in un ciclo che consolidò l'infrastruttura industriale moderna. Alcuni analisti vedono in questa circolarità un motore di crescita che accelera lo sviluppo dell'IA, mentre altri temono l'insorgere di una bolla speculativa e rischi di concentrazione monopolistica, con Nvidia che di fatto controlla l'intera filiera a monte e a valle. La vera posta in gioco non è solo economica, ma riguarda chi deterrà il potere di decidere quali modelli verranno addestrati e con quali regole.