Rilievo LiDAR da dròne su siti nùragici in Sardegna
La tecnologia LiDAR montata su dròne sta rivoluzionando l'archeologia italiana. In Sardegna e in Emilia-Romagna, rilievi laser hanno rivelato strutture nùragiche e medievali nascoste da secoli sotto fitta vegetazione, accelerando le campagne di scavo e aprendo nuove frontiere per la tutela del patrimonio culturale. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
🎧 Ascolta questo articolo
Come funziona il LiDAR applicato all'archeologia
Il LiDAR (Laser Imaging Detection and Ranging) è una tecnologia di telerilevamento che emette impulsi laser e misura il tempo di ritorno dei segnali riflessi dal suolo e dagli oggetti. Montato su dròne o su velivolo, è in grado di penetrare la copertura vegetale e rivelare con precisione millimètrica le variazioni topografiche del terreno, anche quando sono invisibili a occhio nudo o alle fotografie aeree tradizionali.
Nell'archeologia questa capacità è rivoluzionaria: strutture sepolte o mascherate dalla vegetazione vengono rappresentate come anomalie nell'immagine topografica generata dal software di elaborazione. Gli archeologi possono così identificare le aree di maggiore interesse prima ancora di iniziare le operazioni di scavo, ottimizzando tempi e risorse delle campagne sul campo.
Il progetto nùraghe in Sardegna
In Sardegna, i rilievi LiDAR condotti negli ultimi anni hanno permesso di identificare decine di strutture nùragiche precedentemente sconosciute, nascoste sotto la macchia mediterrànea. I nùraghi, torri megalìtiche costruite tra il XVIII e il VII secolo avanti Cristo, sono il simbolo dell'antica civiltà nuragica e uno dei patrimoni architettonici più enigmatici d'Europa. Molti di questi siti, localizzati dal LiDAR, si sono rivelati in ottimo stato di conservazione.
Il progetto ha aggiornato la mappa dei siti nùragici sardi, stimata in circa ottomila unità, portando alla luce villaggi, recinti cerimoniali e strutture idriche precedentemente ignoti. La collaborazione tra università italiane, istituti regionali e team internazionali ha trasformato la Sardegna in un laboratorio mondiale per l'applicazione del LiDAR nell'archeologia del Mediterràneo.
Le scoperte in Emilia-Romagna
Anche in Emilia-Romagna i rilievi LiDAR hanno dato risultati straordinari. Nelle aree collinari e appenniniche, la tecnologia ha individuato strutture medievali sepolte, tra cui castelli dimenticati, insediamenti rurali abbandonati e tracce di viabilità antica. Alcune aree indagate corrispondono a siti già noti dalle fonti storiche ma mai localizzati con precisione sul terreno.
I dati LiDAR, integrati con le fonti documentarie e le prospezioni geofisiche, stanno fornendo una visione senza precedenti del paesaggio medievale emiliano, aprendo nuove prospettive per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico locale.
Il LiDAR sta dimostrando che sotto la superficie del paesaggio italiano si cela ancora un immenso patrimonio da scoprire. La combinazione di tecnologia avanzata e competenza archeològica sta trasformando il modo in cui conosciamo e proteggiamo la nostra storia, aprendo un capitolo entusiasmante per la ricerca e la conservazione del passato.