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Bioparco di Roma: zoo e conservazione delle specie in via d'estinzione
Di Alex (del 08/03/2026 @ 09:00:00, in Natura, letto 57 volte)
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Gorilla di pianura occidentale ospitato al Bioparco di Roma nel contesto di un programma europeo di conservazione
Gorilla di pianura occidentale ospitato al Bioparco di Roma nel contesto di un programma europeo di conservazione

Il Bioparco di Roma è molto più di uno zoo tradizionale: è un presidio scientifico per la tutela della biodiversità. Attraverso programmi di riproduzione in cattività, ricerca veterinaria avanzata e sensibilizzazione del pubblico, contribuisce attivamente alla salvaguardia delle specie animali più minacciate del pianeta. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

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Storia e trasformazione del Bioparco di Roma
Il Bioparco di Roma, situato all'interno di Villa Borghese nel cuore della capitale, ha una storia che risale al 1911, quando fu inaugurato come Giardino Zoologico in occasione del cinquantenario dell'Unità d'Italia. Per quasi un secolo, come molti zoo dell'epoca, fu concepito principalmente come luogo di esposizione degli animali per il pubblico. A partire dagli anni Novanta del Novecento, con la direzione scientifica rinnovata e l'adesione alle nuove linee guida internazionali, l'istituzione ha avviato una profonda metamorfosi nel proprio mandato e nelle proprie strutture.

La trasformazione da zoo tradizionale a bioparco — il cambio di denominazione è avvenuto nel 1997 — ha segnato un cambiamento radicale di filosofia. Gli animali non sono più semplici attrazioni: sono individui di specie minacciate, ospitati in strutture progettate per rispondere alle loro esigenze etologiche, protagonisti di programmi scientifici internazionali. Il benessere animale, la ricerca biologica e la conservazione ex situ sono diventati i tre pilastri dell'attività istituzionale.

I programmi internazionali di riproduzione in cattività
Il Bioparco di Roma partecipa attivamente ai Programmi Europei per le Specie Minacciate (EEP), coordinati dall'Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari (EAZA). Questi programmi gestiscono, a livello continentale, la riproduzione pianificata di specie in pericolo di estinzione, garantendo la variabilità genetica delle popolazioni in cattività e preparando eventualmente il terreno per reintroduzioni in natura. Tra le specie coinvolte figurano il gorilla di pianura occidentale, il rinoceronte bianco e numerosi felini in pericolo critico.

La pianificazione riproduttiva è gestita attraverso studbook internazionali — registri genealogici che tracciano l'intera storia riproduttiva di ogni individuo — e algoritmi di matching genetico che individuano le coppie ottimali per massimizzare la diversità del patrimonio ereditario. Spesso questo significa trasferire animali tra zoo di paesi diversi, creando una rete transnazionale di gestione delle popolazioni che è, a tutti gli effetti, una forma di conservazione attiva della biodiversità.

Le specie simbolo e le sfide della conservazione
Alcune specie ospitate al Bioparco sono diventate simboli globali della crisi della biodiversità. Il gorilla di pianura occidentale, classificato come "in pericolo critico" dalla Lista Rossa dell'IUCN, è minacciato dalla deforestazione nell'Africa centrale e dal commercio illegale di carne di animali selvatici. I programmi in cattività rappresentano, per questa specie, una vera e propria assicurazione contro l'estinzione totale in caso di collasso delle popolazioni selvatiche.

Anche numerosi rettili, uccelli e anfibi — gruppi spesso trascurati rispetto ai grandi mammiferi — trovano al Bioparco strutture dedicate e competenze specializzate. Gli anfibi sono il gruppo animale con il tasso di estinzione più elevato del pianeta, colpiti dalla devastante chitridiomicosi, una malattia fungina che ha già spazzato via intere popolazioni in America Centrale e Australia. I programmi di allevamento in cattività rappresentano l'ultimo rifugio per decine di specie.

Ricerca veterinaria e innovazione scientifica
Lo staff veterinario del Bioparco conduce ricerche originali sulla salute e la fisiologia delle specie ospitate, contribuendo all'avanzamento delle conoscenze in medicine veterinaria esotica. Le sfide sono immense: curare una malattia in un gorilla richiede competenze molto diverse da quelle necessarie per un cane domestico, e la letteratura scientifica disponibile è spesso limitata. Ogni intervento medico su specie rare diventa un'occasione di apprendimento preziosa per l'intera comunità scientifica internazionale.

Il Bioparco partecipa anche a programmi di ricerca sul benessere animale, sviluppando protocolli di arricchimento ambientale — strumenti, strutture e attività che stimolano i comportamenti naturali degli animali — che vengono poi condivisi con altri istituti. Queste ricerche hanno applicazioni dirette nel miglioramento delle condizioni di vita degli animali in cattività, riducendo comportamenti stereotipati e stress.

Il Bioparco di Roma rappresenta un esempio di come un'istituzione pubblica possa reinventarsi per rispondere alle sfide del presente. In un'epoca di crisi ecologica senza precedenti, gli zoo del XXI secolo non sono più luoghi in cui ammiraremos gli animali selvaggi: sono avamposti scientifici nella battaglia contro la sesta estinzione di massa, custodi di un patrimonio biologico che appartiene all'intera umanità.