\\ Home Page : Articolo : Stampa
Kakapo: il pappagallo notturno che non sa volare
Di Alex (del 01/06/2026 @ 13:00:00, in Amici animali, letto 99 volte)
[🔍 CLICCA PER INGRANDIRE]
Kakapo, grande pappagallo notturno non volatore della Nuova Zelanda
Kakapo, grande pappagallo notturno non volatore della Nuova Zelanda
Il kakapo è un pappagallo unico al mondo: notturno, incapace di volare e con un profumo muschiato che ricorda i fiori. Sopravvissuto per miracolo all’arrivo dei predatori, oggi esiste solo su isolette sorvegliate, dove ogni esemplare ha un nome e un monitoraggio genetico costante. Un tesoro da proteggere. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO.


🎧 Ascolta questo articolo




Bonus Video



L’evoluzione di un gigante gentile
Il kakapo (Strigops habroptilus) è un pappagallo endemico della Nuova Zelanda, appartenente a una famiglia antichissima separatasi dagli altri pappagalli circa ottanta milioni di anni fa. Il suo aspetto è buffo e goffo: può pesare fino a quattro chilogrammi, il che lo rende il pappagallo più pesante del mondo. Ha piume verde muschio screziate di giallo, un becco robusto da schiacciare semi e due dischi facciali che gli conferiscono un’aria da gufo. Non vola perché le sue ali sono corte e i muscoli pettorali ridotti, ma si arrampica agilmente su alberi e rocce.

Essendo notturno, il kakapo trascorre le giornate nascosto in tane o sotto la vegetazione e all’imbrunire esce per nutrirsi di foglie, felci, radici e frutti. I maschi, durante la stagione riproduttiva, si radunano in arene chiamate lek, dove gonfiano una sacca toracica ed emettono richiami cupi e profondi, detti booming, che possono propagarsi per chilometri. Questi concerti notturni attirano le femmine, ma l’accoppiamento avviene solo ogni due-cinque anni, in corrispondenza della fioritura del rimu, un albero i cui semi forniscono l’energia necessaria per allevare i pulcini.

Prima dell’arrivo dei Maori, oltre settecento anni fa, i kakapo erano diffusissimi in tutta la Nuova Zelanda e non avevano praticamente nemici naturali. L’introduzione di ratti, cani e successivamente di gatti, ermellini e furetti da parte dei colonizzatori europei li decimò, riducendo la popolazione a poche decine di individui. Negli anni Novanta, la specie sembrava condannata all’estinzione.

Un programma di salvataggio estremo
Il Dipartimento di Conservazione neozelandese ha avviato un piano senza precedenti per salvare il kakapo. Tutti gli esemplari sopravvissuti sono stati trasferiti su isolette remote come Whenua Hou e Anchor Island, ripulite artificialmente dai predatori. Oggi ogni kakapo indossa un trasmettitore radio, che permette ai ranger di localizzarlo giorno e notte, controllare il suo stato di salute e persino sostituire il cibo con integratori vitaminici. Nidi e uova sono monitorati con telecamere a infrarossi, e quando una femmina abbandona il nido per nutrirsi, i ricercatori scaldano artificialmente le uova.

Il sequenziamento dell’intero genoma di ogni individuo è un altro pilastro del progetto. Conoscendo il DNA di ciascun kakapo, gli scienziati possono evitare accoppiamenti tra parenti stretti e preservare la massima diversità genetica possibile. Questo approccio di “gestione genetica individuale” è una delle strategie più avanzate al mondo e ha permesso di portare la popolazione da 51 esemplari del 1995 a oltre 250 nel 2024, un traguardo impensabile.

Nonostante i successi, il kakapo resta un simbolo di fragilità. La bassissima variabilità genetica lo rende vulnerabile a malattie improvvise, e il riscaldamento globale minaccia la sincronizzazione con la fioritura del rimu. Tuttavia, il piccolo pappagallo è diventato un ambasciatore della conservazione, dimostrando che l’impegno umano può riparare i danni causati in secoli di incuria. Ogni nuovo pulcino che sguscia su un’isola senza predatori è una vittoria della vita contro l’estinzione.

Il kakapo ci guarda con occhi antichi e fiduciosi, ricordandoci che il nostro dovere è proteggere ogni forma di esistenza. Quando il suo booming risuona nella notte neozelandese, è la voce stessa dell’evoluzione a chiedere ascolto e rispetto.