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OpenAI investe 252 milioni in Merge Labs: leggere e scrivere nel cervello con gli ultrasuoni
Di Alex (del 12/03/2026 @ 15:00:00, in Intelligenza Artificiale, letto 98 volte)
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Rappresentazione futuristica di interfaccia cervello-AI con onde ultrasonore neurali
Rappresentazione futuristica di interfaccia cervello-AI con onde ultrasonore neurali

OpenAI ha investito 252 milioni di dollari in Merge Labs, startup che promette un'interfaccia diretta tra intelligenza artificiale e cervello umano attraverso ultrasuoni, senza alcun impianto chirurgico. Una svolta che potrebbe ridefinire i confini tra uomo e macchina nel prossimo futuro. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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L'investimento di OpenAI e la promessa di Merge Labs
OpenAI ha annunciato un investimento da 252 milioni di dollari in Merge Labs, startup fondata con l'obiettivo di sviluppare una tecnologia per leggere e scrivere informazioni nel cervello umano attraverso ultrasuoni focalizzati, senza la necessità di alcun intervento chirurgico o chip impiantato. Se confermata, questa tecnologia costituirebbe un salto generazionale rispetto ai sistemi di interfaccia cervello-computer esistenti.

Come funzionano gli ultrasuoni focalizzati sul cervello
La tecnica degli ultrasuoni focalizzati a bassa intensità è già usata in ambito medico per trattare il morbo di Parkinson e alcune forme di tremore. L'ipotesi di Merge Labs è di portare questa tecnologia a un livello di precisione tale da consentire la neuromodulazione selettiva: stimolare o inibire specifici circuiti neurali per trasmettere o ricevere informazioni in modo non invasivo.

La corsa alle interfacce cervello-computer: il contesto
Merge Labs si inserisce in un panorama competitivo già affollato. Neuralink di Elon Musk ha già impiantato chip in pazienti umani. Synchron ha sviluppato un sistema iniettabile per via venosa. La differenza dell'approccio ultrasonico di Merge Labs è l'assenza totale di invasività: nessun bisturi, nessun foro nel cranio, nessun corpo estraneo nel cervello.

Il rischio della biforcazione cognitiva: chi resta fuori
La domanda più urgente non riguarda le capacità tecniche, ma le conseguenze sociali. Se il cervello aumentato diventasse lo standard per competere nel mercato del lavoro o nella vita intellettuale, chi non potesse o non volesse accedere a questa tecnologia si troverebbe in una posizione di svantaggio strutturale. Non si tratta più di divario digitale, ma di divario cognitivo biologico: una biforcazione dell'umanità.

Implicazioni geopolitiche e manipolazione degli stati cognitivi
A livello geopolitico, il controllo di tecnologie capaci di leggere e scrivere nel cervello apre scenari di sorveglianza e influenza senza precedenti. La manipolazione dell'attenzione, della memoria o delle reazioni emotive attraverso segnali ultrasonici potrebbe diventare uno strumento di potere straordinariamente sottile e difficile da rilevare. Il dibattito regolatorio internazionale su questi temi è ancora agli albori.

La promessa di Merge Labs ci porta alle soglie di un territorio inesplorato: quello in cui l'intelligenza artificiale non è più uno strumento che usiamo, ma una presenza che si fonde con la nostra biologia. La vera domanda è se saremo capaci di governare questa trasformazione prima che sia essa a governare noi.