Una pagina del manoscritto Voynich con illustrazioni di piante inesistenti e scrittura sconosciuta
Il manoscritto Voynich è un libro medievale scritto in una lingua sconosciuta, illustrato con piante inesistenti e figure astronomiche enigmatiche. Datato al carbonio tra il 1404 e il 1438, rimane uno dei più grandi misteri della storia: codice cifrato, lingua artificiale o elaborata beffa? LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
🎧 Ascolta questo articolo
La scoperta e la storia del manoscritto
Il manoscritto prende il nome da Wilfrid Voynich, libraio polacco-americano che lo acquistò nel 1912 da una collezione di libri rari del Collegio Romano dei Gesuiti a Villa Mondragone, presso Frascati. Il volume, di circa 240 pagine, è scritto su pergamena di vitello con una grafia regolare in caratteri mai decifrati da alcun ricercatore.
La datazione al radiocarbonio condotta dall'Università dell'Arizona nel 2009 ha collocato la pergamena tra il 1404 e il 1438, nel tardo medioevo europeo. L'inchiostro e i pigmenti utilizzati per le illustrazioni risultano coerenti con queste date, escludendo l'ipotesi che si tratti di un falso moderno.
Le illustrazioni enigmatiche
Il testo è accompagnato da centinaia di illustrazioni che lo rendono ancora più misterioso. Nella sezione botanica compaiono piante che non corrispondono ad alcuna specie conosciuta, con radici, foglie e fiori dalle forme fantastiche. La sezione astronomica mostra diagrammi circolari con stelle e figure femminili di difficile interpretazione.
Una sezione biologica raffigura donne nude immerse in vasche collegate da tubature intricate, mentre la sezione farmaceutica mostra recipienti e piante in associazioni enigmatiche. Queste illustrazioni hanno generato le ipotesi più disparate, dall'alchimia alla medicina medievale, senza che nessuna sia mai stata confermata in modo definitivo.
Le teorie e le analisi scientifiche moderne
Le ipotesi sulla natura del manoscritto si dividono in tre categorie: si tratta di un codice cifrato che nasconde un testo in una lingua europea nota, di una lingua artificiale inventata dall'autore, oppure di un'elaborata beffa costruita per ingannare un potenziale acquirente facoltoso.
Analisi statistiche condotte negli ultimi decenni hanno mostrato che il testo presenta caratteristiche linguistiche coerenti con un linguaggio naturale. Recenti studi di intelligenza artificiale hanno proposto connessioni con l'ebraico anagrammato, senza tuttavia fornire una traduzione completa e convincente. Il mistero rimane intatto dopo oltre sei secoli.
Il manoscritto Voynich continua a resistere a ogni tentativo di decifrarlo, sfidando secoli di filologi, crittografi, linguisti e scienziati informatici: che si tratti di un codice perduto, di una lingua inventata o di un magnifico inganno, il suo fascino misterioso lo rende uno degli oggetti culturali più affascinanti e inquietanti che il Medioevo ci abbia consegnato.