Sifaka di Coquerel in salto laterale nella foresta arida del Madagascar
Il sifaka di Coquerel, primato della famiglia degli indridi endemico del Madagascar nord-occidentale, è classificato come specie a rischio critico di estinzione a causa della distruzione sistematica delle foreste secche stagionali, distrutte da incendi dolosi per fare spazio a terreni agricoli, mentre la sua caratteristica andatura laterale a salti lo ha reso noto come il lemure danzante. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.
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Il Madagascar come isola evolutiva e la famiglia degli indridi
Il Madagascar è uno degli ambienti biologici più straordinari del pianeta, un laboratorio evolutivo naturale che per circa ottantotto milioni di anni è rimasto isolato dal continente africano dopo la separazione tettonica, permettendo allo sviluppo di linee evolutive completamente autonome da quelle del resto del mondo. Circa il novanta per cento delle specie animali e vegetali del Madagascar non esistono da nessun'altra parte sulla Terra, e i lemuri, i primati più antichi del pianeta, sono l'esempio più emblematico di questo fenomeno di endemismo estremo. Mentre in Africa e in Asia i primati più avanzati, le scimmie e le grandi scimmie antropomorfe, si sono evoluti e hanno progressivamente sostituito i primati più primitivi nelle nicchie ecologiche disponibili, nel Madagascar isolato i lemuri hanno colonizzato senza competitori praticamente ogni habitat disponibile, da quello acquatico ai deserti sassosi, dalle foreste tropicali umide alle foreste secche stagionali del nord e dell'ovest.
La famiglia degli indridi, Indriidae, alla quale appartiene il sifaka di Coquerel, rappresenta il ramo più grandioso e specializzato dell'evoluzione dei lemuri. I suoi membri sono i lemuri di maggiori dimensioni attualmente viventi, dopo l'estinzione avvenuta in seguito all'arrivo dell'uomo nel Madagascar, circa duemila anni fa, delle specie giganti come il Archaeoindris fontoynontii, un animale delle dimensioni di un gorilla che si muoveva sui rami come un bradipo gigante. Gli indridi attuali si caratterizzano per la postura prevalentemente verticale, le lunghe zampe posteriori potenti adatte al salto tra i tronchi degli alberi, le braccia corte e il cranio arrotondato con grandi occhi rivolti in avanti, che consentono una visione binoculare di qualità. Si tratta di animali strettamente folivori, che si nutrono principalmente di foglie, gemme e frutti, con un sistema digestivo specializzato per neutralizzare i tannini amari presenti nelle foglie mature delle foreste secche.
Il sifaka di Coquerel, Propithecus coquereli, prende il nome dal naturalista francese Charles Coquerel che lo descrisse scientificamente nel 1867 dopo Cristo. Vive esclusivamente nelle foreste decidue stagionali del Madagascar nord-occidentale, in una fascia geografica che si estende dalla penisola di Ampasindava a nord fino alla baia di Baly a sud, con il parco nazionale di Ankarafantsika come principale nucleo di popolazione protetta. La sua presenza geografica limitata e la sua totale dipendenza da un tipo forestale raro e in rapida contrazione lo rendono particolarmente vulnerabile rispetto ad altri lemuri con areali più ampi o con maggiore adattabilità ecologica.
La locomozione verticale e la danza laterale: biomeccanica di un acrobata
La locomozione del sifaka di Coquerel è tra gli spettacoli più memorabili che la fauna del Madagascar offra all'osservatore. Nella foresta l'animale si muove principalmente con la modalità chiamata salto verticale e arrampicata, leaping and clinging in inglese, che consiste nell'aggrapparsi verticalmente ai tronchi con le zampe posteriori e nel propellersi da un albero all'altro con salti potenti e precisi che possono superare i dieci metri. La morfologia dell'animale è ottimizzata per questa modalità di spostamento: le zampe posteriori sono molto più lunghe e più muscolose di quelle anteriori, la colonna vertebrale è rigida per trasmettere efficacemente la spinta del salto, e le dita sono dotate di cuscinetti adesivi e di artigli toiled da presa che consentono di agganciarsi istantaneamente alla corteccia.
Quando il sifaka deve spostarsi sul terreno, il che avviene meno frequentemente ma è necessario per attraversare radure o zone in cui gli alberi sono distanti, la sua locomozione assume le forme che gli hanno guadagnato la fama e il soprannome di lemure danzante. Incapace di camminare a quattro zampe in modo efficiente per via della sua morfologia verticale, l'animale adotta un passo laterale nel quale mantiene il busto eretto e si sposta di lato con salti alternati delle zampe posteriori, con le braccia alzate per l'equilibrio. Questa andatura, vista da un osservatore umano, assomiglia in modo sorprendente a una sequenza di passi di danza, un effetto amplificato dalla bianchezza del pelo che contrasta con l'ambiente della foresta e dal ritmo quasi musicale della progressione. Filmati di sifaka in questa andatura hanno circolato ampiamente sui social network, trasformando l'animale in un piccolo simbolo mediatico della fauna del Madagascar.
Il repertorio comunicativo del sifaka di Coquerel è ricco e articolato, come ci si aspetta da un primate sociale che vive in gruppi di tre a dieci individui con strutture gerarchiche complesse. Il nome della specie e del genere, sifaka, è un'onomatopea malgascia che imita il verso d'allarme più caratteristico: un soffio acuto e brusco che l'animale emette quando percepisce un pericolo, sia aereo che terrestre. Studi etologici condotti nel parco di Ankarafantsika hanno documentato che il sifaka di Coquerel modifica la struttura del verso d'allarme in funzione del tipo di predatore rilevato, distinguendo tra minacce aeree come i falchi e minacce terrestri come il fossa, il principale mammifero predatore endemico del Madagascar, rivelando un sistema comunicativo dotato di una componente semantica più sofisticata di quanto si ritenesse in passato.
Minacce, conservazione e il futuro di una specie al limite
La classificazione del sifaka di Coquerel come specie a rischio critico di estinzione nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, IUCN, riflette una situazione demografica e ambientale di reale gravità. Le stime più recenti indicano una popolazione totale di poche migliaia di individui distribuiti in nuclei isolati da frammenti forestali non connessi tra loro, una struttura metapopolazionale che aumenta il rischio di estinzione locale e riduce la variabilità genetica di ciascun gruppo. La causa principale della contrazione dell'areale e del declino demografico è la distruzione delle foreste decidue stagionali del nord-ovest del Madagascar.
La tecnica del tavy, il disboscamento tramite incendio per ricavare terreni agricoli, è praticata da millenni nel Madagascar ma è diventata strutturalmente insostenibile nelle ultime decadi per la combinazione di crescita demografica umana accelerata e riduzione della superficie forestale disponibile. Gli incendi appiccati durante la stagione secca, spesso a novembre e dicembre prima delle piogge, percorrono distanze imprevedibili trascinati dal vento e distruggono porzioni di foresta molto superiori a quelle intenzionalmente bersagliate. Il Madagascar ha già perso circa il novanta per cento della propria copertura forestale originale, e il ritmo di deforestazione rimane tra i più elevati di tutto il continente africano nonostante i programmi internazionali di conservazione.
Il parco nazionale di Ankarafantsika, istituito nel 2002 dopo Cristo e con una superficie di circa millecentonovantuno chilometri quadrati, è il principale baluardo per la sopravvivenza del sifaka di Coquerel in condizioni protette. Tuttavia la pressione demografica sulle aree perimetrali del parco è intensa, e il bracconaggio e il prelievo illegale di legname continuano nonostante la presenza delle guardie forestali. Programmi di ecoturismo gestiti con il coinvolgimento delle comunità locali hanno fornito incentivi economici alla conservazione, ma la scala del problema supera ampiamente le risorse disponibili per la tutela.
Il sifaka di Coquerel è un concentrato delle contraddizioni del nostro rapporto con la biodiversità: la sua danza, filmata e condivisa milioni di volte, è diventata un simbolo globale di meraviglia naturale, mentre la foresta che gli permette di danzare brucia a poca distanza dalle telecamere dei turisti. La distanza tra la consapevolezza e l'azione rimane, come sempre, il problema più difficile da attraversare.