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Calcata, il borgo medievale sulla forra tufacea della Valle del Treja
Di Alex (del 20/03/2026 @ 08:00:00, in Storia Medioevo, letto 45 volte)
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Il borgo medievale di Calcata sulla forra tufacea della Valle del Treja
Il borgo medievale di Calcata sulla forra tufacea della Valle del Treja

Calcata, arroccata sulla Valle del Treja nel Lazio, è uno dei borghi medievali più affascinanti d'Italia. Costruita su uno sperone tufaceo, accessibile da un'unica porta e difesa da pareti a strapiombo, è esempio perfetto di borgo di incastellamento dell'Alto Medioevo. Oggi è meta artistica e bohémien.LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Un borgo sospeso nel tempo tra tufo e storia
Calcata sorge su un isolato sperone di tufo nella Valle del Treja, a una quarantina di chilometri a nord di Roma, nel territorio del Parco Regionale Valle del Treja. Il borgo è uno dei casi più straordinari e meglio conservati di insediamento medievale rupestre nel Lazio: stretto in un recinto di mura che segue il perimetro naturale dello sperone, accessibile da un'unica porta d'ingresso, circondato da forre a strapiombo che scendono per decine di metri verso il fondovalle percorso dal Treja.

L'aspetto attuale del borgo è in gran parte quello che aveva nell'Alto Medioevo, con le case di pietra tufacea addossate le une alle altre, i vicoli stretti che confluiscono verso la piazzetta centrale, e i resti del castello dei Vico che dominano l'estremità dello sperone. Il tufo, materiale poroso e facilmente lavorabile, ha permesso nei secoli lo scavo di cantine, cisterne e ambienti ipogei che si estendono sotto il paese come una città fantasma sotterranea.

Il borgo di incastellamento: architettura della sopravvivenza
Calcata è un esempio quasi perfetto di borgo di incastellamento, la tipologia insediativa dominante nell'Italia centrale durante l'Alto Medioevo, sviluppatasi tra l'VIII e il XII secolo come risposta alle continue incursioni di Saraceni, Ungari e Normanni. Il principio era semplice e brutale: concentrare la popolazione in siti naturalmente difesi, preferibilmente speroni rocciosi o alture difficilmente scalabili, circondandoli con mura e riducendo al minimo i punti di accesso.

A Calcata, la natura ha fatto la maggior parte del lavoro difensivo. Le pareti verticali della forra tufacea rendono il borgo inaccessibile su tre lati, mentre il quarto era controllato dalla porta principale. In caso di pericolo, bastava sbarrare l'ingresso per trasformare il paese in una fortezza naturale pressoché inespugnabile per gli eserciti medievali.

La forra tufacea: un paesaggio geologico unico
La Valle del Treja che circonda Calcata è il risultato di milioni di anni di erosione fluviale sul plateau vulcanico laziale. Il fiume Treja e i suoi affluenti hanno inciso nel tufo colonnare, la roccia vulcanica compatta depositata dalle eruzioni dei Colli Albani e del Distretto Vulcanico Sabatino, creando forre a pareti quasi verticali di decine di metri, oggi coperte di vegetazione spontanea e percorse da sentieri naturalistici.

Questo paesaggio è unico nel Lazio: gli spettacolari canyon di tufo, i grandi blocchi rocciosi isolati, le cascate stagionali e la fitta vegetazione di querce, carpini e noccioli creano un ambiente selvaggio a pochi passi da Roma, percepito come profondamente arcaico e atemporale. Non a caso la zona è stata utilizzata come set cinematografico e ha ispirato pittori e scrittori per secoli.

L'abbandono e la rinascita bohémien
Nella seconda metà del Novecento, Calcata sembrava destinata all'abbandono definitivo. Il comune aveva dichiarato il borgo pericolante nel 1935 e aveva costruito un nuovo insediamento — Calcata Nuova — a pochi chilometri di distanza. Molti abitanti si trasferirono, lasciando il paese vecchio in uno stato di abbandono progressivo.

Fu proprio questo abbandono a salvare Calcata. A partire dagli anni Sessanta e Settanta, artisti, intellettuali e persone in cerca di alternative allo stile di vita urbano iniziarono a occupare le case vuote, restaurandole con mezzi propri e dando vita a una comunità originale e creativa. Oggi Calcata ospita una trentina di residenti stabili — in grande maggioranza artisti e artigiani — che hanno trasformato il borgo in una piccola capitale dell'arte alternativa, con gallerie e atelier ricavati nelle antiche abitazioni di tufo.

Come visitare Calcata oggi
Calcata è raggiungibile da Roma in circa un'ora d'auto lungo la Via Cassia. Il borgo non ha parcheggi interni: i visitatori lasciano l'auto nella piazzola esterna e accedono a piedi attraverso l'unica porta medievale, ritrovandosi immediatamente catapultati in un ambiente senza tempo.

Il Parco Regionale della Valle del Treja offre numerosi percorsi escursionistici che scendono dalla sommità dello sperone fino al fondovalle, con accesso alle cascate del Treja. La visita al borgo richiede al massimo un'ora, ma il territorio circostante merita una giornata intera, specialmente in primavera quando la vegetazione è rigogliosa e le cascate sono in piena attività.

Calcata è una di quelle rarità geografiche e storiche in cui il tempo sembra scorrere più lentamente: uno sperone di tufo che ha resistito a secoli di guerre, abbandoni e modernità, conservando intatto il profilo di un Medioevo che qui, miracolosamente, non è mai davvero finito.