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Mickey 17: la fantascienza operaia di Bong Joon-ho tra cloni e colonialismo
Di Alex (del 12/03/2026 @ 13:00:00, in Sci-Fi e Rigore Scientifico, letto 77 volte)
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Ambientazione fantascientifica industriale ispirata al film Mickey 17 di Bong Joon-ho
Ambientazione fantascientifica industriale ispirata al film Mickey 17 di Bong Joon-ho

Nel 2025 Bong Joon-ho porta al cinema Mickey 17, ambientato sul pianeta ghiacciato Niflheim dove i cloni rigenerabili vengono usati per missioni mortali. Una riflessione feroce sull'usa e getta umano nell'era della colonizzazione spaziale industriale, tra tecnologia sporca e gerarchie brutali. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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La trama: un clone usa e getta nello spazio
Mickey Barnes è un "Expendable", un clone rigenerabile impiegato in missioni suicida durante la colonizzazione del pianeta ghiacciato Niflheim. Ogni volta che muore viene ricreato con i suoi ricordi intatti, pronto per un'altra missione. La storia si complica quando Mickey 17 sopravvive contro ogni aspettativa, ritrovandosi a coesistere con la sua versione successiva, Mickey 18.

La regia di Bong Joon-ho: fantascienza operaia
Il regista coreano sceglie deliberatamente un'estetica di fantascienza sporca e funzionale, lontana dalle visioni utopistiche. Le macchine di clonazione appaiono logore e industriali, la colonia è gerarchizzata e opprimente. Bong costruisce uno scenario in cui la tecnologia più avanzata serve a perpetuare le stesse ingiustizie sociali del presente.

Temi: colonialismo, sfruttamento e identità
Il film affronta apertamente il tema dello sfruttamento sistematico delle classi più vulnerabili attraverso la metafora del clone. Chi comanda la spedizione considera gli Expendable come risorse, non come persone. Il film pone domande fondamentali sull'identità: se i ricordi sono intatti, un clone è la stessa persona? Dove finisce l'individuo e dove inizia lo strumento?

La visualizzazione di Niflheim e la logica visiva
Il pianeta ghiacciato è reso con una palette cromatica fredda, dominata da bianchi e grigi spezzati da luci arancioni industriali. La scelta visiva rispecchia la filosofia del film: un futuro in cui la meraviglia scientifica si è ridotta a routine brutale. Bong Joon-ho dimostra ancora una volta la sua capacità di costruire mondi visivamente coerenti e ideologicamente densi.

Il cast e la ricezione critica
Robert Pattinson interpreta Mickey con una miscela di umorismo grottesco e vulnerabilità autentica. Il film è stato accolto come uno dei lavori più ambiziosi e politicamente espliciti di Bong Joon-ho dopo Parasite, confermando la sua capacità di intrecciare intrattenimento di massa e critica sociale in un unico racconto cinematografico.

Mickey 17 non è solo un film di fantascienza: è un atto di accusa contro i sistemi che trasformano gli esseri umani in risorse consumabili. Bong Joon-ho usa il futuro per parlare del presente, con la lucida ferocia che da sempre contraddistingue il suo cinema.