Palantir Technologies e la rete di sorveglianza algoritmica globale: infrastruttura del potere invisibile
Palantir Technologies, fondata nel 2003 e finanziata dalla CIA, è al centro di un sistema di sorveglianza algoritmica globale. Dal contratto secretato con il Ministero della Difesa italiano alle kill chain a Gaza, dall'accordo con ICE-USA alla visita segreta di Peter Thiel a Roma nel marzo 2026: un'analisi approfondita.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
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Chi è Palantir e le sue origini nell'intelligence americana
Palantir Technologies è una società statunitense specializzata nell'analisi predittiva e nell'integrazione di big data, fondata nel 2003 da Peter Thiel, Alex Karp, Stephen Cohen, Joe Lonsdale e Nathan Gettings. Fin dalla sua nascita è stata finanziata da In-Q-Tel, il braccio di venture capital della Central Intelligence Agency. Non si tratta di una semplice azienda di software: Palantir è il fornitore tecnologico privilegiato dell'intelligence americana, con contratti storici con CIA, FBI, NSA e le forze armate statunitensi per sistemi di antiterrorismo, analisi geospaziale e gestione operativa in Iraq e Afghanistan.
I due prodotti principali dell'azienda sono Gotham, dedicato alla difesa e all'intelligence governativa, e Foundry, orientato alle aziende private e alle pubbliche amministrazioni civili. Entrambi si basano sullo stesso principio: ingerire enormi quantità di dati destrutturati provenienti da fonti eterogenee — tabulati telefonici, transazioni bancarie, intercettazioni, post sui social media, dati biometrici, filmati di droni — e strutturarli in grafi relazionali che permettono di individuare pattern nascosti e costruire modelli predittivi.
L'ideologia di Peter Thiel: il "momento straussiano" contro la democrazia liberale
Per comprendere Palantir è necessario comprendere il suo principale artefice, Peter Thiel, fondatore di PayPal e primo grande investitore in Facebook. Thiel è il vertice di un pensiero politico neo-reazionario che coniuga libertarismo economico radicale con una marcata propensione all'autoritarismo tecnocratico. Nei suoi scritti, attinge al filosofo politico Leo Strauss per teorizzare che le democrazie liberali occidentali siano intrinsecamente deboli e incapaci di sopravvivere alle sfide del ventunesimo secolo, e che per garantire la sopravvivenza della civiltà occidentale sia necessario ricorrere a un potere occulto, a una "nobile menzogna" di matrice platonica.
Questo iper-individualismo elitario ha condotto Thiel a finanziare figure politiche e tecnologie che mirano a decostruire l'apparato statale convenzionale per sostituirlo con una tecnocrazia opaca guidata da logiche ingegneristiche. Il suo ruolo come "kingmaker" politico — evidenziato dal massiccio sostegno finanziario e intellettuale a Donald Trump e al vicepresidente JD Vance — dimostra l'esistenza di una strategia deliberata volta a piegare le istituzioni pubbliche alle logiche del tecno-capitalismo di sorveglianza. Come ha dichiarato il CEO di Palantir, Alex Karp, che pur definendosi "neo-marxista" condivide con Thiel l'ossessione per la supremazia occidentale, l'obiettivo è fornire alle potenze occidentali strumenti equivalenti a "armi di distruzione di massa digitali".
Il vertice romano del marzo 2026: conferenze segrete sull'Anticristo
La natura opaca dell'influenza di Peter Thiel ha trovato un'esplicita manifestazione in Italia nel marzo 2026. Tra il 15 e il 18 marzo, l'imprenditore si è recato a Roma per presiedere a quattro conferenze a porte chiuse focalizzate sull'"Anticristo biblico", organizzate dall'Associazione culturale Vincenzo Gioberti e riservate a opinion leader, prelati e figure del mondo cattolico e conservatore italiano. Tutti i presenti erano obbligati a sottoscrivere rigidi accordi di non divulgazione con sanzioni fino a 10.000 euro, a lasciare i dispositivi elettronici fuori dalla sala e a non fotografare né registrare. La location è rimasta segreta fino all'ultimo momento.
Discutere dell'Anticristo — come metafora del caos globale e della corruzione delle democrazie liberali — davanti a élite selezionate del paese ospitante serve a consolidare una narrazione di crisi imminente in cui la tecnologia di sorveglianza totale di Palantir viene presentata non come uno strumento di oppressione ma come l'unico scudo salvifico. La profonda segretezza dell'incontro ha innescato interrogazioni parlamentari da parte del PD (Peppe Provenzano e Andrea Casu) e del M5S (Antonio Caso), che hanno chiesto al governo Meloni di chiarire se vi fossero stati incontri istituzionali paralleli e nuovi accordi sui dati pubblici italiani.
Il contratto secretato con il Ministero della Difesa italiano
Un'inchiesta del quotidiano Domani ha svelato che la Direzione informatica, telematica e tecnologie avanzate del Ministero della Difesa italiano (Teledife), sotto la guida del ministro Guido Crosetto, ha indetto una "procedura negoziata" ed esplicitamente "secretata" per la "fornitura licenza Palantir Gotham", del valore iniziale di un milione di euro, inserita in un solco di procedure precedenti per "programmi Palantir" dal valore complessivo di svariati milioni. A operare sul territorio è la filiale nazionale Palantir Italia S.r.l., fondata nel 2012 come testa di ponte per i contratti con la pubblica amministrazione e il MEF.
Il fatto che un contratto di tale portata sia stato "secretato" e condotto tramite "procedura negoziata" — che spesso elude la pubblicazione di un bando di gara europeo — sottrae uno strumento che altera la natura stessa della sicurezza nazionale al controllo del Parlamento. L'installazione di Palantir Gotham nei server del Ministero della Difesa crea un inestricabile "vendor lock-in" tecnologico: una volta che il patrimonio informativo militare italiano viene mappato secondo l'ontologia proprietaria di Palantir, estrarne i dati o migrarli verso sistemi europei diventa un'impresa tecnicamente titanica ed economicamente proibitiva. Questo governo che ha fatto della "sovranità nazionale" il proprio vessillo finisce per affidare il cuore analitico della propria intelligence a una corporazione privata straniera con legami organici con l'intelligence di Washington.
La penetrazione economica: Bending Spoons, Serenis e il capital di rischio
L'infiltrazione del capitale vicino all'ecosistema di Thiel in Italia non si limita alle forniture militari. Essa opera attraverso fondi di venture capital internazionali, in primis Valar Ventures (di cui Thiel è il principale promotore), che finanziano l'innovazione tecnologica italiana. Bending Spoons, la startup milanese diventata uno dei maggiori sviluppatori di app al mondo, ha acquisito piattaforme di valore strategico per la raccolta dati: Evernote (appunti e strategie aziendali riservate di milioni di utenti), Meetup (mappatura delle reti di aggregazione civile), WeTransfer e Remini. L'acquisizione di Evernote in particolare rappresenta un trasferimento critico di sovranità sui dati personali: decenni di testi privati, documenti confidenziali e archivi di ricerca consegnati a un ecosistema finanziario contiguo a figure che teorizzano la sorveglianza di massa.
Parallelamente, investimenti incrociati con fondi vicini all'orbita Thiel si concentrano sul digital health: Serenis (psicoterapia online, ricavi a 25 milioni di euro) e Unobravo ottengono capitali da attori come Lumen Ventures e Bending Spoons. Queste piattaforme trattano i dati più sensibili in assoluto — profili psicologici, diagnosi psichiatriche, traumi, vulnerabilità emotive. La convergenza tra dati di produttività, geolocalizzazione e dati sanitari crea un "gemello digitale" del cittadino italiano che può essere analizzato, previsto e potenzialmente manipolato. L'accerchiamento è bidirezionale: Palantir opera nel B2G (dati statali), i fondi collegati nel B2C (dati dei consumatori), chiudendo in una morsa la profilazione olistica dell'individuo.
Il laboratorio americano: ICE, deportazioni e dati Medicaid
Per anticipare le conseguenze dell'adozione di Palantir in Italia è necessario analizzare il laboratorio americano. L'azienda ha costruito per l'Immigration and Customs Enforcement (ICE) interfacce software — tra cui "ELITE" — che si nutrono di dati provenienti da molteplici agenzie governative. L'indagine dell'Electronic Frontier Foundation ha dimostrato che l'ICE usa gli strumenti di Palantir per fare data mining sui registri del Department of Health and Human Services e sui dati Medicaid — il programma sanitario per i più poveri — per rintracciare, localizzare e deportare immigrati irregolari, compresi i minori non accompagnati e le loro famiglie ospitanti.
Questa architettura capovolge il patto tra individuo e istituzioni: chi si affida allo Stato per cure mediche viene trasformato in un target sul radar della polizia di frontiera. Nonostante le smentite dell'azienda — che si presenta come un "neutrale fornitore di software" — la realtà documentata dimostra che l'infrastruttura Palantir è il motore logistico delle politiche di deportazione di massa che hanno portato all'arresto di studenti stranieri senza prove e alla deportazione di migranti venezuelani verso mega-prigioni in El Salvador senza giusto processo. Più di 60 dipendenti stessi di Palantir hanno firmato petizioni interne chiedendo la fine dei contratti con l'ICE, mentre organizzazioni LGBTQ e conferenze universitarie di Berkeley hanno espulso l'azienda dalle proprie iniziative.
Il fronte di Gaza: le kill chain algoritmiche e la guerra industrializzata
Il culmine dell'opacità etica di Palantir si manifesta nell'arena militare. Inchieste della rivista The Nation e di altre testate internazionali hanno rivelato il ruolo chiave di Palantir nel fornire alle Forze di Difesa Israeliane sistemi di puntamento militare guidati da algoritmi di intelligenza artificiale. Il CEO Alex Karp si è dichiarato "estremamente orgoglioso" di questo lavoro "operativamente cruciale", e di fronte alle accuse di complicità nelle uccisioni di civili palestinesi ha risposto che le vittime sono "per lo più terroristi".
I sistemi ISTAR forniti — Intelligence, Surveillance, Target Acquisition, Reconnaissance — non si limitano a mappe per i generali: automatizzano la generazione di liste di bersagli umani ingerendo messaggi intercettati, tracce GPS, reti familiari, riprese di droni e metriche dei social network. L'implementazione in scenari di guerra urbana ad alta densità abitativa solleva tre problemi fondamentali: il problema della "scatola nera" (i bias algoritmici nascosti che portano all'identificazione errata di civili), l'abolizione della responsabilità umana nella catena di comando, e la scala industriale della distruzione che, come ha ammesso Karp, rende questi sistemi equivalenti a "armi nucleari tattiche contro un avversario convenzionale". Il fondo patrimoniale norvegese Storebrand ha disinvestito 24 milioni di dollari di azioni Palantir nell'ottobre 2024, citando il rischio di essere complice di crimini di guerra.
Il fallimento delle infrastrutture pubbliche come cavallo di Troia
La narrativa tecno-capitalista secondo cui Palantir è indispensabile trova terreno fertile nelle disfunzioni documentate dello Stato italiano. Le inchieste data-driven di Milena Gabanelli su Dataroom del Corriere della Sera rivelano un sistema pubblico che collassa: attese fino a 490 giorni per interventi ortopedici in Lombardia, con i cittadini costretti a migrare verso il privato mentre fondi pubblici finanziano ospedali accreditati che spostano i medici verso l'intramoenia. Sul fronte della giustizia, il processo penale telematico introdotto in 87 procure dal gennaio 2024 senza completare le fasi di sperimentazione ha prodotto un collasso tecnico che obbliga cancellieri e magistrati al "doppio binario" carta-digitale, raddoppiando i tempi burocratici invece di dimezzarli.
Questo scenario di devastazione amministrativa giustifica politicamente e mediaticamente l'introduzione di "soluzioni magiche" basate sull'IA. Palantir si propone sistematicamente ai governi in crisi come "salvatore" tecnologico, l'unico capace di far dialogare banche dati incompatibili — come nel contratto da 240 milioni di sterline senza gara pubblica ottenuto dal Ministero della Difesa britannico, in coincidenza con l'assunzione di quattro ex alti funzionari del ministero stesso tramite il meccanismo delle "porte girevoli". Il prezzo è la cessione del controllo sui codici sorgente algoritmici e, di fatto, la custodia dei dati investigativi e processuali più delicati all'estero.
La sfida posta dal complesso Palantir è la sfida definitiva per la libertà umana nel ventunesimo secolo: non è combattuta con le armi ma con i dati, non è dichiarata ma silenziosa, non ha un volto ma un algoritmo. E quando un algoritmo decide chi curare, chi sorvegliare, chi deportare, chi eliminare, il passo dalla democrazia alla necropolitica automatizzata è drammaticamente, spaventosamente breve.
La giornalista Milena Gabanelli parla di Palantir!