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Il Museo Egizio di Torino: l'archeometria e le scienze storiche applicate
Di Alex (del 11/04/2026 @ 13:00:00, in Storia Antico Egitto, letto 168 volte)
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Ricercatori eseguono scansioni tomografiche ad altissima risoluzione su una mummia antica bendata
Ricercatori eseguono scansioni tomografiche ad altissima risoluzione su una mummia antica bendata

Le scienze esatte svolgono un ruolo fondamentale nello svelamento e nella conservazione del patrimonio millenario. Questa prassi interdisciplinare, definita archeometria, trova la sua massima espressione nelle complesse attività diagnostiche non distruttive del Museo Egizio di Torino, estraendo informazioni intime e storiche dalla materia inerte dell'antico Egitto senza alterarla. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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L'archeologia invisibile e l'indagine non distruttiva
Il Museo Egizio di Torino, riconosciuto globalmente come l'istituzione egittologica più importante al mondo dopo quella del Cairo, ha compiuto una svolta epistemologica epocale istituendo il programma espositivo "Archeologia Invisibile". Questa iniziativa museografica nasce dalla necessità di mostrare al pubblico l'immane mole di dati diagnostici che sfugge alla normale percezione visiva umana e ai tradizionali strumenti di scavo archeologici. Per estrarre queste informazioni intime dalla materia inerte, i ricercatori del museo si avvalgono di un arsenale di tecnologie mutuate dalla fisica dei materiali e dalla medicina spaziale. Si utilizzano scansioni fotogrammetriche ad altissima risoluzione per la modellazione tridimensionale, analisi fotografiche multispettrali e rilievi diffrattometrici per individuare strati di pittura sovrapposti. Uno degli straordinari trionfi di questa prassi è stato lo studio analitico dei pigmenti antichi, in particolare del celebre Blu Egizio, il primissimo colore sintetico creato dall'umanità, le cui inaspettate proprietà di luminescenza all'infrarosso suggeriscono oggi potenziali e rivoluzionarie applicazioni nel campo biomedico contemporaneo.

La tomografia assiale e l'epidemiologia paleopatologica
Il cuore pulsante dell'attività medico-scientifica dell'istituto è incarnato dal formidabile ME Torino Mummy Project. Questa ricerca sistematica ha previsto lo studio radiologico approfondito dell'intera collezione antropologica del museo, ammontante a oltre cento individui mummificati, utilizzando un avanzato scanner TAC di tipo mobile. I flussi di dati tridimensionali e densitometrici estratti dalle scansioni hanno permesso un'analisi ossea millimetrica, svelando età biologica, sesso e traumi, il tutto con una metodica rigorosamente non invasiva che ha lasciato intatti i millenari bendaggi. La risoluzione di queste immagini ha dirimere diatribe secolari riguardanti i complessi metodi di imbalsamazione cranica. Parallelamente, le indagini hanno evidenziato tracce inequivocabili di severe calcificazioni arteriose in numerose mummie, dimostrando che le malattie cardiovascolari affliggevano le classi elitarie molto prima dell'era moderna. La fase successiva del progetto si spinge fino all'estrazione del DNA antico per isolare le sequenze genetiche responsabili di tali predisposizioni patologiche.


  • Strumentazione Diagnostica: Utilizzo massiccio di Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) direttamente all'interno delle sale museali.
  • Analisi dei Pigmenti: Ricerca avanzata sulla luminescenza nel vicino infrarosso del composto chimico noto come Blu Egizio.


La tecnologia avanzata non plasma esclusivamente il futuro, ma costituisce la lente diagnostica irrinunciabile per decodificare accuratamente ciò che è stato.