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Benzina dai rifiuti: la Rolls-Royce V12 accesa con la Plastolina
Di Alex (del 17/06/2026 @ 08:00:00, in Nuove Tecnologie, letto 72 volte)
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Julian Brown e la Rolls-Royce Dawn alimentata a Plastolina, il carburante dalla plastica
Julian Brown e la Rolls-Royce Dawn alimentata a Plastolina, il carburante dalla plastica
Julian Brown ha dimostrato che i rifiuti di plastica possono diventare carburante ad alto numero di ottano. Dopo aver acceso muscle car e moto, il fondatore di JAB Innovation ha fatto funzionare una Rolls-Royce Dawn V12 con la sua Plastolina, confermando la validità di un processo che sfrutta microonde in assenza di ossigeno. Il progetto punta a creare stazioni di rifornimento da rifiuti. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


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La rivoluzione della Plastolina
L'esperimento più recente, condotto davanti a centinaia di persone in un capannone industriale del North Carolina il 3 maggio 2026, ha visto il fondatore di JAB Innovation riempire il serbatoio della lussuosa cabriolet con un liquido ambrato prodotto interamente da bottiglie, imballaggi e sacchetti di plastica non riciclabile. La Rolls-Royce Dawn, con il suo motore V12 biturbo da 6.6 litri, ha rombato senza esitazioni, dimostrando che la Plastolina può alimentare anche i propulsori più esigenti. Julian Brown, ingegnere autodidatta di trentaquattro anni, aveva già stupito il mondo nel 2024 accendendo una muscle car e successivamente una moto BMW e un camion, ma l'accensione del V12 rappresenta un salto di credibilità perché molti critici sostenevano che un motore di tale cilindrata e complessità richiedesse un carburante con caratteristiche di detonazione impossibili da ottenere dalla pirolisi della plastica. La tecnologia brevettata si chiama depolimerizzazione a microonde in atmosfera controllata, un processo che non brucia i rifiuti bensì li riscalda in una camera sigillata priva di ossigeno a temperature comprese tra 400 e 600 gradi centigradi. Le microonde eccitano le molecole di carbonio e idrogeno, spezzando le lunghe catene polimeriche e ricombinandole in idrocarburi liquidi simili alla benzina convenzionale. Il risultato è un carburante trasparente con numero di ottano pari a 110, superiore alla benzina premium in commercio, con un contenuto di zolfo inferiore a 5 parti per milione e una combustione che produce fino al 70 per cento in meno di ossidi di azoto. Il reattore Mark IV attualmente in uso trasforma circa dieci chilogrammi di plastica mista all'ora, con un'efficienza di conversione che sfiora l'ottanta per cento: per ogni chilo di rifiuti si ottengono circa 0,8 litri di Plastolina, mentre il residuo è costituito da nerofumo riutilizzabile come pigmento industriale e da gas leggeri che alimentano il processo stesso. Brown sta ora completando il Mark V, un reattore mobile delle dimensioni di un container, pensato per essere trasportato ovunque e per produrre carburante direttamente nei centri di raccolta rifiuti o nei porti, dove la plastica abbonda. L'obiettivo a lungo termine è costruire stazioni di rifornimento al dettaglio, chiamate "Plastoline Station", dove gli automobilisti potranno fare il pieno con benzina ottenuta dalla plastica gettata via, a un prezzo stimato di 0,50 euro al litro, competitivo con i carburanti fossili e completamente indipendente dal petrolio. Il progetto ha attirato l'attenzione di venture capital e di municipalità interessate a smaltire i rifiuti in modo redditizio, ma deve ancora superare le omologazioni per la vendita al pubblico e le resistenze dell'industria petrolchimica. Brown ha dichiarato che la dimostrazione con la Rolls-Royce è stata organizzata proprio per zittire gli scettici e per dimostrare che anche un motore di lusso, simbolo di esclusività, può funzionare con un carburante ricavato dalla spazzatura, riducendo al contempo le emissioni di gas serra e il consumo di materie prime fossili. La Plastolina rappresenta una sfida concreta al paradigma dei combustibili tradizionali e dimostra che l'economia circolare può entrare nel serbatoio delle auto di tutti i giorni.